Roma, 23 Giugno 2026 – La formazione come motore di crescita professionale, la ricerca scientifica come garanzia di affidabilità e gli standard internazionali come strumento di tutela del consumatore. Sono stati questi i temi al centro della prima giornata della VIII Conferenza Nazionale di Gemmologia, ospitata dall’ Università degli Studi di Pavia e divenuta negli anni uno dei principali momenti di confronto tra mondo accademico, professionisti del settore, organismi internazionali e rappresentanze della filiera dei preziosi. Particolarmente partecipata la tavola rotonda dal titolo “La sapienza è figlia dell’esperienza”, moderata da Loredana Prosperi, che ha guidato il confronto tra esperienze e sensibilità diverse, mettendo in evidenza il ruolo strategico della formazione in un comparto chiamato a confrontarsi con innovazione tecnologica, sostenibilità, tracciabilità e una crescente richiesta di trasparenza da parte del mercato. Tra gli interventi più attesi, quello di Gaetano Cavalieri, Presidente di CIBJO – World Jewellery Confederation, che ha illustrato il valore dei Blue Books, i documenti che costituiscono il principale riferimento internazionale per la nomenclatura, la classificazione e la corretta descrizione di diamanti, gemme colorate, perle e altri materiali gemmologici. Cavalieri ha evidenziato come tali standard rappresentino uno strumento fondamentale per garantire uniformità di linguaggio, correttezza delle informazioni e tutela del consumatore lungo l’intera filiera. In un contesto caratterizzato dall’evoluzione delle tecnologie, dalla diffusione delle gemme sintetiche e dalla crescente attenzione verso sostenibilità e tracciabilità, la conoscenza di questi riferimenti internazionali è destinata a diventare sempre più centrale per gli operatori del settore. Un tema ripreso e sviluppato da Steven Tranquilli, Direttore di Federpreziosi Confcommercio, che ha posto l’accento sulla necessità di trasformare conoscenze, standard e ricerca in strumenti concreti a supporto delle imprese. Tranquilli ha sottolineato come la formazione continua rappresenti oggi un fattore decisivo per accrescere la competitività delle aziende e consolidare il rapporto di fiducia con il consumatore, elemento sempre più determinante nelle scelte di acquisto. Nel corso del suo intervento ha inoltre presentato la Commissione Gemmologica di Federpreziosi, coordinata da Davide Bolzoni e affiancata da Salvo Ciulla, organismo nato per approfondire le tematiche tecnico-scientifiche del comparto e supportare le attività della Federazione sui temi della gemmologia, dell’aggiornamento professionale e della corretta informazione al consumatore. La Commissione si propone come luogo di confronto tra professionisti, laboratori, mondo accademico e associazioni di categoria, con l’obiettivo di favorire la diffusione delle competenze e accompagnare l’evoluzione del mercato. Nel suo intervento, Cavalieri ha inoltre invitato le imprese italiane a partecipare al Congresso del Centenario di CIBJO, in programma a Vicenza dal 4 al 7 settembre 2026 nell’ambito di Vicenzaoro. Un appuntamento che rappresenterà una importante occasione di confronto internazionale sui temi della formazione, della sostenibilità, dell’innovazione e dell’evoluzione degli standard che regolano il settore dei preziosi, offrendo alle aziende italiane l’opportunità di dialogare con i principali stakeholder mondiali del comparto. Un contributo particolarmente significativo è stato quello di Alessia Crivelli, Vice Presidente di Confindustria Federorafi, che ha presentato l’esperienza del progetto “Mani Intelligenti”, iniziativa dedicata alla valorizzazione delle competenze artigianali e del patrimonio di conoscenze che caratterizza il settore orafo-gioielliero italiano. Attraverso esempi concreti, Crivelli ha evidenziato come la trasmissione del sapere tra generazioni rappresenti una risorsa fondamentale per preservare l’eccellenza manifatturiera italiana e favorire la crescita di nuove professionalità. Di grande interesse anche l’intervento di Ilaria Adamo, Direttrice dell’Istituto Gemmologico Italiano, che ha richiamato il ruolo centrale della ricerca scientifica nell’identificazione delle gemme, nello studio dei trattamenti e nel riconoscimento dei materiali sintetici. Un contributo che ha evidenziato come la collaborazione tra università, laboratori e professionisti sia oggi indispensabile per affrontare le sfide poste dall’innovazione e dall’evoluzione del mercato. Dalla tavola rotonda è emerso un messaggio condiviso: la formazione gemmologica non può essere considerata esclusivamente come acquisizione di competenze tecniche, ma deve essere interpretata come un percorso continuo che integra conoscenze scientifiche, esperienza pratica, responsabilità professionale e capacità di comunicare correttamente il valore dei prodotti al consumatore. A rafforzare questo concetto Matteo Alvaro Prorettopre agli affari internazionali dell’Università di Pavia che ha presentato il master di 1 livello organizzato in sinergia con l’IGI. La prima giornata della Conferenza ha così confermato il valore del dialogo tra ricerca, professione e impresa, evidenziando come il futuro del settore dei preziosi passi attraverso la valorizzazione delle competenze e la costruzione di un patrimonio condiviso di conoscenze. In un mercato sempre più globale e competitivo, investire nella formazione significa investire nella qualità, nella trasparenza e nella credibilità dell’intera filiera. Un messaggio forte, emerso con chiarezza dai lavori di Pavia, che richiama tutti gli operatori alla responsabilità di custodire e trasmettere quel patrimonio di competenze che rappresenta uno dei principali fattori di eccellenza del Made in Italy.



