Roma, 29 Luglio 2025 – Un accordo c’è, ma resta da capire a quale prezzo. Dal 1° agosto entreranno in vigore dazi del 15% sulle merci europee destinate agli Stati Uniti, misura che colpisce anche un comparto d’eccellenza del Made in Italy: la gioielleria. Gran parte della produzione orafa italiana è destinata all’estero. Il mercato statunitense rappresenta da anni una delle principali destinazioni extra-UE, punto di riferimento strategico per il settore, con un valore costante delle esportazioni che supera ampiamente il miliardo di euro l’anno. Il nuovo assetto tariffario – in via di definizione – rischia di triplicare i dazi attuali (dal 4,8% al 15%), aumentando sensibilmente i costi a carico delle imprese italiane e indebolendo la loro competitività sui prezzi. A complicare lo scenario è anche l’andamento sfavorevole del cambio euro-dollaro: un euro forte rende i prodotti italiani meno convenienti per i consumatori americani; viceversa, un euro debole può aumentare i costi delle materie prime e ridurre i margini, aggravando la pressione sul settore. Confcommercio parla di “costo rilevante” e sollecita interventi rapidi e misure di supporto. Alla Farnesina, ieri sera, il ministro Antonio Tajani ha incontrato le rappresentanze imprenditoriali, tra cui Confcommercio, per raccogliere indicazioni su come ridurre l’impatto dei dazi e rafforzare la strategia di diversificazione dei mercati attraverso il Piano d’Azione per l’Export. Il settore orafo italiano – con distretti chiave ad Arezzo, Valenza, Vicenza, Marcianise e Torre del Greco – è un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale. Negli ultimi anni ha saputo innovare, internazionalizzarsi e crescere anche in contesti difficili. Tuttavia, il combinato di dazi e cambio rischia ora di rallentare l’export e ridurre la redditività, soprattutto se le aziende saranno costrette ad assorbire parte degli aumenti per mantenere la competitività. Non è solo un tema economico: in gioco c’è un sistema produttivo che genera occupazione qualificata, valorizza il saper fare italiano e rappresenta uno dei volti più apprezzati del Made in Italy nel mondo. In questo contesto, appuntamenti come Vicenzaoro diventano strategici: non solo vetrina internazionale, ma luogo di confronto e coesione tra imprese e istituzioni. Il gioiello italiano non è una commodity: è un patrimonio da difendere.
