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A BERGAMO GLI OROLOGIAI INDIPENDENTI LANCIANO UN NUOVO SOS: AIUTATECI A NON ESTINGUERCI!

Bergamo 12 giugno 2016 – Prosegue, senza sosta, da parte degli orologiai indipendenti, l’incessante l’azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui disagi derivnti dall’impossibilità, di fatto, ad approvvigionarsi di  ricambi originali.

Una situazione paradossale che vede contrapposti da un lato i laboratori artigiani che fino a ieri garantivano assistenza capillare sul territorio e le multinazionali svizzere che oramai detengono le sorti di un mercato, composto di una miriade di eccellenze artigiane che sostanzialmente rischia di scomparire.

Oggi è stata la volta di Bergamo – dopo la tappa milanese dello scorso 27 maggio  – ove  sotto l’affascinante quadriportico del Sentierone,  che da più di due secoli rappresenta la tradizionale passeggiata domenicale dei bergamaschi, gli orologiai della provincia hanno allestito un vero e proprio laboratorio a cielo aperto con la presenza di innumerevoli banchetti affascinando un pubblico composto da grandi e piccini che ha assistito con curiosità alle varie dimostrazioni di smontaggio e rimontaggio di preziosi ma anche comuni segnatempo destando ammirazione ma nel contempo anche viva preoccupazione per le sorti di un mestiere unico nel suo genere.

Quale miglior luogo, ricco di storia e tradizione come il mestiere dell’orologiaio, dunque,  per dichiarare ancora una volta, come oramai sia inderogabile trovare il giusto equilibrio tra i produttori di orologi, nonché dei fornitori di ricambi e gli orologiai indipendenti in una logica di servizio ai consumatori.

La mobilitazione di oggi rappresenta un ulteriore grido di allarme della categoria che non vuole piegarsi al diktat delle multinazionali svizzere, ha affermato, ancora una volta, Maurilio Savoldelli, Presidente della categoria  orologiai dell’Associazione Orafa Lombarda e vero e proprio catalizzatore della categoria a livello nazionale, che non possono ergersi ad arbitri, giudici e garanti imparziali e insindacabili della qualità dell’assistenza orologiera in quanto è loro precipuo interesse mantenere all’interno delle loro fabbriche o sotto il loro controllo l’intero mercato delle riparazioni che, invece, secondo noi, deve rimanere pluralista, concorrenziale  e rispettoso della libertà di scelta dei possessori di orologi. Noi siamo disposti, ha proseguito Savoldelli, a sederci attorno ad un tavolo per discutere costruttivamente su come rendere qualificati i nostri servizi di assistenza.

A dimostrazione del successo della mobilitazione odierna le oltre 700 firme raccolte che unitamente alle 600 raccolte a Milano e alle altre che verranno raccolte durante le manifestazioni in programma a Brescia, Roma Bari e Catania andranno a costituiranno un ulteriore dossier da presentare alle Ministero Sviluppo Economico a completamento della già ampia documentazione presentata nel mese di marzo nell’incontro organizzato assieme a Federpreziosi Confcommercio e Confartigianato.

 

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