Roma, 29 Maggio 2026 – L’Associazione Africana dei Produttori di Diamanti (African Diamond Producers Association – ADPA) ha adottato una posizione comune volta a rafforzare la tutela e la riconoscibilità del diamante naturale nel mercato internazionale, introducendo nuove restrizioni relative alla classificazione e alla denominazione dei diamanti sintetici. La decisione è stata assunta nei giorni scorsi nel corso di un incontro tenutosi in Sierra Leone, alla presenza delle delegazioni governative dei principali Paesi africani produttori di diamanti, che complessivamente rappresentano circa il 70% della produzione mondiale di diamanti grezzi. Al centro dell’iniziativa vi è l’esigenza di preservare l’integrità commerciale, simbolica e gemmologica del diamante naturale in un contesto caratterizzato dalla crescente diffusione sul mercato delle pietre sintetiche. In particolare, l’ADPA ha affermato che il sistema internazionale di classificazione delle cosiddette “4C” – carat, cut, color e clarity – debba essere riservato esclusivamente ai diamanti naturali, così come l’utilizzo del carato quale unità di misura del peso. Secondo la posizione adottata dall’associazione, i diamanti sintetici dovrebbero invece essere commercializzati utilizzando esclusivamente il termine “synthetic”, escludendo pertanto definizioni alternative quali “lab-grown”, “cultivated” o espressioni analoghe frequentemente impiegate nelle strategie di marketing del settore. Parallelamente, l’ADPA propone che il peso delle pietre sintetiche venga indicato in grammi o chilogrammi e non in carati, proprio al fine di rafforzare, anche sotto il profilo terminologico e commerciale, la distinzione tra prodotti naturali e prodotti artificiali. La scelta dell’associazione africana si inserisce in un orientamento internazionale sempre più marcato volto ad evitare possibili ambiguità nei confronti dei consumatori e a garantire una comunicazione commerciale maggiormente trasparente nel settore gemmologico. In tale prospettiva, il diamante naturale viene considerato il risultato di un processo geologico unico e irripetibile, profondamente differente rispetto alla produzione industriale dei diamanti sintetici. La posizione dell’ADPA si colloca inoltre nel solco di altre iniziative adottate a livello internazionale. Nel 2024, la Francia ha infatti stabilito che le pietre create in laboratorio potessero essere commercializzate esclusivamente mediante l’utilizzo del termine “synthetic”, respingendo successivamente la proposta di consentire l’impiego dell’espressione “lab-grown diamonds”. Nello stesso contesto si inserisce anche la recente decisione del Gemological Institute of America (GIA), che ha modificato i criteri di classificazione dei diamanti sintetici nei propri certificati, abbandonando il tradizionale sistema delle 4C e adottando definizioni qualitative come “premium” e “standard”. Le iniziative promosse negli ultimi anni dai principali organismi istituzionali e gemmologici internazionali evidenziano dunque la crescente attenzione verso la necessità di una chiara distinzione normativa, commerciale e terminologica tra diamanti naturali e diamanti sintetici.
