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NON E’ CIO’ CHE SEMBRA, MA SOLO UNA FANTASTICA ILLUSIONE.

di Renata Marcon – Istituto Gemmologico Italiano  – Sede di Roma

L’arte del lifting invade sempre di più anche il mondo della gemmologia. Ma sappiamo che in fondo l’arte di trattare le gemme e modificarne l’aspetto è molto molto antica.

Da tempo affermo che il futuro è nei trattamenti delle gemme piuttosto che nei prodotti artificiali o sintetici, riproduzioni delle gemme naturali a volte identiche e validissime ma pur sempre prodotti di laboratorio.   Nonostante la loro anima artificiale,  ultimamente circolano minerali sintetici quali quarzi e smeraldi idrotermali unitamente a rubini e zaffiri di sintesi, a volte trattati anch’essi per simulare gemme naturali.

Nel caso dei trattamenti, ovvero nel miglioramento estetico del colore e/o della trasparenza, la gemma resta pur sempre di origine naturale e questa caratteristica può fare la differenza  a livello commerciale e di vendita.

A volte però, quasi poco importa se il trattamento ha trasformato un grezzo di rubino birmano proveniente da Mong Hsu con la parte centrale di colore blu in un rubino totalmente rosso, oppure da uno zaffiro quasi incolore si ottiene ad un blu gradevolissimo. Per non parlare della trasformazione di un rubino di scarsissima qualità e trasparenza reso commerciabile dalla permeazione di una sostanza vetrosa al piombo nelle fessure e nelle cavità affioranti tanto da risultare come conseguenza fragilissimo anche al primo accenno di calore diretto.

E la crisi economica ha colpito il settore anche in questo senso.  Alcuni dei trattamenti vengono effettuati su materiali a bassissimo costo, migliorando le gemme in modo evidente e immettendo poi nel mercato pietre dal valore economico a volte davvero contenuto ma facili da commercializzare.

Corindoni termodiffusi blu naturali e sintetici (foto Laboratorio IGI, Milano)
Corindoni termodiffusi blu naturali e sintetici (foto Laboratorio IGI, Milano)

Ho visto recentemente esposti nelle fiere  bellissimi zaffiri naturali accanto ai loro cugini trattati mediante termodiffusione, ovvero il trattamento termico con additivi (elementi cromofori) che imprime un colore superficiale a gemme che presentano un colore di base grigio o azzurro pallido.  Per la normativa italiana sulla Nomenclatura delle gemme (Norma UNI n. 10245) questi materiali non vengono nemmeno denominati “zaffiri” ma solo <corindoni termodiffusi> di colore blu.

Accanto a splendidi rubini naturali vi erano rubini trattati, i così detti “glass filled”, ovvero pietre di scarsissima qualità, opache e ricche di fratture interne ma affioranti alla superficie, che vengono trattate mediante riempimento di sostanze vetrose ricche in piombo.

Visione al microscopio di un rubino trattato con riempimento di sostanza vetrosa al piombo nelle fessure affioranti. (foto Laboratorio IGI, Milano)
Visione al microscopio di un rubino trattato con riempimento di sostanza vetrosa al piombo nelle fessure affioranti. (foto Laboratorio IGI, Milano)

  I corindoni di tutti i colori, anche asteria, possono subire questo tipo di trattamento.

Queste pietre a volte sono particolarmente impregnate di vetro al piombo nelle fessure e cavità, tanto da rendere la gemma molto fragile. Se posta a calore diretto oppure immersa in acidi (es.: acido fluoridrico), o soltanto lasciata per qualche ora nel succo di limone, può subire evidenti fenomeni di alterazione fino a disgregazione totale del campione.

Tre fasi di alterazione e disgregazione di un rubino trattato con riempimento delle fessure     affioranti con vetro al piombo dopo l’immersione in acidi. (foto K.  Scarratt, GIA  Laboratory, Bangkok)
Tre fasi di alterazione e disgregazione di un rubino trattato con riempimento delle fessure affioranti con vetro al piombo dopo l’immersione in acidi. (foto K. Scarratt, GIA Laboratory, Bangkok)

Gli zaffiri, ovvero corindoni incolori o di un azzurro chiarissimo e molto fratturati, risultano permeati con sostanza vetrosa al piombo ricca di cobalto che colora di blu la gemma, o meglio colora di blu soltanto le fessure riempite di materiale estraneo.

– Zaffiri  trattati mediante riempimento di fessure affioranti con sostanza vetrosa blu al cobalto.  (foto Laboratorio IGI, Milano)
– Zaffiri trattati mediante riempimento di fessure affioranti con sostanza vetrosa blu al cobalto. (foto Laboratorio IGI, Milano)

Molte di queste gemme assumono un aspetto torbido ad occhio nudo a causa delle innumerevoli fratture interne che vengono impregnate di sostanza vetrosa.

Sicuramente in questo momento sono proprio questi corindoni che stanno prendendo piede nel mercato, in quanto gemme a basso o bassissimo costo.   Lo scarso valore economico del materiale originario viene a volte estremamente rivalutato dopo il trattamento. Questi materiali tendono ad impoverire il mercato e rischiano di invaderlo di pietre che, in alcuni casi, poco hanno a che vedere con il concetto di gemma preziosa, unica e rara, che è nell’immaginario collettivo di ognuno di noi.

Fessure di colore blu in uno zaffiro con trattamento di riempimento di fessure affioranti. (foto Laboratorio IGI, Milano)
Fessure di colore blu in uno zaffiro con trattamento di riempimento di fessure affioranti. (foto Laboratorio IGI, Milano)

Anche i corindoni multicolor, unitamente a  zaffiri e rubini, con trattamento di diffusione al berillio sono diventati una realtà di mercato.  Le mille sfumature del corindone, ottenute mediante trattamento termico in presenza di berillio e ad elevata temperatura, possono essere veramente difficili da diagnosticare anche per un gemmologo e solo un’analisi chimica ci può rivelare la presenza del berillio nella composizione chimica e quindi il trattamento subito.

E’ un’approfondita conoscenza dei  trattamenti, soprattutto sulle gemme più commerciali come rubini, zaffiri e smeraldi, e un’accurata analisi al microscopio che ci possono aiutare a identificare il trattamento e evitare che materiali davvero molto scadenti invadano le nostre gioiellerie.    In altri casi invece si rende indispensabile portare le gemme a laboratori di analisi specializzati, dotati di strumentazioni avanzate e in grado di rilevare la presenza dei trattamenti più complessi da diagnosticare.

Cultura e conoscenza gemmologica si rendono quindi ogni giorno più necessarie e fondamentali per non essere colti impreparati di fronte alle nuove tecnologie in materia di trattamenti e sintesi che sempre più velocemente si sviluppano e producono materiali sempre più sofisticati e indistinguibili o danno vita a gemme di scarsissima qualità che depauperano un mercato già sofferente.

Unitamente alla conoscenza, bisogna sempre rivolgere l’attenzione anche alla lettura delle riviste gemmologiche internazionali e dedicare tempo all’aggiornamento attraverso la partecipazione a seminari e corsi, tutti strumenti in grado di porci nella condizione di affrontare, con coscienza e padronanza, le nuove sfide che la gemmologia ci pone davanti.

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