Il 7 e l’8 settembre 2025 due incontri su Gioielleria tra Intelligenza Artificiale e Storytelling con focus sul Dettaglio Orafo
Roma, 08 settembre 2025 – Due giornate, due temi, un unico filo conduttore: il futuro della gioielleria. Federpreziosi Confcommercio-Imprese per l’Italia è stata tra i protagonisti di Vicenzaoro September 2025, il salone internazionale della gioielleria e dell’oreficeria organizzato da Italian Exhibition Group (IEG), con due appuntamenti che hanno voluto stimolare riflessioni e offrire strumenti concreti agli operatori del dettaglio orafo: una nuova, preziosa occasione per aggiornare le proprie competenze, grazie all’intervento degli esperti, su argomenti di assoluta attualità come l’impatto concreto dell’Intelligenza Artificiale nella professione di gioielliere e l’importanza di continuare a formarsi sulle tecniche di storytelling.
Gioielleria e AI: un’alleanza che non ti aspetti
Domenica 7 settembre 2025, ore 15:45 – 16:45 | Educational Hub
“Gioielleria e AI – Un’alleanza che non ti aspetti” non è solo un titolo evocativo: è una sfida a guardare oltre i luoghi comuni e a immaginare l’Intelligenza Artificiale come un nuovo collaboratore all’interno di negozi, showroom e laboratori. L’AI non ha coscienza, non prova sentimenti, non crea in autonomia: agisce sempre a partire da un input umano. È dunque uno strumento, un mezzo al servizio delle persone, che può diventare alleato prezioso per risolvere problemi, semplificare processi e rafforzare la competitività delle imprese. Non un collaboratore in grado di sostituire professionisti o commessi, ma un supporto in grado di affiancare.
A dialogare sul tema sono stati Vincenzo Aucella, imprenditore, vicepresidente vicario di Federpreziosi Confcommercio Nazionale e presidente Assocoral, e Mauro Mazzetto, Agile Business Coach e Learning Experience Designer. Steven Tranquilli, direttore Federpreziosi Confcommercio Nazionale ha moderato l’incontro.
“Dobbiamo pensare all’AI come a un nuovo collaboratore che entra in bottega o in gioielleria: un assistente qualificato, pronto a portare valore se sapremo assegnargli il ruolo giusto” ha detto Vincenzo Aucella che ha portato esempi pratici di come l’AI, in particolare generativa, viene già utilizzata dalle aziende Assocoral. “Proprio come in un laboratorio artigiano o in un negozio, dove ciascuno ha la sua funzione e contribuisce al risultato finale, così anche l’AI darà il meglio di sé solo se integrata davvero nelle attività quotidiane. Tra i tanti strumenti disponibili occorre selezionare quelli corretti da applicare in un contesto con un’alta componente manifatturiera artigianale come il nostro”. Oggi siamo già circondati dall’AI senza rendercene conto: dai navigatori agli assistenti vocali, dalle raccomandazioni personalizzate negli acquisti on-line, fino alla gestione predittiva dei dati. Applicata al settore orafo e argentiero, questa tecnologia può sostenere la progettazione delle collezioni, ottimizzare la filiera, agevolare le relazioni con i mercati esteri e migliorare l’esperienza d’acquisto in gioielleria. Non sostituisce il contatto umano né la creatività artigiana, ma amplifica
queste competenze: libera tempo ed energie da dedicare a ciò che davvero distingue il comparto, ovvero la capacità di generare bellezza ed emozione.
Mauro Mazzetto, con un intervento dal taglio molto pratico, ha illustrato diversi casi di impiego dell’AI nel settore, applicabile dalle primissime fasi di progettazione fino alle attività di marketing e vendita. “Prima di decidere quali strumenti adottare” ha puntualizzato “è fondamentale capire cosa è esattamente l’AI e distinguerne i diversi livelli di profondità. Dalla generazione di immagini per arrivare ai modelli 3D e all’assistenza per la realizzazione di modelli a cera persa, l’AI può lavorare efficacemente al fianco di chi crea, realizza e vende oggetti preziosi come consulente, oppure come tecnico specializzato, ottimo assistente per analizzare i contesti territoriali nei quali si opera, assistente creativo, aiutante per le pratiche amministrative o ancora esperto di ricerca. Tutti ruoli utili a migliorare i processi e il risultato del lavoro, anche artigianale.”
