Roma, 24 Luglio 2025 – Una nuova visione strategica prende forma a Palermo, grazie all’accordo quinquennale siglato tra l’Università degli Studi di Palermo e Assorafi Confcommercio Palermo: una sinergia tra mondo accademico e settore gioielliero pensata per affrontare le sfide presenti e future del comparto e rilanciarne il ruolo nel panorama nazionale e internazionale. L’accordo nasce con l’obiettivo di mettere in rete conoscenze scientifiche e capacità imprenditoriali, creando un ponte tra ricerca e l’intera filiera che permetta al settore di evolvere, innovarsi e valorizzare al meglio la propria identità. Al centro del progetto vi sono attività congiunte di ricerca e formazione, mirate a sviluppare strumenti tecnologici per l’analisi e l’autenticazione dei materiali preziosi – come risposta concreta alla diffusione di materiale gemmologico di sintesi e alla crescente domanda del mercato di tracciabilità e trasparenza.
È la formazione a rappresentare uno dei pilastri più innovativi dell’accordo: non solo gemmologia, ma anche percorsi multidisciplinari che abbracciano marketing, sostenibilità, innovazione di prodotto, strategie digitali e competenze trasversali. L’obiettivo è costruire nuove figure professionali in grado di coniugare sensibilità estetica, conoscenza tecnica e visione contemporanea del mercato.
Alla firma dell’intesa era presente il rettore dell’Università di Palermo Massimo Midiri, che ha evidenziato come questa alleanza rappresenti un esempio virtuoso di cooperazione tra accademia e tessuto imprenditoriale locale. Per Assorafi Confcommercio Palermo ha partecipato il presidente Silvano Barraja, promotore dell’iniziativa, affiancato da un gruppo di lavoro coeso che ha seguito con dedizione ogni fase dell’elaborazione dell’accordo.
In particolare, Salvo Ciulla, Domenico Bottiglieri, Giuseppe Speciale e Concetta Giannì hanno svolto un ruolo chiave nella costruzione del progetto, contribuendo attivamente alla definizione dei contenuti, alla mediazione tra esigenze operative e visione strategica e al coordinamento tra le parti coinvolte. Il loro impegno costante e la profonda conoscenza del settore hanno permesso di dare forma a un’intesa solida, concreta e orientata ai bisogni reali del comparto.
Presenti, con la loro esperienza pluriennale in ambito formativo e progettuale, anche gli architetti Ciro Lo Monte e Guido Santoro, che hanno arricchito l’accordo con contributi metodologici e visioni interdisciplinari.
A confermare il respiro internazionale del progetto, la presenza di Gaetano Cavalieri, presidente della CIBJO – The World Jewellery Confederation – che ha messo a disposizione il know-how della Confederazione e dei suoi esperti.
Un contributo particolarmente significativo è arrivato anche da Steven Tranquilli, direttore di Federpreziosi Confcommercio nazionale, che nel suo intervento ha sottolineato non solo la valenza dell’accordo in termini di formazione e innovazione in un contesto ove il cambio generazionale non trova terreno fertile ma anche l’importanza del “sistema Confcommercio”. Federpreziosi, Assorafi e CIBJO, parte integrante di questa grande rete, dimostrano come il lavoro sinergico tra le componenti del sistema confederale possa generare progettualità concrete, capaci di dare risposte efficaci alle esigenze del settore orafo-gioielliero. Una visione condivisa che mette al centro le imprese, le persone e il valore delle competenze.
Oggi, un numero sempre maggiori di organizzazioni di categoria del comparto orafo riconosce l’importanza di stringere alleanze strategiche con gli atenei del territorio. L’esperienza maturata in contesti come Roma, Genova e ora Palermo dimostra come questi accordi rappresentino una risposta concreta alla necessità di evoluzione del settore. La vera sfida per il futuro si gioca sulle competenze: rafforzare la professionalità degli operatori, formare nuove figure in grado di affrontare le trasformazioni del mercato, garantire una filiera competitiva, preparata e riconoscibile a livello internazionale. È in questo contesto che l’università si conferma alleato chiave per accompagnare il settore gioielliero verso nuove prospettive di crescita.
Tra le prime attività in calendario, un’indagine scientifica su un capolavoro dell’oreficeria medievale siciliana: la Corona di Costanza d’Aragona, custodita nella Cattedrale di Palermo. Grazie a metodologie non invasive, come la spettroscopia Raman – di cui i laboratori dell’Ateneo sono dotati – sarà possibile analizzare la composizione dei materiali senza danneggiare il manufatto, ricostruendone la storia e l’origine. Un approccio di gemmologia investigativa che, oltre a valorizzare il patrimonio storico, può offrire strumenti avanzati per il mercato contemporaneo, a tutela dell’autenticità e della fiducia dei consumatori: un vero e proprio volano.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di rilancio e valorizzazione del settore gioielliero siciliano, con l’ambizione di riaffermare Palermo come polo di eccellenza nel Mediterraneo. Il progetto coinvolgerà musei, istituzioni culturali, operatori economici e stakeholder locali, con l’obiettivo di costruire una rete territoriale coesa e dinamica.
L’Università di Palermo guiderà il processo attraverso ricerca applicata, formazione specialistica e trasferimento di conoscenze, offrendo al comparto gioielliero nuove chiavi di lettura, strumenti innovativi e opportunità di crescita. Per gli operatori, questa collaborazione rappresenta una concreta occasione per accedere a competenze di alto livello e servizi qualificati nonché per contribuire, affiancando all’interno delle loro attività, a creare figure professionali in grado di dare nuovo lustro al futuro del gioiello siciliano.










