Roma, 19 Dicembre 2025 – Gli italiani continuano ad acquistare a rate, ma stringono il perimetro delle scelte. Il credito al consumo resta uno strumento utilizzato, ma non più per sostenere una spesa generalizzata: viene impiegato in modo mirato, su beni ritenuti indispensabili o ad alto impatto immediato. Alla base c’è una doppia spinta: da un lato bilanci familiari sotto pressione, dall’altro un clima di incertezza che induce a difendere la liquidità e rinviare ciò che non è percepito come prioritario. I dati dell’Osservatorio sul credito al dettaglio di Assofin, Crif e Prometeia lo confermano. Nel periodo gennaio-settembre le erogazioni di credito al consumo crescono del 4,4% su base annua, sostenute quasi esclusivamente dai prestiti personali (+10,2%) e dalla cessione del quinto (+10,5%). Una crescita selettiva, che segnala come il credito venga usato soprattutto per assorbire tensioni di bilancio più che per alimentare nuovi consumi. Questo cambio di passo si riflette anche nel retail orafo, dove il pagamento rateale, seppur presente, non diventa la leva decisiva per sbloccare la domanda. Al contrario, emerge una certa resistenza a spalmare nel tempo un impegno finanziario su un bene considerato non essenziale. Il risultato è un consumatore che controlla la spesa, confronta alternative e decide solo quando percepisce una reale giustificazione all’acquisto.
