Roma, 11 Giugno 2025 – Si è svolta oggi, in un Auditorium di via della Conciliazione gremito di imprenditori, rappresentanti istituzionali e dirigenti associativi, l’Assemblea Generale di Confcommercio. Un evento che non ha celebrato soltanto gli ottant’anni dell’organizzazione, ma ha raccontato anche ottant’anni di trasformazioni economiche e sociali dell’Italia. Un’occasione importante per riflettere anche sul futuro del nostro comparto orafo, che di questa storia fa pienamente parte. A sottolineare l’importanza dell’appuntamento, anche una nutrita presenza di operatori orafi, a partire dal presidente Stefano Andreis, dal Vice presidente Vicario, Vincenzo Aucella, al Presidente onorario, Mario Bartucca, e ai diversi Presidenti di Federpreziosi provinciali in rappresentanza delle differenti realtà territoriali del comparto. Una testimonianza concreta del legame tra il mondo orafo e l’azione di rappresentanza che Confcommercio esercita a tutela delle imprese, delle identità produttive locali e del valore del Made in Italy.
Nel suo videomessaggio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha voluto rimarcare quanto Confcommercio sia stata al fianco del Paese in tutte le fasi della sua crescita: dagli anni del Dopoguerra fino alle attuali sfide della transizione digitale. “Confcommercio ha saputo anticipare i cambiamenti – ha detto – trasformando le crisi in opportunità, come nel caso del commercio online e ora con l’intelligenza artificiale, accompagnando le imprese nel loro percorso di innovazione”.
Queste parole trovano un’eco immediata nelle esigenze e prospettive del nostro settore, che sempre più si sta aprendo a nuovi strumenti digitali per valorizzare l’eccellenza artigianale, migliorare la relazione con i clienti e affacciarsi con maggiore competitività sui mercati internazionali.

Ma la celebrazione non è stata solo un’occasione per guardare al passato. Lo ha detto con grande forza e passione anche il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, che ha ricordato come la Confederazione non sia semplicemente un’organizzazione storica, ma una comunità viva, che interpreta il presente e vuole lasciare un segno nel futuro del Paese. “Siamo un grande corpo intermedio – ha dichiarato – che dà forma alle nostre città, al nostro modo di vivere e lavorare. Ci sentiamo parte responsabile del bene comune, costruttori di comunità”.
Parole che risuonano con forza anche tra gli operatori orafi, spesso custodi di saperi antichi ma anche protagonisti delle nuove città del commercio, dove la bellezza e il valore del Made in Italy sono elementi fondanti della qualità della vita e della cultura economica.
Particolarmente significativo è stato anche l’intervento del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha voluto sottolineare la centralità delle associazioni come Confcommercio nel sistema-Paese. “L’Italia è più forte di quanto si pensi – ha detto – perché ci sono realtà come la vostra. La forza della rappresentanza sociale è la vera, autentica forza dell’Italia”. Un riconoscimento importante, che ci ricorda quanto ogni impresa, ogni bottega, ogni laboratorio orafo sia parte attiva e consapevole di una rete che tiene insieme identità, economia e futuro.

L’Assemblea ha anche affrontato i temi più urgenti per il sistema imprenditoriale: dalla necessità di semplificazioni e incentivi alla sfida della formazione, fino alla richiesta di una politica industriale capace di tutelare il valore delle produzioni italiane. Un passaggio particolarmente attuale anche per il nostro settore, che deve affrontare il ricambio generazionale e attrarre nuovi talenti pronti a coniugare tecnica e creatività, tradizione e innovazione.
Oggi non è stata solo una giornata di celebrazione, ma un’occasione per sentirci parte di un percorso più ampio. Gli operatori orafi, con la loro capacità di unire arte, precisione e valore, hanno un ruolo strategico in questa narrazione collettiva che guarda avanti.
Da Confcommercio arriva un messaggio chiaro: siamo dentro la storia, e pronti a scriverne ancora. Insieme.



