ANDREIS: FIDUCIA STABILE POSITIVA ANCHE PER I PREZIOSI

Roma, 28 Luglio 2025 – Dall’Istat segnali incoraggianti – I dati diffusi venerdì 18 luglio dall’Istat offrono un segnale incoraggiante sullo stato dell’economia italiana. A luglio, la fiducia di famiglie e imprese conferma la capacità di tenuta del sistema economico nazionale, che continua a muoversi, pur tra incertezze e difficoltà, lungo un sentiero di crescita, seppure moderata. L’Ufficio Studi di Confcommercio, commentando i dati, sottolinea come le famiglie mostrino segnali positivi nella percezione sia della propria condizione attuale sia delle prospettive future, due componenti centrali dell’indice di fiducia complessiva. Un’evoluzione che potrebbe preludere a una ripresa dei consumi, condizione necessaria per sostenere la crescita del PIL in questa fase congiunturale. Anche dal lato delle imprese emergono indicazioni interessanti. Al di là di un lieve calo generale del sentiment imprenditoriale, si registrano segnali particolarmente favorevoli nei settori più direttamente legati alla spesa delle famiglie: beni di consumo, commercio e turismo mostrano una dinamica positiva, suggerendo una crescente fiducia nella possibilità di un rafforzamento della domanda interna. A commentare i dati è anche Stefano Andreis, presidente di Federpreziosi, che osserva: “I dati diffusi dall’Istat evidenziano un cambio di passo nel clima di fiducia che, sebbene ancora fragile, rappresenta un segnale incoraggiante anche per il nostro settore. La gioielleria – tra tradizione, identità e valore – continua a essere un indicatore sensibile della propensione alla spesa delle famiglie. Una affermazione che sottolineo ancora una volta. Dopo mesi di incertezza, anche nel settore orafo al dettaglio, cogliamo un rinnovato interesse verso acquisti più consapevoli ma non rinunciatari, dove qualità e significato contano più del prezzo. È un’opportunità che le imprese devono saper interpretare investendo in professionalità, servizio e relazione con il cliente. Se sostenuta da un contesto economico più stabile, questa tendenza, seppure ancora a macchia di leopardo sul territorio e quindi non generalizzata, può contribuire a rafforzare la tenuta di un comparto che, per storia e valore aggiunto, merita un ruolo centrale nel sistema del commercio italiano. Almeno, questo mi auguro possa accadere, visti gli sforzi che l’intero settore sta sostenendo per tenere dritta la barra del timone in un contesto non certo semplice da interpretare”. Secondo Confcommercio, il consolidarsi di questi segnali potrebbe tradursi, nei prossimi mesi, in un quadro congiunturale migliore rispetto a quanto stimato finora, con una crescita per l’intero 2025 vicina allo 0,8% e condizioni più favorevoli in vista del 2026.