Roma, 16 Giugno 2025 – La scorsa settimana, l’Associazione Orafi di Genova ha acceso una luce speciale sul valore del confronto tra generazioni grazie a un’iniziativa che ha unito mani sapienti e menti giovani, sogni e materia. In collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Design dell’Università di Genova, la Confcommercio provinciale e la Camera di Commercio, ha preso forma il progetto “Dialoghi preziosi”, che è andato ben oltre l’apprendimento: un vero e proprio dialogo vivo tra esperienza e immaginazione.
Un percorso ricco di contenuti, che ha toccato le molteplici sfumature del mondo orafo – dalla gemmologia alla gestione delle attività commerciali, passando per il cuore pulsante del mestiere: la creazione, la produzione, il racconto del bello attraverso la materia.
Da questa scintilla creativa è nato il lavoro finale dei ragazzi: un progetto a quattro mani, condiviso con i compagni e presentato a una rappresentanza del comparto orafo, che ha valutato ogni proposta secondo quattro criteri fondamentali: Originalità, Fattibilità, Narrazione e Innovazione.
Ne è scaturita una vera costellazione di idee – nove progetti come nove stelle – ognuno con una voce propria, radicato nel territorio ma con lo sguardo rivolto al futuro. Genova è diventata musa silenziosa e potente: i suoi dettagli nascosti, spesso sfuggiti all’occhio comune, sono stati trasformati in gioielli capaci di raccontare emozioni profonde. Ogni creazione è diventata un frammento di sé, una confessione incastonata nella materia. A guidare questo progetto condiviso, il presidente Agostino Gazzo, regista appassionato, insieme a una squadra affiatata composta da Emanuela Burlando, Stefano Gastaldi, Paolo Bartolone e Pietro Lucchetti, in stretta sinergia con i docenti del corso, Enrica Bistagnino e Chiara Olivastri coadiuvate dalle dottorande Stella Rigo e Tiziana Iorio. Un gruppo coeso che ha dimostrato come “fare squadra” non sia uno slogan, ma la vera chiave per costruire qualcosa di duraturo.
Tra l’emozionato pubblico che nella giornata di venerdì 13 ha ascoltato i racconti dei ragazzi a supporto dei lavori realizzati, anche Steven Tranquilli, direttore di Federpreziosi Confcommercio nazionale, e Marina Porotto, presidente di Terziario Donna Genova, testimoni del valore che nasce dall’incontro tra creatività, formazione e impresa: un valore che non è solo economico, ma profondamente umano. Il risultato? Lo si è letto negli occhi brillanti dei 18 giovani partecipanti, nell’attenzione silenziosa degli studenti e della giuria e nell’atmosfera sospesa che si è creata durante la presentazione. Ci hanno fatto sognare. E ci hanno ricordato che raccontare – con le parole, con le mani, con il cuore – è il modo più autentico per lasciare un segno. Appuntamento a settembre dopo un percorso espositivo nelle gioiellerie e lungo i caruggi del centro, quando i primi tre premiati vedranno realizzato in metallo prezioso i loro prototipi. Steven Tranquilli ha dichiarato: “Iniziative come ‘Dialoghi Preziosi’ rappresentano un modello virtuoso di collaborazione tra formazione e impresa. Mettere in contatto diretto studenti, docenti e operatori del settore orafo significa aprire un dialogo concreto tra generazioni, visioni ed esperienze – un passaggio fondamentale per il futuro del comparto. Il valore del percorso universitario che ha sostenuto questa esperienza emerge nella qualità dei progetti, ma anche nella capacità di stimolare nei giovani una riflessione profonda sul significato del ‘fare orafo’ oggi. È proprio questa integrazione tra conoscenza teorica e pratica che consente di coltivare un autentico spirito progettuale e imprenditoriale. Ciò che colpisce in modo particolare è come, attraverso i loro lavori, i ragazzi abbiano saputo far vivere il territorio genovese, cogliendone dettagli, memorie e suggestioni, traducendoli in gioielli capaci di raccontare identità ed emozioni. Un atto creativo che unisce tecnica, cuore e narrazione, valorizzando il patrimonio culturale della città in chiave contemporanea. Parliamo di un settore che, con oltre 12.000 imprese al dettaglio e circa 6.000 aziende di produzione – tra artigiane e industriali – costituisce un patrimonio vivo del Made in Italy, e uno dei pochi comparti manifatturieri a registrare un saldo positivo nell’export. Un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale, che coniuga tradizione, bellezza e innovazione. Preparare il terreno a un ricambio generazionale è oggi una priorità strategica. Questo progetto dimostra che i giovani possiedono non solo talento, ma anche una visione autentica e profondamente attuale. La sinergia tra università, imprese e istituzioni che ha reso possibile questa iniziativa è solo l’inizio di un percorso che deve continuare come un vero e strutturato progetto formativo e informativo di lungo periodo. Un plauso va al presidente Agostino Gazzo e alla squadra di imprenditori orafi che lo ha affiancato con entusiasmo, generosità e spirito di collaborazione. La loro capacità di mettersi a disposizione delle nuove generazioni è la dimostrazione concreta di come si possa costruire valore condiviso, partendo dal dialogo e arrivando alla creazione di futuro”.







