18 Maggio 2026 – Proprio mentre operatori e rappresentanti delle istituzioni si accingono a confrontarsi sul valore culturale, artistico ed economico delle lavorazioni identitarie del Mediterraneo, prende forma un risultato atteso da anni: il cammeo e il corallo di Torre del Greco compiono un decisivo passo avanti nel percorso verso il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta. L’inserimento del “Cammeo e Corallo di Torre del Greco” nel Bollettino nazionale delle Indicazioni Geografiche Protette per i prodotti artigianali e industriali rappresenta molto più di un semplice passaggio amministrativo. È il riconoscimento concreto del valore storico, culturale e manifatturiero di una tradizione che identifica Torre del Greco nel mondo e che continua ancora oggi a vivere attraverso il lavoro quotidiano di maestri incisori, artigiani, imprese e laboratori che hanno custodito e tramandato tecniche uniche di lavorazione. Ma è anche il risultato di un lungo lavoro portato avanti negli ultimi anni dal sistema associativo, dalle imprese del distretto e dalle istituzioni territoriali per restituire centralità e prospettiva a un comparto che rappresenta una delle espressioni più autentiche del Made in Italy artistico. Un impegno costante che ha avuto il merito di riportare attenzione nazionale e internazionale sulla lavorazione del corallo e sull’arte dell’incisione del cammeo, valorizzandone non soltanto la dimensione storica, ma anche la capacità di innovarsi, dialogare con il design contemporaneo e continuare a generare economia, cultura e occupazione. Non è casuale che questo importante traguardo arrivi proprio nei giorni del Precious Sea Summit, evento che ha riunito a Torre del Greco esperienze, competenze e visioni provenienti da diversi Paesi del mondo, confermando ancora una volta il ruolo della città come capitale internazionale della lavorazione del corallo e del cammeo. Assieme al vetro di Murano e ai merletti di Burano, il corallo e il cammeo di Torre del Greco entrano infatti tra le prime produzioni italiane candidate a inaugurare il nuovo sistema delle cosiddette “IGP non agricole”, strumento destinato a rafforzare la tutela delle eccellenze manifatturiere storicamente legate ai territori di origine. Un riconoscimento che assume una valenza strategica sotto il profilo identitario, economico e commerciale, perché consentirà di tutelare autenticità, qualità e provenienza delle lavorazioni, contrastando imitazioni e utilizzi impropri che negli anni hanno spesso penalizzato il settore. La procedura di riconoscimento è affidata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy attraverso la Direzione Generale per la Proprietà Industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. Dopo la fase di esame nazionale, il coinvolgimento delle Regioni interessate e il decorso dei termini previsti per eventuali opposizioni, le domande saranno trasmesse all’EUIPO per la valutazione finale e la registrazione a livello europeo. Per Torre del Greco questo passaggio rappresenta molto più di un marchio. È il riconoscimento di una identità produttiva costruita nel tempo, della capacità di un territorio di custodire il sapere artigiano e della volontà di proiettare nel futuro una tradizione che continua a rappresentare eccellenza, cultura e prestigio internazionale.
