ANDREIS, FEDERPREZIOSI: NO ALLE CHIUSURE FESTIVE DEI NEGOZI

Roma, 20 Dicembre 2024 – La proposta di Fratelli d’Italia di chiudere negozi e supermercati durante i giorni festivi – tra cui Natale, Pasqua, Primo Maggio e Ferragosto – sta suscitando polemiche e preoccupazioni nel settore del commercio. Stefano Andreis, Presidente di Federpreziosi Confcommercio, interviene con una dura critica sottolineando i rischi che questa misura potrebbe comportare, se si dovesse allargare a macchia d’olio a tutte le domeniche e festivi del calendario, per l’attrattività dei nostri centri storici e per l’intero comparto del commercio al dettaglio.

 “Chiudere obbligatoriamente i negozi durante i giorni festivi sarebbe un grave errore”, afferma Andreis. “I negozi fisici devono essere aperti quando le persone hanno tempo per fare acquisti. Altrimenti, si rischia di favorire esclusivamente il commercio online, penalizzando i punti vendita tradizionali e mettendo in difficoltà migliaia di esercizi di vicinato, tra cui le nostre gioiellerie”.

Andreis sottolinea inoltre le implicazioni economiche e sociali di questa proposta, specie in vista di un anno cruciale come quello giubilare: “Con l’afflusso previsto di pellegrini e turisti, una decisione simile sarebbe non solo avventata, ma anche controproducente per il nostro sistema economico”.

Un altro punto di critica riguarda il possibile impatto sul mercato e sulla concorrenza: “L’idea di consentire l’apertura solo di alcuni tipologie di negozi introduce un sistema arbitrario, alterando l’attuale regime concorrenziale del settore”, spiega Andreis. “Per raggiungere soluzioni equilibrate e condivise è necessario confrontarsi con tutte le parti coinvolte, evitando di penalizzare intere categorie di lavoratori e imprese”.

La posizione di Federpreziosi si aggiunge alle voci di chi teme che un obbligo generalizzato di chiusura possa mettere in crisi un settore già provato da anni di trasformazioni e difficoltà. L’obiettivo, secondo Andreis, deve essere quello di sostenere i negozi fisici, non di limitarne ulteriormente le possibilità di operare.