Tensioni geopolitiche, petrolio sotto pressione e nuovi dubbi sul comparto dell’intelligenza artificiale continuano a pesare sui mercati finanziari. A dominare la scena è soprattutto l’attesa per la decisione della Federal Reserve sui tassi, in programma domani sera. Gli operatori valutano un possibile rialzo di un quarto di punto, dal 3,75% al 4%. In un clima improntato alla cautela, dopo il recupero dei principali listini nel corso della seduta, anche l’oro avvia la giornata in lieve calo. Sul mercato spot, il metallo prezioso viene scambiato a 4.328,26 dollari l’oncia, pari a circa 120,61 euro al grammo. La correzione resta contenuta e non segnala, per ora, un’inversione di tendenza. Riflette piuttosto l’attesa degli investitori per indicazioni più chiare sull’orientamento della politica monetaria americana. Con geopolitica, energia e tassi ancora sotto i riflettori, la volatilità continua a essere la principale protagonista dei mercati.
Assicurare la sicurezza, premiare la prevenzione – Non soltanto il suo costo, ma il meccanismo che determina quel costo e, soprattutto, la capacità del sistema di riconoscere gli investimenti effettuati dall’impresa per ridurre concretamente il rischio.
Partiamo da un dato. Sulle polizze contro incendio e furto grava un’imposizione del 21,25%, alla quale si aggiunge un punto percentuale destinato al Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura: complessivamente il 22,25%.
Premio e relativi oneri fiscali sono ordinariamente deducibili dal reddito d’impresa, ricorrendone i presupposti. Ma la deducibilità non è un’agevolazione: il costo viene comunque sostenuto dall’impresa.
E la questione va oltre la fiscalità. Per un’attività strutturalmente esposta al rischio, come la gioielleria, entrano in gioco premi, franchigie, scoperti, massimali e condizioni contrattuali che possono incidere in maniera significativa sull’effettiva capacità di assicurarsi e sulla reale portata della copertura.
Da qui una domanda che merita di essere posta: quanto pesa, nella valutazione assicurativa del rischio, ciò che l’imprenditore ha concretamente fatto per ridurlo? È questo uno dei punti sui quali Federpreziosi Confcommercio ritiene necessario aprire un confronto.
Non si tratta di chiedere tariffe imposte o automatismi, ma di ragionare su criteri capaci di valorizzare in maniera più evidente e misurabile gli investimenti in prevenzione. Se determinate misure contribuiscono effettivamente a diminuire l’esposizione dell’impresa, è ragionevole chiedersi se e come tale riduzione possa trovare un riscontro nelle condizioni assicurative. C’è poi il ruolo dello Stato. La normale deducibilità del premio non può essere confusa con un incentivo. Per le attività maggiormente esposte alla criminalità si potrebbe invece ragionare su un credito d’imposta per una quota del costo assicurativo, così come su una revisione del carico fiscale che grava sulle relative coperture. La questione, in fondo, è molto concreta: se chiediamo alle imprese di investire sempre di più per proteggersi, dobbiamo creare anche le condizioni perché questo impegno venga riconosciuto.
Il tema sarà portato da Federpreziosi Confcommercio anche in sede istituzionale. Il prossimo 15 ottobre, in occasione dell’incontro “Le gioiellerie italiane: scenari, politiche e prospettive di sviluppo”, in programma presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato della Repubblica – sede utilizzata dal Senato anche per incontri e convegni istituzionali – sarà il presidente di Federpreziosi, Stefano Andreis a richiamare l’attenzione anche su questo punto. L’obiettivo è spostare il confronto dalla constatazione del problema alla ricerca di strumenti concreti: una fiscalità meno penalizzante, incentivi per le imprese maggiormente esposte e un rapporto più diretto tra prevenzione effettivamente realizzata e valutazione assicurativa del rischio.
Perché anche sul terreno delle assicurazioni occorre cominciare a riconoscere un principio: chi investe per ridurre il rischio non può essere trattato come se nulla avesse fatto.
Attenzione al Cassetto previdenziale! – L’INPS, con il Messaggio n. 2775 del 9 settembre 2026, ha comunicato l’avvio dell’elaborazione degli avvisi bonari destinati agli iscritti alle Gestioni Artigiani e Commercianti che presentano irregolarità nel versamento della contribuzione fissa. Nel mirino, in particolare, le rate con scadenza agosto 2025, novembre 2025 e febbraio 2026. Gli avvisi saranno consultabili nel Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti, seguendo il percorso “Comunicazione bidirezionale – Atti emessi – Avvisi bonari generalizzati”. Per agevolare la regolarizzazione, nella sezione “Posizione Assicurativa” sarà inoltre disponibile il modello F24 precompilato. L’INPS provvederà anche a inviare una comunicazione via e-mail al titolare della posizione contributiva e, ove presente, all’intermediario delegato, purché i relativi indirizzi risultino disponibili negli archivi dell’Istituto. Cosa fare se arriva l’avviso? Prima di procedere a un nuovo pagamento è opportuno verificare la propria posizione contributiva. Se le somme indicate risultano già versate, la relativa quietanza può essere trasmessa all’INPS attraverso il Cassetto previdenziale, utilizzando la funzione prevista per le comunicazioni. L’avviso bonario rappresenta dunque un passaggio da non sottovalutare: consente all’impresa di verificare ed eventualmente regolarizzare la propria posizione prima che si apra una fase ben più incisiva di recupero. In assenza del pagamento, infatti, l’INPS potrà procedere alla formazione dell’Avviso di Addebito con valore di titolo esecutivo. Per commercianti e artigiani il consiglio è quindi semplice: controllare il Cassetto previdenziale e, in presenza di un avviso, verificare subito pagamenti e posizione contributiva, senza attendere il passaggio alla successiva fase di riscossione.
Dentro la gemma, oltre il colore – Rubini, Zaffiri e Smeraldi: tre protagonisti assoluti del mondo delle gemme, ciascuno con caratteristiche, peculiarità e una storia da imparare a leggere. L’Istituto Gemmologico Italiano propone un corso dedicato a chi desidera acquisire una visione d’insieme più consapevole e specialistica di queste tre gemme preziose. Un percorso pensato sia per chi vuole avvicinarsi alla materia, sia per coloro che, avendo già frequentato il Corso sulle Gemme di Colore, intendono ampliare e consolidare le proprie conoscenze. Il corso si svolgerà dal 12 al 15 ottobre prossimo, per complessive 24 ore, presso la sede IGI di Milano. Cuore dell’esperienza sarà l’osservazione diretta al microscopio in campo oscuro. Imparare a riconoscere e interpretare le inclusioni significa, infatti, entrare più a fondo nell’identità di una gemma e acquisire elementi preziosi per le indagini relative alla provenienza, ai trattamenti e all’eventuale origine sintetica. Non soltanto teoria, quindi, ma soprattutto la possibilità di affinare lo sguardo: perché conoscere una gemma significa anche imparare a osservare quei piccoli dettagli che possono raccontarne la storia. Iscrizioni entro il 18 settembre. Per informazioni e iscrizioni: info@igi.it – Tel. 02 80504992
146/2026|APPUNTI DEL GIORNO|16 Settembre 2026 – SS. Cornelio e Cipriano