Roma, 18 Settembre 2026 – È il dato italiano a richiamare immediatamente l’attenzione. Ad agosto le esportazioni di orologi svizzeri verso il nostro Paese hanno registrato una contrazione del 40,4% rispetto allo stesso mese del 2025. Una flessione particolarmente marcata che, pur richiedendo cautela nella lettura del singolo mese, si inserisce in una tendenza più ampia: tra gennaio e agosto 2026 l’Italia segna infatti un -11,6%.
Un andamento che appare ancora più significativo se confrontato con la fotografia complessiva dell’orologeria elvetica. Ad agosto l’export svizzero è cresciuto del 9,1%, riportando la media mobile su dodici mesi in territorio positivo per la prima volta dopo due anni. Nei primi otto mesi del 2026 le esportazioni hanno superato i 17 miliardi di franchi, con un incremento cumulato dell’1,7%.
La geografia dei mercati evidenzia forti differenze. Crescono Regno Unito (+46,1%), Germania (+34%), Giappone (+22,1%), Cina (+15,8%), Singapore (+8,5%), Emirati Arabi Uniti (+6,1%) e Hong Kong (+1,4%). In controtendenza, oltre all’Italia, gli Stati Uniti, che arretrano del 19,4%. Il dato europeo merita tuttavia una precisazione. La Francia registra un eccezionale +113,5%, circostanza che potrebbe essere riconducibile anche a una redistribuzione dei flussi commerciali all’interno dell’area europea. Per questo motivo il -40,4% italiano non può essere automaticamente tradotto in un’analoga contrazione della domanda finale.
Interessante anche la lettura per fasce di prezzo. Crescono gli orologi con una fascia di prezzo superiore ai 3.000 franchi con un netto +10,2%. Non sono da meno gli orologi nella fascia compresa tra i 200 ed i 500 franche che segnano un + 6,1%. Deciso segno positivo anche per la fascia più bassa del mercato ovvero i segnatempo del valore massimo di 200 franchi le cui esportazioni sono aumentate del 13,3% mentre arretra leggermente (-0,9%) la fascia intermedia ovvero quella compresa tra i 3000 ed i 500 franchi ovvero dello 0,9%.
Aumentano anche i volumi complessivi, +9%, pari a circa 95 mila orologi esportati in più nel solo mese di agosto. Ed è forse proprio qui che il dato diventa interessante per il dettaglio italiano. Il mercato internazionale torna a crescere, ma non cresce ovunque e, soprattutto, non cresce allo stesso modo. L’Italia, con il -11,6% accumulato nei primi otto mesi, rappresenta un segnale da osservare con attenzione. Più che fermarsi all’eclatante -40,4% di agosto, sarà quindi importante capire nei prossimi mesi se la distanza tra l’andamento italiano e quello internazionale tenderà a ridursi oppure se siamo di fronte a un cambiamento più strutturale nella composizione della domanda e nelle scelte di acquisto del consumatore.
