Quanti danni da “falsi” e contraffazioni
Roma, 1 Luglio 2025 – Passeggiando per le vie delle nostre città non è raro imbattersi in bancarelle, talvolta improvvisate e prive di autorizzazione, che espongono monili realizzati in metalli preziosi – spesso dichiarati come argento – privi dei punzoni obbligatori previsti dalla normativa vigente. E che dire degli orologi? Falsi e contraffazioni abbondano, alimentando un mercato parallelo che sfugge a ogni controllo, danneggiando il tessuto economico, produttivo e sociale del Paese.
È da questo allarme concreto che muove l’articolo pubblicato da Raffaella Calandra su Il Sole 24 Ore del 29 giugno 2025, dal titolo “Cresce l’industria del falso, ecco la mappa dei sequestri”. Un’analisi basata su numeri inequivocabili: tra il 1° gennaio 2024 e il 31 maggio 2025, la Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 862 milioni di prodotti contraffatti, cifra che supera 1,5 miliardi di pezzi se si includono anche le violazioni del Made in Italy e delle normative europee sulla sicurezza.
Il fenomeno coinvolge trasversalmente tutti i settori, ma assume tratti particolarmente preoccupanti per l’industria orafa e gioielliera – settore strategico per l’economia nazionale – l’occupazione e l’immagine del Made in Italy nel mondo. Secondo il rapporto IPERICO del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nel solo 2023 il valore dei beni contraffatti sequestrati nel settore ha raggiunto 188 milioni di euro.
A livello globale, l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) stima che il valore complessivo del commercio mondiale di merci contraffatte superi i 460 miliardi di dollari. In Europa, l’impatto è particolarmente forte: le importazioni di falsi valgono circa 117 miliardi di euro, pari al 5% del commercio complessivo.
Le conseguenze economiche sono pesantissime: meno entrate fiscali, perdita di posti di lavoro, danni alla reputazione delle aziende e indebolimento del tessuto produttivo legale. Il settore orafo-gioielliero italiano – con un valore annuo stimato di circa 5 miliardi di euro – è tra i più colpiti. Si stima che la contraffazione costi all’Italia circa 400 milioni di euro l’anno, equivalenti a oltre 3.000 posti di lavoro persi. A livello UE, si parla di 1,9 miliardi di euro e circa 15.000 posti di lavoro.
Non si tratta solo di violazioni economiche o di proprietà intellettuale: la produzione illecita di gioielli e orologi compromette anche la sicurezza dei consumatori. I prodotti falsi non sono soggetti a controlli di qualità e spesso contengono sostanze tossiche o allergeniche, come il nichel o vernici al piombo.
Una pratica particolarmente subdola è l’uso illecito di marchi di identificazione dei metalli preziosi appartenenti a imprese inconsapevoli o non più attive. Vengono riprodotti punzoni non corrispondenti, marchi di fabbrica inventati o copiati per conferire ai prodotti un’apparenza di autenticità, sfruttando falle nei sistemi di controllo o la scarsa tracciabilità.
Per contrastare questa minaccia, Federpreziosi chiede da tempo a Unioncamere la realizzazione di un registro pubblico e costantemente aggiornato dei marchi di identificazione, accessibile a operatori e autorità di controllo ed anche al privato cittadino, in un’ottica di trasparenza e tracciabilità del nostro settore onde riconoscere il punzone di un produttore o di un importatore.
Le forme di vendita sono cambiate: social media, marketplace online, influencer e chat private sono oggi i principali canali di promozione e distribuzione dei prodotti contraffatti. Spesso i falsi sono pubblicizzati con immagini ufficiali dei brand, venduti tramite link criptati e pagamenti non tracciabili. Il segmento degli orologi di lusso è uno dei più colpiti da questa deriva digitale.
Il Presidente di Federpreziosi Stefano Andreis afferma con forza: “La lotta alla contraffazione è una priorità assoluta per salvaguardare un comparto che rappresenta l’eccellenza artigianale e creativa del nostro Paese. Difendere il Made in Italy significa proteggere la nostra identità, la legalità e il lavoro di migliaia di piccole e medie imprese oneste. Un plauso va in ogni caso alle Fiamme Gialle per il lavoro di contrasto che svolgono costantemente per salvaguardare anche il nostro settore”.
In questo contesto si inserisce il rinnovato impegno del Consiglio Nazionale per la Lotta alla Contraffazione e all’Italian Sounding, attivo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il suo compito è coordinare le azioni contro la concorrenza sleale e valorizzare la proprietà industriale.
“Solo una strategia integrata e condivisa – afferma Andreis – tra istituzioni, forze dell’ordine, imprese e cittadini – può arginare un fenomeno che, se non affrontato con decisione, rischia di compromettere uno dei settori simbolo del talento, della bellezza e del valore produttivo italiano. La posta in gioco non è solo economica, ma culturale ed etica”.
