Avvio di giornata ancora in ribasso per i metalli preziosi sui mercati internazionali. L’oro si muove questa mattina nell’area dei 4.130 dollari l’oncia, pari a circa 117,41 euro al grammo, sui livelli più bassi delle ultime sette settimane. In flessione anche l’argento, attestato intorno a 1,72 euro al grammo. Più che la fotografia della singola seduta, però, è interessante osservare il movimento delle ultime giornate. Il 22 settembre l’oro quotava 4.324 dollari l’oncia, pari a 121,28 euro al grammo: in una settimana ha quindi lasciato sul terreno quasi 200 dollari l’oncia e oltre 4 euro al grammo. Nello stesso periodo l’argento è passato da circa 1,84 a 1,72 euro al grammo. Una correzione significativa dopo la lunga corsa dei metalli preziosi, che riporta un po’ di respiro sul fronte dei costi della materia prima, pur mantenendo le quotazioni su livelli storicamente molto elevati.
Diamante naturale, si torna a investire in comunicazione. E in gioielleria, sappiamo raccontarlo? – Otto anni possono essere pochi. Oppure sufficienti per raccontare quanto sia cambiato un mercato. Era il 2018 quando De Beers sorprese il mondo della gioielleria lanciando Lightbox Jewelry, un proprio marchio di gioielli con diamanti sintetici. Una scelta che fece discutere, soprattutto perché arrivava dal Gruppo che più di ogni altro aveva contribuito, nel corso del Novecento, a costruire l’immaginario e il desiderio intorno al diamante naturale. La strategia, tuttavia, era chiara fin dall’inizio. Lightbox non nasceva per mettere naturale e sintetico sullo stesso piano. Al contrario: De Beers presentava il sintetico come un prodotto diverso, destinato prevalentemente alla gioielleria fashion, con un prezzo semplice e lineare – 800 dollari al carato – legato maggiormente ai costi di produzione che ai tradizionali meccanismi di valorizzazione del diamante naturale. Poi il mercato ha corso. Nel 2024 Lightbox riduceva il prezzo base a 500 dollari al carato. Un segnale piuttosto eloquente di ciò che stava accadendo: aumentava la capacità produttiva e diminuivano rapidamente i prezzi dei diamanti sintetici. La stessa De Beers osservava allora come la distanza di prezzo rispetto al naturale si stesse ampliando. Nel maggio 2025 arriva la decisione di chiudere Lightbox. De Beers accompagna l’annuncio con un dato significativo: dal 2018 i prezzi wholesale dei sintetici destinati alla gioielleria erano diminuiti del 90%. E dichiara esplicitamente di voler riallocare gli investimenti verso iniziative capaci di rilanciare il desiderio per i diamanti naturali. Ed eccoci al 2026. Con Desert Diamonds Icons, De Beers torna a fare qualcosa che conosce molto bene: non limitarsi a parlare del prodotto, ma provare a costruirgli attorno un immaginario. E lo fa mettendo sul tavolo quello che definisce il più importante budget di marketing dedicato alla categoria dei diamanti naturali degli ultimi quindici anni. La campagna punta su quattro grandi classici – orecchini punto luce, veretta eternity, bracciale tennis e pendente halo – che insieme rappresenterebbero circa il 70% degli acquisti di gioielli con diamanti. Non si cerca quindi di inventare un nuovo gioiello. Si prova piuttosto a restituire desiderabilità a ciò che il consumatore già conosce, introducendo anche una diversa lettura delle tonalità naturali del diamante e valorizzandone individualità e unicità. Interessanti anche i primi numeri comunicati dal Gruppo. Negli Stati Uniti le vendite di diamanti naturali presso i retailer indipendenti sarebbero cresciute del 4% nell’ultimo trimestre 2025 e del 9% nel primo trimestre 2026; ancora più marcata la crescita dei diamanti nelle tonalità K-Z: rispettivamente +15% e +19%. Sono dati riferiti a uno specifico mercato e da leggere come risultati comunicati dalla stessa De Beers, ma indicano la direzione nella quale il gruppo intende muoversi. Da Lightbox a Desert Diamonds, dunque, non siamo semplicemente di fronte a due campagne o a due prodotti. In mezzo ci sono otto anni nei quali il mercato ha messo alla prova due differenti idee di valore. Il sintetico non scompare – De Beers continua peraltro a svilupparlo attraverso Element Six per le applicazioni tecnologiche e industriali – ma nella gioielleria il gruppo ha compiuto una scelta precisa: tornare a concentrare risorse e comunicazione sul naturale. Ed è forse questo l’aspetto che più interessa chi sta dietro al banco di una gioielleria. Per molto tempo abbiamo discusso – e continuiamo giustamente a farlo – di come distinguere il naturale dal sintetico, di terminologia, disclosure, attestazioni e corretta informazione al consumatore. Tutto indispensabile. Ma distinguere non significa ancora far desiderare. De Beers sembra essere tornata proprio lì, alla lezione che ne ha accompagnato gran parte della storia: il valore di un diamante naturale non può essere affidato soltanto alle sue caratteristiche gemmologiche o al confronto di prezzo. Ha bisogno di origine, rarità, emozione, significato. In una parola, ha bisogno di essere raccontato. E allora la domanda arriva inevitabilmente fino alle nostre vetrine: se uno dei protagonisti che più ha sperimentato direttamente entrambi i mondi torna oggi a investire sul desiderio del naturale, quanto tempo dedichiamo noi, davanti al cliente, a spiegare non soltanto che cosa distingue un diamante naturale, ma perché può ancora valere la pena desiderarlo?
Saper riconoscere, saper raccontare: torna il Master in Gemmologia di Pavia – Naturale o sintetico. Trattato o non trattato. Identificato, classificato, descritto correttamente. Dietro una pietra che arriva sul banco di una gioielleria c’è oggi un livello di complessità che il cliente spesso non vede, ma che chi vende non può permettersi di ignorare. Perché, mentre tecnologie e capacità produttive avanzano, cresce parallelamente il bisogno di competenza. E forse proprio qui si gioca una parte importante del futuro della gioielleria: più diventa difficile distinguere, più acquista valore chi sa spiegare. La gemmologia, da questo punto di vista, non è soltanto una disciplina per specialisti. È uno degli strumenti attraverso i quali la filiera può costruire trasparenza e, soprattutto, fiducia. Significa conoscere ciò che si acquista, utilizzare una terminologia corretta, comprendere trattamenti e processi di sintesi, interpretare una documentazione gemmologica e riuscire a trasferire queste informazioni al consumatore in maniera comprensibile. È interessante allora osservare come questa esigenza di conoscenza stia trovando spazio anche nell’alta formazione universitaria. L’Università di Pavia, in collaborazione con l’Istituto Gemmologico Italiano – I.G.I., propone il Master universitario di primo livello in Gemmologia Scientifica Avanzata – Analisi, Etica, Innovazione, un percorso che mette in relazione ricerca scientifica, analisi di laboratorio e conoscenza concreta della filiera orafo-gioielliera. Le iscrizioni alla nuova edizione si apriranno il 5 ottobre 2026, con avvio delle attività didattiche previsto per gennaio 2027. Il percorso dura 12 mesi e prevede 60 CFU, lezioni teoriche, un’importante componente di attività pratica in laboratorio e un tirocinio in azienda. Non soltanto mineralogia, cristallografia e tecniche analitiche avanzate per l’identificazione di materiali naturali, sintetici e trattati. Il programma affronta anche approvvigionamento, valutazione, distribuzione, organizzazione della filiera, comunicazione, marketing e innovazione. Un’impostazione che racconta qualcosa di più del Master stesso: oggi conoscere una gemma significa anche conoscere il percorso che la porta fino al consumatore e saperne comunicare correttamente caratteristiche e valore. Federpreziosi Confcom, che figura tra i patrocinatori dell’iniziativa, guarda con particolare interesse a un progetto che investe sulla qualificazione delle competenze e sul collegamento tra formazione scientifica e mercato. Perché davanti a materiali sempre più sofisticati e a consumatori che chiedono informazioni sempre più precise, la tecnologia continuerà a evolvere. Gli strumenti di analisi diventeranno ancora più avanzati. Le definizioni potranno cambiare. Ma una cosa difficilmente cambierà: la fiducia nasce dalla competenza. E la competenza nasce dalla conoscenza. Per saperne di più: https://www.mastergemmologia.it/
155/2026|APPUNTI DEL GIORNO|29 Settembre 2026 – ss. Michele, Gabriele, Raffaele