A PROPOSITO DI ETICHETTATURA DEI PRODOTTI……

Il Made in….  è senza alcun dubbio l’argomento del giorno, anche a seguito dei controlli effettuati negli esercizi commerciali del settore orafo al fine di verificare la corretta applicazione del Codice del Consumo.
Recentemente la Commissione Europea ha adottato nuove misure per aumentare la sicurezza dei prodotti non alimentari, che introducono l’obbligo dell’indicazione di origine sia per i paesi UE che per i paesi terzi. I prodotti fabbricati in un paese UE dovranno riportare l’indicazione “made in UE” o “made in“, con il nome del paese specifico, per esempio “made in Italy”, mentre quelli provenienti da paesi extra-UE dovranno riportare la menzione del nome del paese, per esempio “made in China”.
Il nuovo pacchetto, composto da due regolamenti e un piano di 20 azioni, prevede anche una maggiore cooperazione tra le autorità nazionali e un allineamento delle norme di sicurezza che ridurrà anche i costi per le imprese.

Le nuove norme dovrebbero entrare in vigore a partire dal 2015, ma dovranno prima essere approvate dal Parlamento Europeo e dal Consiglio.

I consumatori, le imprese e le autorità nazionali trarranno grandi benefici da norme chiare e coerenti in tutto il mercato unico, da una vigilanza del mercato più efficace e da una migliore tracciabilità dei prodotti.

Attualmente, la normativa di Bruxelles in materia di vigilanza del mercato e sicurezza dei prodotti di consumo è frammentata e contenuta in diversi testi legislativi.
Le due proposte mirano a una maggiore coerenza e introducono alcune modifiche, prevedendo anzitutto l’allineamento degli obblighi generali degli operatori economici per garantire la sicurezza di tutti i prodotti di consumo, con responsabilità più chiare per i fabbricanti, gli importatori e i distributori. In secondo luogo, vengono introdotti strumenti più efficaci per far rispettare le prescrizioni di sicurezza e per intervenire contro i prodotti pericolosi e non conformi in tutti i settori, grazie a un’unica serie di norme coerenti di vigilanza del mercato.

Viene, inoltre, migliorata la tracciabilità dei prodotti di consumo lungo tutta la catena di fornitura, per dare una risposta rapida ed efficace ai problemi di sicurezza. A questo fine, i fabbricanti e gli importatori si assicurano che sui prodotti vi sia un’indicazione del paese d’origine o, qualora non sia possibile apporre tale indicazione sul prodotto a causa delle sue dimensioni o della sua natura, che sia apposta sull’imballo o su un documento che accompagna il prodotto.
Infine, vengono istituiti un sistema di vigilanza del mercato maggiormente cooperativo nell’UE, procedure semplificate per la notifica dei prodotti pericolosi e sinergie tra il sistema di allarme rapido esistente (Rapex) e il sistema di informazioni e comunicazione per la vigilanza del mercato (Icsms).

L’adozione della proposta di regolamento è conseguente anche alla risoluzione dello scorso gennaio con cui il Parlamento Europeo chiedeva alla Commissione d’intervenire per colmare il vuoto lasciato dal ritiro della sua precedente proposta sul “made in” e garantire ai consumatori una corretta informazione.
“In effetti, afferma Giuseppe Aquilino, presidente di Federpreziosi, l’Europa rimane uno dei pochi continenti che non prevede alcuna tutela per l’origine delle proprie merci e che, visto il valore delle produzioni italiane, riconosciuto in tutto il mondo, si presenta l’urgenza di attivare iniziative ed azioni necessarie a tutelare il Made in Italy. Come Federazione di categoria auspichiamo che le recentissime proposte di Regolamento UE della Commissione europea sul Made in servano ad introdurre norme chiare e coerenti in tutto il mercato unico, una vigilanza del mercato più efficace ed una migliore tracciabilità dei prodotti.
(tratto da Mondomercati n. 4 del 16 febbraio 2013)