Roma, 8 Ottobre 2025 – L’oro continua la sua corsa inarrestabile sui mercati internazionali, sostenuto dal clima di incertezza che domina la finanza globale. Mentre la crisi politica in Francia e il blocco della spesa governativa negli Stati Uniti alimentano la volatilità dei mercati azionari, il metallo giallo ha superato nella giornata di ieri la soglia, l’ennesima, dei 4.000 dollari l’oncia, raggiungendo questa mattina i 4.030 dollari, pari a 111,63 euro al grammo. Una quotazione in continua ascesa. Ma fino a che punto? A inizio anno la quotazione era intorno agli 85 euro al grammo, con un incremento di oltre il 30% in dieci mesi. Secondo Goldman Sachs, la corsa potrebbe proseguire: la banca d’affari ha infatti rivisto al rialzo le previsioni, stimando un prezzo di 4.900 dollari l’oncia entro dicembre 2026. Se per gli investitori l’oro resta il bene rifugio per eccellenza, per il mondo orafo la prospettiva è diversa. Cresce la preoccupazione tra gli operatori della filiera, che si trovano a fare i conti con costi di approvvigionamento sempre più elevati e con una domanda interna incerta. L’aumento dei prezzi riduce la marginalità delle imprese artigiane e dei dettaglianti, costringendo molti a rivedere le strategie di acquisto e di vendita, in un equilibrio delicato tra valore intrinseco del metallo e capacità di spesa del consumatore. Parallelamente, l’argento, dopo aver toccato i massimi degli ultimi quattordici anni, ha mostrato un leggero arretramento: nella seduta di ieri ha perso 65 centesimi, portandosi a 48,48 dollari l’oncia, pari a 1,34 euro al grammo. Nonostante il calo, dall’attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre 2023, il suo valore ha registrato una crescita del 127,8%, confermando l’interesse per i metalli preziosi in fasi di incertezza globale. Nel complesso, l’attuale fase di mercato rafforza il ruolo dei metalli preziosi come indicatori di instabilità e di rifugio finanziario, ma pone l’intera filiera orafa di fronte alla necessità di ripensare strategie produttive e commerciali, in un contesto in cui la solidità del metallo rischia di diventare un peso per chi, ogni giorno, lo trasforma in valore e bellezza.
