DIAMANTI SINTETICI: AI GIOIELLIERI NON MANCA LA FANTASIA

Roma, 19 Settembre 2025 – In un momento di mercato complesso, in cui molti operatori cercano nuove strade per sostenere le vendite, siamo stati coinvolti da un gioielliere che ci ha raccontato la sua scelta di ampliare l’assortimento con monili recanti diamanti sintetici, convinto che possano rappresentare una proposta più accessibile per quella clientela che oggi non è disposta a investire cifre importanti in un anello, o qualsivoglia altro accessorio, con pietra naturale. Nulla di male in questa decisione che, anzi, può rivelarsi un’opportunità. A condizione, però, che al cliente venga garantita una corretta informazione. È questo il punto cruciale: senza chiarezza, ciò che nasce come possibilità rischia di trasformarsi in un boomerang. Come ricorda la guida della Commissione Gemmologica di Federpreziosi, “i diamanti naturali e i diamanti sintetici sono due prodotti profondamente diversi: il primo è un minerale raro e prezioso, il secondo è frutto di un processo industriale (HPHT o CVD) e il termine ‘diamante’, senza specificazioni, spetta esclusivamente al naturale”. Eppure, osservando la comunicazione online a cura degli operatori si trovano ancora definizioni e affermazioni fuorvianti riguardante il diamante sintetico: “fusione artificiale di polvere di diamante”, “diamante rigenerato”, “naturale lab grown”, “chimicamente e fisicamente identico”, “diamante dall’aspetto prezioso”, “sintesi del diamante”, “di fatto è un diamante poiché nasce dal seme di un diamante naturale”. Senza parlare delle informazioni sulla produzione, che spaziano da “una produzione flash di appena 15 minuti” fino “a quattro settimane”. Espedienti, è proprio il caso di dirlo, che possono attirare nell’immediato ma che alla lunga disorientano il cliente e rischiano di incrinare la fiducia nei confronti del punto vendita. La vera sfida, dunque, non è solo ampliare l’offerta, ma farlo con trasparenza e preparazione. Conoscere bene ciò che si propone e raccontarlo con competenza è l’unico modo per dimostrare che la professionalità non è un’etichetta, ma un valore concreto che costruisce fiducia e consolida relazioni durature.