Roma, 26 Marzo 2025 – L’Istat ha reso disponibili online, dallo scorso 19 marzo, ulteriori documenti relativi alla nuova classificazione ATECO 2025 che, ricordiamo, identifica l’attività principale (prevalente) che l’impresa esercita, cioè quella che genera la quota maggiore del valore aggiunto o del fatturato e che viene attribuito al momento della costituzione dell’impresa ma può essere modificato successivamente se muta l’attività prevalente. In particolare, sono state pubblicate le note esplicative, ovvero i testi descrittivi che accompagnano la struttura della classificazione (codici e titoli), fornendo indicazioni più dettagliate sulle attività comprese o escluse all’interno di ciascun codice.
Già l’11 dicembre 2024 l’Istat aveva diffuso la struttura dei codici ATECO 2025 (codici e titoli), ma senza le descrizioni estese: una limitazione che rendeva difficile per le imprese comprendere con precisione la corretta classificazione della propria attività.
Per facilitare il lavoro degli operatori del settore orafo-gioielliero, Federpreziosi ha predisposto un elenco dei codici ATECO 2025 di maggiore interesse per il comparto, completo di classificazione delle attività di riferimento.
Una novità importante per il commercio al dettaglio riguarda il fatto che, nella nuova classificazione, il canale di vendita (in sede fissa o online) non è più un criterio distintivo all’interno della divisione 47. La differenziazione tra le attività avviene ora in base alla tipologia di prodotti venduti — un cambiamento che interessa direttamente anche le imprese del settore preziosi.
A partire dal 1° aprile 2025, il processo di riclassificazione sarà automatico: le imprese riceveranno una comunicazione dalla propria Camera di Commercio con i nuovi codici assegnati. Per garantire una transizione graduale, la visura camerale riporterà sia i codici ATECO attuali sia quelli nuovi, per un periodo transitorio.
Le visure aggiornate saranno disponibili gratuitamente tramite l’app Impresa.italia.it. Pur avendo una funzione statistica, i codici ATECO sono spesso utilizzati nella pratica per la partecipazione a bandi, gare, richieste di contributi o agevolazioni, e — come accaduto in passato durante l’emergenza Covid — per stabilire quali attività potessero restare operative. È quindi fondamentale che l’assenza di un codice ATECO specifico per alcune modalità di vendita tipiche del settore (come, ad esempio, la vendita al dettaglio o online di gioielli) non comporti la perdita di informazioni utili, anche in considerazione dei diversi regimi amministrativi e degli specifici requisiti autorizzativi previsti per ciascun canale di vendita nel nostro ordinamento.
