Vicenza, 17 Gennaio 2026 – Nel talk “Settore orafo: le caratteristiche e le prospettive del mercato nazionale” tenutosi a Vicenzaoro e organizzato dal Club degli Orafi è emerso con forza un messaggio condiviso: il retailer è oggi il nuovo narratore del settore orafo, chiamato a interpretare un ruolo sempre più strategico nella creazione di valore, relazione ed emozione. Un cambiamento profondo che richiede nuove strategie e una rinnovata consapevolezza del proprio ruolo. Il punto vendita non è più soltanto luogo di vendita, ma spazio di esperienza, racconto e connessione personale, capace di attivare leve di marketing emozionale e di promuovere la cultura del prezioso.
A moderare il confronto è stata Laura Biason, direttore del Club degli Orafi, che ha aperto il dibattito partendo dai risultati della ricerca sociologica sul settore già presentata a Milano lo scorso ottobre. Un’indagine che mette in luce l’evoluzione del retail e il suo impatto sull’intera filiera orafa. Nel suo intervento, Sara Giusti, Senior Economist del Research Department di Intesa Sanpaolo, ha illustrato i dati relativi al comparto del dettaglio, sottolineando quanto il retail incida in modo determinante sul settore nella sua interezza, anche nel confronto con gli altri Paesi europei. Il punto vendita rappresenta infatti un presidio fondamentale di competitività, relazione e valorizzazione del prodotto. Stefano Andreis, presidente di Federpreziosi Confcommercio, ha evidenziato il ruolo strategico del turismo come leva di sviluppo per il comparto, ricordando la presenza sul territorio nazionale di oltre 13.000 retailer: una rete capillare che costituisce un patrimonio unico, capace di intercettare nuovi flussi e nuove opportunità. In questo scenario, Sara Giusti ha posto l’attenzione sulla crescita dei clienti e dei turisti alto-spendenti, sempre più presenti sia nel contesto nazionale sia in quello internazionale. La sfida per il retail diventa quindi comprendere come attrarre questi flussi e trasformarli in valore concreto. Un aspetto che passa dalla capacità attrattiva del negozio e si collega direttamente alla propensione alla spesa del turista, sempre più orientata verso esperienze autentiche e distintive. Claudio De Nobili ha fatto emergere un concetto centrale: alla preziosità materiale del gioiello si affianca una preziosità immateriale, fatta di creatività, design e artigianalità. I dati parlano chiaro: per l’80% ciò che rende un gioiello davvero prezioso è l’unicità del design e il saper fare artigiano, mentre il brand incide solo per l’8,4%.
Da queste evidenze, come sottolineato da Andreis, emerge con forza la centralità della figura del gioielliere e della gioielleria, veri interpreti del valore del prodotto e mediatori culturali tra creazione e consumatore.
Secondo De Nobili, per attrarre il turista è fondamentale valorizzare la territorialità, intesa come il territorio stesso quale fonte di ispirazione del gioiello. Un legame profondo con la cultura locale, le tradizioni e il costume, come evidenziato anche dalla moderatrice Laura Biason, che rafforza l’identità del prodotto e ne amplifica il valore percepito.
Il confronto ha infine ribadito il ruolo centrale del negozio fisico, oggi più che mai chiamato a evolversi anche sul piano della comunicazione.
A conclusione del talk sono emersi con chiarezza tre elementi chiave destinati a guidare il futuro del retail orafo:
• il fattore umano, fondato su relazione, competenza e capacità di ascolto;
• l’esperienza in store, come momento immersivo capace di trasformare l’acquisto in un ricordo emozionale;
• la selezione consapevole dei gioielli, scelti per la loro capacità di trasmettere storia, artigianalità e identità.
In chiusura, il presidente Andreis, sottolineando la valenza degli elementi posti in risalto da Claudio De Nobili, ha rivolto un invito concreto alle imprese del settore: adottare all’interno della propria organizzazione aziendale il bilancio di sostenibilità, non solo come strumento di rendicontazione, ma come scelta culturale e strategica, capace di rafforzare la credibilità dell’impresa, il rapporto con il consumatore e la visione di lungo periodo.
