Garanzie in gioielleria: dal 27 settembre, chi deve fare cosa – Ne abbiamo parlato diffusamente nei nostri Appunti. Ora, però, il 27 settembre è alle porte e vale la pena tornare sul tema delle garanzie in gioielleria con un approccio molto concreto. Perché tra garanzia legale, garanzie offerte dalle Maison ed EU GARAN il rischio di fare confusione c’è. E invece la distinzione è più semplice di quanto possa sembrare.
Partiamo dalla garanzia legale. È quella prevista dalla legge e non cambia: per i beni venduti al consumatore la tutela ha una durata minima di due anni e il referente del cliente rimane il venditore, quindi la gioielleria.
Dal 27 settembre cambia soprattutto il modo in cui questa tutela deve essere resa evidente al consumatore. Entra infatti in uso il nuovo avviso armonizzato europeo sulla garanzia legale di conformità, che il dettagliante dovrà esporre in maniera ben visibile nel punto vendita. In pratica, la gioielleria dovrà scaricare il modello ufficiale in lingua italiana predisposto dalla Commissione europea, stamparlo in formato non inferiore all’A4, a colori oppure in bianco e nero, ed esporlo in un luogo chiaramente visibile al cliente. Il modello non va riscritto o personalizzato e il QR code deve rimanere perfettamente leggibile. Per chi vende online, l’avviso dovrà essere presente anche sull’interfaccia di vendita e in questo caso dovrà essere visualizzato a colori. Fin qui, dunque, l’adempimento riguarda direttamente il gioielliere.
Diverso è il discorso dell’EU GARAN. EU GARAN non è una nuova garanzia legale europea e, soprattutto, non è un’etichetta che dal 27 settembre dovrà comparire automaticamente su tutti gli orologi o i gioielli presenti in negozio. L’etichetta riguarda esclusivamente una particolare garanzia commerciale di durabilità offerta dal produttore. Per rientrare nel sistema EU GARAN questa garanzia deve essere offerta senza costi aggiuntivi per il consumatore, avere una durata superiore a due anni e coprire il bene nel suo complesso.
Ed è qui che diventa importante capire chi deve fare cosa. È il produttore a offrire questa garanzia e a mettere a disposizione dell’operatore economico le relative informazioni. Nella normale organizzazione della filiera, tali informazioni potranno naturalmente arrivare alla gioielleria anche attraverso il distributore o il fornitore.
Il dettagliante non è tenuto ad andare alla ricerca di queste informazioni, verificando autonomamente prodotto per prodotto o consultando i siti delle singole Maison. Quando l’informazione viene messa a sua disposizione, dovrà invece trasferirla correttamente al consumatore utilizzando l’etichetta armonizzata prevista per quello specifico prodotto.
Possiamo quindi riassumere così:
GARANZIA LEGALE
Riguarda i beni venduti al consumatore. Il venditore ne risponde nei confronti del cliente. Dal 27 settembre la gioielleria deve esporre l’apposito avviso armonizzato europeo.
EU GARAN
Riguarda soltanto la particolare garanzia commerciale di durabilità offerta dal produttore gratuitamente, per più di due anni e sull’intero bene. Il produttore mette a disposizione l’informazione; il gioielliere, quando la riceve, la comunica al consumatore attraverso l’etichetta armonizzata.
La differenza non è di poco conto. Per l’avviso sulla garanzia legale è il gioielliere a doversi attivare; per EU GARAN il punto di partenza è invece l’informazione resa disponibile dal produttore.
Cosa fare, allora, da qui al 27 settembre? Innanzitutto, predisporre ed esporre correttamente l’avviso sulla garanzia legale e assicurarsi che il personale sappia distinguere con chiarezza le due forme di tutela. Per EU GARAN, invece, occorrerà prestare attenzione alle informazioni e al materiale che produttori, Maison, distributori e fornitori renderanno disponibili per i prodotti interessati.
La Commissione europea ha già pubblicato i file ufficiali dell’avviso sulla garanzia legale e dell’etichetta EU GARAN, insieme alle indicazioni per il loro corretto utilizzo.
In definitiva, dal 27 settembre non cambia la garanzia legale: cambia il modo di comunicarla. E EU GARAN non si applica a tutto ciò che vendiamo, ma soltanto ai prodotti per i quali il produttore offre quella specifica garanzia commerciale di durabilità.
Una distinzione semplice ma fondamentale, anche quando al banco, il cliente porrà la domanda di sempre: «Quanto dura la garanzia?»
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Pechino rilancia il diamante naturale – È forse un paradosso solo apparente. Proprio dalla Cina, principale polo mondiale nella produzione di diamanti sintetici, arriva oggi un’iniziativa internazionale per rafforzare il valore e il racconto del diamante naturale. Lo Shanghai Diamond Exchange e i rappresentanti di Botswana, Namibia e Sudafrica hanno sottoscritto a Pechino una dichiarazione per creare un collegamento più stretto tra i Paesi africani produttori e il mercato cinese. Ma più dell’accordo interessa il messaggio. In un mercato nel quale naturale e sintetico convivono e competono, la risposta non sembra essere giocata soltanto sul prezzo o sulle caratteristiche gemmologiche. La Dichiarazione di Pechino pone l’accento su autenticità, origine, tracciabilità, rarità, significato culturale e valore nel tempo del diamante naturale, insieme alle ricadute economiche e sociali generate nei Paesi nei quali viene estratto. Non è casuale che questo avvenga proprio in Cina, dove la produzione di diamanti di laboratorio ha assunto dimensioni mondiali. Significa che la distinzione tra naturale e sintetico si sta giocando sempre più anche sulla capacità di rendere comprensibile al consumatore ciò che differenzia i due prodotti. Ed è probabilmente questo l’aspetto che interessa maggiormente anche le nostre gioiellerie. Il diamante naturale non può più essere raccontato soltanto attraverso carati, colore, purezza e taglio. Occorre raccontarne anche l’origine, il percorso e il significato. La notizia arriva da Pechino, ma il tema è molto più vicino a noi: quando due prodotti possono apparire simili agli occhi del consumatore, è la conoscenza che permette di comprenderne la differenza. E quella conoscenza, in gioielleria, passa ancora attraverso la competenza di chi sta dall’altra parte del banco.
149/2026|APPUNTI DEL GIORNO|21 Settembre 2026 – S. Matteo evangelista