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UNA CATEGORIA CHE SA REAGIRE FEDERPREZIOSI CONFCOMMERCIO A BOLOGNA NELLA GIORNATA NAZIONALE “LEGALITA’ MI PIACE”

LE RIPERCUSSIONI DEGLI EVENTI CRIMINOSI  SUGLI OPERATORI DEL SETTORE ORAFO GIOIELLIERO

Bologna, 23 Novembre 2016 – Sul commercio pesano, abusivismo, contraffazione, taccheggio, furti e rapine, così come i costi per difendersi con mezzi privati. In totale ogni anno vanno dispersi 26,5 miliardi tra mancati introiti e spese per la sicurezza. E’ Confcommercio – Imprese per l’Italia a sottolinearlo nell’ambito della Giornata Nazionale “Legalità mi piace”, l’iniziativa che ha come obiettivo l’analisi e la denuncia dell’entità e delle conseguenze dei fenomeni criminali sull’economia reale e sulle imprese. Senza dimenticare che, secondo l’ISTAT, la criminalità è fra le maggiori preoccupazioni degli italiani, come di chi esercita attività commerciali: una persona su quattro, soprattutto nel Nord Est, percepisce un peggioramento dei livelli di sicurezza per la propria attività rispetto allo scorso anno, anche se il numero dei reati che destano allarme sociale tra gli imprenditori del terziario – come rapine, usura, estorsioni – sono pressoché stabili negli anni.

Da sinistra: Paolo Ponzi, Giancarlo Tonelli, Francesco Palermo, Pier Luigi Sforza, Ilaria Setti, Valentina Sommavigo, Steven Tranquilli
Da sinistra: Paolo Ponzi, Giancarlo Tonelli, Francesco Palermo, Pier Luigi Sforza, Ilaria Setti, Valentina Sommavigo, Steven Tranquilli

Per verificare se anche nell’ambito del settore orafo gioielliero,  tra i più esposti a gravi fattori di rischio – 442 episodi tra rapine e furti solo nel 2014 –  si avverte la preoccupazione per episodi criminosi quali furti e rapine e le conseguenti ricadute che tali eventi possono avere sugli operatori al dettaglio e sulle loro famiglie, Federpreziosi Confcommercio in collaborazione con Federpreziosi Bologna ha presentato, presso la sede di ASCOM Confcommercio Bologna, i risultati della ricerca promossa con il Dipartimento “Brain and Behaviorial Sciences dell’Università degli Studi di Pavia.

Molteplici i fattori presi in considerazione, tra cui l’ubicazione dei punti vendita e le caratteristiche delle mansioni svolte, con particolare attenzione allo stato di benessere percepito nello svolgimento della propria attività, nonché le reazioni psicologiche di chi ha effettivamente subito furti o rapine mentre operava all’interno della propria attività.

Il progetto di ricerca “Benessere e soddisfazione lavorativa nell’esercizio della professione del gioielliere”, curato da Ilaria Setti e Valentina Sommavigo, rispettivamente Assistente e Dottoranda del Dipartimento ‘Brain and Behavioral Sciences” dell’ateneo pavese, ha avuto come principale finalità la rilevazione delle condizioni di benessere occupazionale dei gioiellieri che operano nei punti vendita distribuiti su tutto il territorio nazionale. L’interesse della ricerca è da attribuirsi al fatto che il gioielliere è quotidianamente esposto a condizioni di lavoro potenzialmente critiche, in quanto caratterizzate dal rischio di violenza  verbale e fisica, nonché di furti nelle loro diverse declinazioni e rapine.

Da sinistra: Valentina Sommavigo, Ilaria Setti, Giancarlo Tonelli, Pier Luigi Sforza, Steven Tranquilli
Da sinistra: Valentina Sommavigo, Ilaria Setti, Giancarlo Tonelli, Pier Luigi Sforza, Steven Tranquilli

In linea con l’interesse di Federpreziosi Confcommercio e con le indicazioni fornite dalla letteratura scientifica internazionale, che risulta ancora povera di studi in questo specifico ambito, si è ritenuto utile indagare gli effetti che l’esposizione – reale o anche solo potenziale – a tali rischi può avere sul benessere psicologico degli operatori orafi.

