ASSEMBLEA CONFCOMMERCIO 2015 – DAL MINISTRO GUIDI L’INCITAMENTO: CONTINUATE A PUNGOLARE IL GOVERNO

La costanza, la determinazione e la forza di continuare ad affrontare i rapporti con le istituzioni anche e soprattutto nei momenti di particolare crisi e difficoltà  sono stati fra i punti sottolineati dal presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia nella sua relazione alla partecipatissima Assemblea tenuta lunedì 8 Maggio 2015 nel Centro Congressi Stella Polare della  Fiera di Milano.

“Vitale è il confronto con chi deve governare” e il Governo deve parlare con chi  è “esperto”, con chi vive la realtà, ha a sua volta dichiarato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni aprendo l’incontro. Gli ha fatto eco, nel suo intervento in chiusura dell’assemblea, il ministro dello Sviluppo Economico e delle infrastrutture Federica Guidi, nel riassumere quanto sin qui messo in campo dal Governo.

“Abbiamo bisogno di una “scossa di speranza” ha dichiarato Sangalli “…e siamo davanti ai primi segnali di ripresa. Una ripresa effettiva seppure timida. E dire ‘timida’ è una questione certo di prudenza. Ma è anche una questione di rispetto. Il rispetto che si deve a tutti voi, a tutti noi, imprenditori del commercio, dei servizi, del turismo e della professioni, che abbiamo pagato più di tutti la crisi, perdendo a volte la pazienza ma senza perdere la speranza. Oggi buoni segnali vengono dalla produzione industriale che è in crescita negli ultimi mesi. E anche i consumi stanno dando cenni di risveglio. Dai nostri dati, la spesa reale delle famiglie è cresciuta, in aprile, di mezzo punto rispetto a marzo e dello 0,8% rispetto all’anno precedente.”

Gli anni in cui  è nata Confcommercio – era il 1945– non erano certo facili. Si veniva da un disastroso conflitto e l’Italia si trovava a dover costruire tutto da capo: e non solo dal punto di vista materiale. Ma c’era la forza della speranza dopo anni bui. In anni particolarmente pesanti  che il Paese sta oggi vivendo c’è molto da rimettere in discussione, da  ripensare: ci sono altre difficoltà da affrontare, altro c’è da ricostruire.

“Proprio in quest’anno” ha ricordato Sangalli in chiusura del suo intervento “la Confcommercio compie settant’anni. Un punto di partenza. Non certo di arrivo. ….per noi compiere settant’anni significa tre cose. Vuol dire l’orgoglio di rappresentare una parte del Paese a volte silenziosa, ma essenziale, che oggi vale oltre il 40% del Pil e dell’occupazione. Vuol dire la responsabilità di guardare sempre al futuro e di portare la voce dei nostri imprenditori alla politica, al Governo, alle istituzioni, al resto della società. Questo settennale, infine, è una sfida cioè – e l’impegno  – di giocare in attacco i prossimi 70 anni di dimostrare giorno dopo giorno che siamo il terziario ma non siamo secondi a nessuno.”

“Ho particolarmente apprezzato le parole del presidente Sangalli” dice il presidente di Fedepreziosi Giuseppe Aquilino,  “quando  ha ricordato il lavoro di vigilanza puntuale che la Confederazione ha sempre esercitato sui punti caldi – e sono veramente molti – che riguardano le nostre attività, come sia stata  sempre vicina agli imprenditori ad ogni livello e come abbia ‘presidiato’ tanti temi, e spesso con fatica.  Rappresentare un’intera categoria significa saper raccogliere tutte le voci di un gruppo e farsene forte ed autorevole interprete in ogni ambito, combattendo gli individualismi.”