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E-COMMERCE ALLA PORTATA DI TUTTI : ATTENTI ALLE REGOLE

Sempre più imprese si affacciano al web, cogliendo la sfida della digitalizzazione che si sviluppa in tutti i settori; ma quali sono le regole da rispettare per agire correttamente nei confronti degli internauti che vogliono acquistare utilizzando i portali di vendita on line.
Avendo presente che costituiscono servizi di e-commerce quelli somministrati  attraverso rete internet  e la cui natura automatizzate consta di un intervento umano pressoché  minimo e di cui fornitura è impossibile senza l’uso di tecnologia informatica.
La comunicazione di avvio, le norme che regolano la vendita, il diritto di recesso. Sostanzialmente le leggi che disciplinano la vendita in rete sono le stesse che disciplinano qualsiasi vendita a distanza. Infatti il decreto legislativo n.114 del 1 marzo 1998,- il cosiddetto decreto di riforma del commercio o Decreto Bersani, contiene all’art. 18, varie indicazioni per chi vuole vendere su Internet i propri prodotti.
Per avviare un sito di commercio elettronico è necessario darne comunicazione al comune di residenza (se si tratta di un privato), o in quello nel quale è stabilita la sede legale (nel caso di un’azienda). Trenta giorni dopo aver inviato la comunicazione, qualora non si sia ricevuta una risposta negativa da parte del Comune, vale il principio del silenzio-assenso ed è possibile aprire il sito ai visitatori.
E’ necessario, altresì predisporre contratti di vendita in modo da contemplare le disposizioni più favorevoli per i consumatori, così come prevede il decreto legislativo 50/92 in materia di contratti negoziati fuori dai locali commerciali.
Obbligatorio, inoltre, rispettare la clausola che prevede il diritto di recesso da parte del cliente. Deve essere presa in considerazione anche la normativa sulla privacy (Legge 196/2003). I consumatori ne devono essere informati e deve essere loro sottoposta la richiesta per l’autorizzazione ed il consenso al trattamento dei dati personali.
I prodotti devono essere inviati all’acquirente solo dopo aver ottenuto esplicita richiesta. Vanno anche prese in considerazione le disposizioni (decreto legislativo 185/99 che tutela i consumatori che acquistano beni e servizi con “contratti a distanza”.
L’E-commerce è regolamentato anche dalle disposizioni dell’articolo 15 comma 2 della legge n. 59 del 15 Marzo 1997.
Tale legge ha previsto l’istituzione di un Regolamento (D.P.R. n. 513 del 10 Novembre 1997), che prevede le modalità di trattamento dei dati informatici e stabilisce che i contratti online sono da considerarsi conclusi quando all’acquirente viene recapitato l’avviso di spedizione del prodotto. Tutti i siti che praticano commercio elettronico devono indicare sulla propria pagina principale la denominazione dell’azienda e il numero di partita IVA. Alcuni siti offrono come ulteriore garanzia un certificato digitale che ne prova l’autenticità. Il diritto di recesso è regolamentato dal Dlgs n. 185/99 e dal Dlgs n. 50/92. In caso di controversie, il foro competente è scelto in base alla residenza o al domicilio dell’acquirente. E’ necessario rispettare anche alcune norme imposte dall’UE, quali la direttiva CE 31/2000 e il Decreto Legislativo 70/2003, che ha recepito la direttiva n. 31 del 2000.
Rimanendo in ambito europeo e più precisamente comunitario, l’IVA è dovuta quasi sempre, fanno eccezione solo le transazioni relative «business to consumer» all’interno dell’Unione nella quale imposta deve essere versata nel paese del fornitore comunitario.
In questo ambito il recente regolamento n.282/2011 relativo al sistema comune dell’IVA in ambito comunitario, che rappresenta la prosecuzione delle norme già contenute nel regolamento n. 1777/2005 e della direttiva 2006/112/Ce specifica  in via esemplificativa quali servizi costituiscono categorie di e-commerce.
Il Regolamento vuole superare la disomogenea interpretazione delle disposizioni comunitarie in materia di IVA da parte dei singoli Paesi UE, garantendo, attraverso linee interpretative comuni, un’applicazione uniforme dell’attuale sistema dell’IVA.
Sempre in ambito fiscale, ulteriori regole sono stabilite dalle amministrazioni territoriali le quali prevedono necessarie procedure di pubblicità dell’attività di vendita on – line.
Il Consiglio che mi sento di dare a tutti i gioiellieri interessati a proporre i propri prodotti sfruttando le potenzialità del web, è quello di informarsi presso le strutture competenti quali le associazioni di rappresentanza imprenditoriale, al fine di perfezionare tutte le procedure necessarie per proporsi correttamente verso questa particolare modalità di commercio.

di Rodolfo Bartucca

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