Ulteriore interesse è legato al fatto che, mentre alcune categorie professionali risultano già tutelate nei confronti di questa tipologia di rischi – come ad esempio chi opera nel contesto bancario –  realtà commerciali meno strutturate sono maggiormente esposte sia ai rischi fisici sia a quelli psicologici, nei confronti dei quali ad oggi non è prevista alcuna specifica procedura in termini né preventivi né riparativi. Quella dei gioiellieri è sicuramente una di queste, se si considera che ben il 90% delle 17.732 attuali attività del dettaglio che risultano operanti in Italia sono a conduzione familiare.

Si è lavorato su un campione nell’ambito del commercio dei preziosi costituito per il 79,6% da uomini e il 20,4% da donne con età media 52 anni e circa 26 anni di anzianità lavorativa, prevalentemente proprietari o con uno o più dipendenti. L’ubicazione dei punti vendita risulta prevalente in zone centrali e in vicinanza di altri negozi in centri urbani con una densità non superiore ai 500.000 abitanti (78,3%).  Il 49,5% dei partecipanti all’indagine ha subìto furti o rapine mentre il 22,4% ha subito sia furti che rapine. In generale gli eventi criminosi dichiarati risultano risalire a due anni or sono con un recente calo in linea con quanto evidenziato sia dall’indagine condotta da Confcommercio-GFK Eurisko che dal Federpreziosi Confcommercio: secondo le rilevazioni di quest’ultima, effettuate da Format Research, nel 2014 i furti in gioielleria hanno registrato una diminuzione del 17,5%, anche se non esistono indicazioni per poter affermare che sia diminuita la violenza degli attacchi conto le gioiellerie o che non sia addirittura aumentata.

slides dell'indagine
slides dell’indagine

Chi ha subito furti o rapine dichiara maggiore disforia generale – vale a dire disturbi dell’umore, inquietudine, frustrazione, tendenza a reazioni eccessive – ma anche maggiore capacità di affrontare gli effetti di eventi traumatici e, ritenendo di avere una maggiore capacità di reazione individuale, non ricerca sostegno sociale. Chi è stato vittima sia di furti che di rapine manifesta naturalmente in maniera più evidente tutti i sintomi post-traumatici e a fronte di più eventi, ricerca maggiormente sostegno sociale.  A questo proposito, Francesco Palermo imprenditore del settore orafo gioielliero, ha portato la propria esperienza di gestione di una catena di negozi in centri commerciali vittima di vari e anche recentissimi eventi criminosi, sottolineando come tali accadimenti abbiano prevalentemente impatto sui collaboratori, mentre il gioielliere ha intrinseche caratteristiche professionali che implicano grande capacità di reazione.

Da sinistra: Giancarlo Tonelli, Pier Luigi Sforza, Steven Tranquilli
Da sinistra: Giancarlo Tonelli, Pier Luigi Sforza, Steven Tranquilli

Quello che è emerso con grande evidenza dall’analisi delle risposte fornite è l’eccezionale resilienza della categoria, la capacità di reagire sia fisicamente che psicologicamente alle conseguenze della violenza subita. Naturalmente permane forte il senso di insicurezza, di disagio e di preoccupazione – un clima per altro generalizzato –  ma la categoria, come hanno sottolineato sia il gioielliere Paolo Ponzi di Ravenna sia il presidente degli orafi bolognesi Pier Luigi Sforza, continua a reagire in maniera estremamente positiva. Un esempio del forte senso di coesione e di collaborazione è dato dal fatto che, in forma pressoché spontanea, si è generata nella categoria una rete di comunicazione in chat via WhatsApp – in alcuni casi collegata con le Forze dell’ordine – per tenere informati tutti i colleghi.

I dati della ricerca che dal 2007 viene condotta da Confcommercio – GFK Eurisko sui fenomeni criminali, ricordati dal direttore di Federpreziosi Steven Tranquilli, quattro imprenditori su cinque hanno adottato almeno una misura di sicurezza per proteggersi dalla criminalità e le indicazioni scaturite dalla ricerca dell’Università di Pavia lo confermano. I sistemi utilizzati sono: vigilanza privata 61,9%, allarmi 97,4%, telecamere a circuito chiuso 97,4%, telecamere collegate con la centrale 40,8%, illuminazione 86,6%, serramenti blindati 92,1%.

DATI DELLO STUDIO

Incontro Federpreziosi Bologna in occasione della Giornata Nazionale “Legalità mi piace”
Incontro Federpreziosi Bologna in occasione della Giornata Nazionale “Legalità mi piace”

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