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ANCHE GIOIELLI E OROLOGI TRA I BENI ILLEGALI PIU’ ACQUISTATI: NONOSTANTE LA CONSAPEVOLEZZA DEI RISCHI PER LA SALUTE

4 novembre –  Un consumatore su quattro (il 25,6%) ha acquistato almeno una volta nel 2013 un prodotto o un servizio illegale. Il fenomeno, in aumento negli ultimi anni, è più diffuso tra le donne e i giovani; il Mezzogiorno l’area più colpita.

Questi, in sintesi, i principali risultati che emergono dall’indagine realizzata da Confcommercio-Imprese per l’Italia, in collaborazione con Format Ricerche, sul sentiment dei consumatori nei confronti dell’illegalità, della contraffazione e dell’abusivismo.

Risulta in crescita rispetto al passato l’acquisto di prodotti e l’utilizzo di servizi illegali. Tra i consumatori che almeno una volta nella vita hanno acquistato prodotti con false griffe, contraffatti, con un marchio non originale, imitazioni degli originali,o servizi illegali, il 71,9% lo ha fatto anche nel 2013. Ciò significa che un consumatore su quattro (il 25,6%) dichiara di aver acquistato nell’anno in corso almeno una volta un prodotto o un servizio illegale.

Tra i prodotti acquistati in qualche modo “fuori dalle regole” spiccano gioielli (10,2%) ed orologi (7,6%) oltre a quelli dell’abbigliamento (41,2%), gli alimentari, bevande incluse (28,7%), gli occhiali (26,7%), la pelletteria (26,9%), le scarpe e calzature (21%), i profumi e i cosmetici (18,1%), i farmaci (15,6%) e i prodotti parafarmaceutici (14,9%), spesso acquistati su siti Internet non italiani.

Per oltre il 50% dei consumatori la ragione principale degli acquisti illegali è di natura economica. (“..è un affare”, “..il costo è inferiore”, “..si risparmia”). Acquistare prodotti o servizi illegali rischia di diventare la normalità: il 55,3% dei consumatori ritiene questi acquisti piuttosto normali e, inoltre, utili per chi ha difficoltà economiche. Solo il 36,2% dei consumatori è convinto che l’acquisto illegale sia effettuato inconsapevolmente.

Circa l’80% dei consumatori ritiene che l’acquisto di prodotti illegali/contraffatti o l’utilizzazione di servizi svolti da abusivi possa comportare rischi per la salute e la sicurezza, rivelandosi di scarsa qualità. Il 79% è consapevole del fatto che l’illegalità altera le regole del mercato e penalizza le imprese regolari.

 

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