“Alcune grandi aziende hanno già iniziato a misurare i benefici dell’AI registrando margini più alti, tra il 5% e il 15%, e riduzioni di costi superiori al 30%” spiega il direttore di Federpreziosi Nazionale, Steven Tranquilli. “Il settore orafo italiano, composto in gran parte da piccole realtà familiari, può cogliere queste stesse opportunità a patto di investire in alfabetizzazione digitale. Senza competenze interne, l’AI rischia infatti di restare un potenziale inespresso”. I dati Istat indicano che nel 2024 le imprese italiane che utilizzano l’AI sono passate dal 5% all’8,2%, ma siamo ancora indietro rispetto alla media europea. Una sfida che può trasformarsi in occasione: tradizione e innovazione possono convivere, rendendo il rapporto umano e la qualità artigianale leve moderne di competitività.
Secondo il presidente di Federpreziosi Nazionale, Stefano Andreis, presente all’incontro: “Questo ritardo può trasformarsi in occasione: proprio perché il nostro è un settore fatto di piccole botteghe familiari e di negozi radicati nel territorio, possiamo unire tradizione e innovazione e rendere il rapporto umano e la qualità artigianale leve moderne di competitività senza lasciarci travolgere dalle tendenze”. La domanda allora diventa: quanto siamo pronti a dialogare con questa “nuova” intelligenza?



Storytelling per sempre – Dalla vetrina al cuore del cliente
Lunedì 8 settembre 2025, ore 12:00 – 13:00 | Educational Hub
Se la tecnologia guarda al futuro, lo storytelling, ovvero la capacità di creare un racconto attorno al proprio prodotto, ci ricorda che la vera forza del Gioielliere Professionista è da sempre la capacità di trasformare un acquisto in un’esperienza, un oggetto in una memoria, un bene di lusso in un frammento di vita.
Con il talk “Storytelling per sempre – Dalla vetrina al cuore del cliente”, Federpreziosi ha proposto una riflessione su come la narrazione sia elemento imprescindibile per rafforzare la relazione con chi entra in negozio. Il gioielliere, infatti, non è mai soltanto un venditore: è un narratore che intreccia storie e accompagna emozioni. Un paio di fedi nuziali rappresenta un progetto di vita; un servizio di argenteria evoca momenti di condivisione; un gioiello contemporaneo rinnova la continuità di una tradizione artigiana tramandata. Dall’oggetto prezioso alla storia condivisa.
Sul tema hanno dialogato Stefano Andreis, presidente di Federpreziosi Nazionale, e Giampaolo Rossi, fondatore e CEO de La Fabbrica di Lampadine, con la conduzione del direttore di Federpreziosi Nazionale Steven Tranquilli. Il confronto ha messo in luce come l’esperienza in gioielleria viva della combinazione di tre gesti concreti – vedere, toccare, provare. Per questo lo storytelling non è un’opzione, ma una componente essenziale per il futuro della professione, sulla quale è fondamentale che il team di vendita sia costantemente formato. Stefano Andreis sottolinea che ”l’esperienza in gioielleria vive nel contatto diretto con l’oggetto: è così che il racconto prende vita e si trasforma in emozione. Lo storytelling, allora, non è solo parola ma esperienza: nasce dal momento in cui il cliente osserva un gioiello, lo indossa, lo sente proprio e lo lega a un momento della sua storia personale”.
Concetti ribaditi da Giampaolo Rossi, che ha affrontato il tema in modo coinvolgente. “Essere bravi storyteller per i gioiellieri, significa soprattutto saper entrare in sintonia con chi si ha davanti, trasformando l’acquisto in un frammento di vita condivisa. È ciò che distingue la professione di gioielliere e la rende speciale: il gioiello non è mai soltanto un bene di lusso, ma una parte di storia che il cliente porta con sé. Lo storytelling autentico non nasce da brochure o slogan pubblicitari, ma dal dialogo diretto, dall’empatia, dalla capacità di ascoltare. È una narrazione relazionale che prende vita nel momento stesso in cui il cliente osserva, indossa, prova un gioiello e lo lega alla propria storia personale. Anche i clienti ‘raccontano una loro storia’ attraverso atteggiamenti, stile, modo di presentarsi: un’apparenza da cui è bene non farsi ingannare. Conoscere i meccanismi legati ai propri bias cognitivi, ovvero processi di semplificazione che la nostra mente applica per gestire più facilmente la realtà, è fondamentale per superare preconcetti ed effettuare le corrette valutazioni.”
Con questi due nuovi appuntamenti del ciclo ‘Retail Talk’ Federpreziosi Confcommercio riafferma il proprio ruolo quale punto di riferimento per la filiera, promuovendo una visione sempre al passo con i tempi per supportare in modo concreto il mondo del dettaglio orafo. Da un lato, la necessità di comprendere e governare le nuove tecnologie; dall’altro, la capacità di preservare l’anima del mestiere, fatta di contatto umano, competenza e autenticità.



