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NEL NOME DEL DIAMANTE, DIALOGO TRA SCIENZA E COMMERCIO

Il diamante nel 2015 protagonista a VicenzaOro September della conferenza dell’Istituto Gemmologico Italiano in collaborazione con Federpreziosi

Milano, 8 Settembre 2015 – “Il diamante nel 2015: Scienza e Commercio. Istruzioni per l’uso” è l’affollata conferenza che l’Istituto Gemmologico Italiano (IGI), in collaborazione con Federpreziosi Confcommercio e con il supporto di Fiera di Vicenza, ha proposto lunedì 7 Settembre a VicenzaOro September per spiegare come si possa e si debba trovare un punto di incontro tra chi studia le gemme e chi le commercia. Oggi, infatti, il percorso di commercializzazione e di certificazione del diamante risulta sempre più complesso, anche alla luce della continua evoluzione delle tecniche di sintesi e di trattamento; pertanto è indispensabile che quanti operano nel mercato e quanti offrono servizi di analisi comunichino e cooperino tra di loro nell’interesse comune.

Introdotto da Michele Mattioli, Head of Business Strategy di Fiera di Vicenza, che ha sottolineato l’intento della Società di assurgere a “Cultural Hub”, e moderato da Steven Tranquilli, Direttore di Federpreziosi, il convegno è stato aperto dai saluti di Raffaele Maino, Presidente di Federpietre, Giuseppe Aquilino, Presidente di Federpreziosi, Vincenzo Buscemi, Presidente dei gioiellieri ragusani e Presidente della Commissione Formazione ed Educazione di Federpreziosi, Rinaldo Cusi, Presidente dell’Associazione Italiana Gemmologi. Tutti hanno rimarcato l’importanza della competenza e dell’aggiornamento continuo nell’analisi gemmologica e nel commercio dei diamanti.

La conferenza è stata tenuta dal Dottor Andrea Zullino, Responsabile dei Metodi Avanzati di Analisi di IGI e dalla Dottoressa Loredana Prosperi, Responsabile del Laboratorio di IGI. Zullino  ha evidenziato che il mondo del diamante oggi è radicalmente cambiamento rispetto a soli due anni fa, per cui è sempre più essenziale che scienza e commercio interagiscano tra di loro adottando linguaggi meno distanti. Partendo dalla classificazione scientifica del diamante, ha preso in esame il tipo IIa incolore per focalizzarsi poi sulle gemme trattate/sintetiche (ottenute con metodi HPHT e CVD). Non è facile per i dettaglianti informare correttamente i consumatori e per questo occorre una solida preparazione tecnica e commerciale, ovvero una collaborazione stretta con i laboratori gemmologici, che possono fornire tutte le “istruzioni per l’uso” ideali.

Prosperi ha ricostruito la storia del diamante sintetico, per cui di recente si sono affacciati al business nuovi produttori di materiale di tipo IIa di varie dimensioni fino a superare ormai i 30 carati (grezzo) e i 10 ct (tagliato) con il metodo HPHT. E’ innegabile che risulta problematico esaminare pietre tagliate; comunque gli analisti professionali sanno che in tali gemme esistono strutture di crescita diverse che possono essere individuate con strumenti specifici come Diamond View di DTC in grado di catturare immagini di fluorescenza. Parimenti il metodo CVD, che consente la produzione di carature da 0,01 a 2 carati, non è di facile riscontro, ma anche in questo caso il gemmologo esperto può trovare un utile strumento d’indagine in mezzi tecnologici all’avanguardia. I laboratori gemmologici più autorevoli possono quindi assicurare una garanzia di professionalità a dettaglianti orafi sempre più consapevoli e desiderosi di rendere più informati i loro clienti.

Suggellata da un animato dibattito finale, l’iniziativa di IGI e Federpreziosi è stata patrocinata da Federpietre, Associazione Italiana Gemmologi, Cibjo, Federorafi Confindustria, Borsa Diamanti d’Italia.

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