TRA CERTIFICAZIONE, ETICA E STORYTELLING
Roma, 18 Gennaio 2026 – Il percorso che conduce dalla miniera al gioiello è molto più di una semplice trasformazione materiale: è un viaggio fatto di conoscenza, consapevolezza e responsabilità. Una conoscenza che nasce dalla formazione e dall’informazione, e che deve coinvolgere ogni anello della filiera. In questi primi giorni di fiera, il tema dello storytelling — o, più semplicemente, della narrazione — si è imposto come protagonista indiscusso dei numerosi talk che si sono susseguiti, diventando il filo conduttore capace di unire esperienze, competenze e visioni differenti. Oggi, al centro del palcoscenico il rubino con tutto il suo fascino. Un incontro particolarmente riuscito, organizzato dall’Istituto Gemmologico Italiano con il patrocinio di Federpreziosi Confcommercio, condotto da Loredana Prosperi, che ha saputo guidare il dialogo con competenza e coinvolgimento, testimoniando anche la sua personale passione per il colore rosso e per il fascino intramontabile di questa gemma. Dopo il racconto delle esperienze maturate in ambito estrattivo da parte di Giampaolo Maina, il confronto si è aperto ad una riflessione più ampia sul valore della tracciabilità, dell’etica e della cultura gemmologica come elementi fondamentali per dare significato — oltre che bellezza — al gioiello finale. Paolo Valentini ha rafforzato questo concetto nel corso del suo intervento, unendo competenza tecnica e vissuto personale. Attraverso aneddoti di vita, il suo racconto ha aggiunto profondità e autenticità al dialogo, offrendo un punto di vista umano e concreto. Alessia Crivelli, in veste di produttrice, ha invece portato la propria esperienza diretta sottolineando l’importanza delle relazioni fiduciarie con i fornitori, il valore della filiera e della rete di approvvigionamento, nonché il ruolo centrale delle attestazioni come strumenti di trasparenza e credibilità. É nell’intervento di Stefano Andreis che il tema della narrazione trova una sintesi particolarmente incisiva. Riprendendo quanto espresso dalla moderatrice, Andreis ha ricordato come il rubino non sia soltanto simbolo di vitalità e passione, ma una pietra che richiede competenza e consapevolezza nel momento in cui viene proposta al cliente finale. Saper raccontare le pietre di colore — ha sottolineato — significa poter contare su una professionalità avanzata. Il racconto deve necessariamente partire da un primo passaggio fondamentale: l’attestazione delle caratteristiche della pietra. È da qui che nasce la fiducia ed è da qui che prende forma una comunicazione chiara e condivisa. Il rubino è oggi una pietra che in gioielleria suscita curiosità, ma la vera chiave resta saper introdurlo correttamente. Andreis ha ribadito con forza l’importanza di una comunicazione univoca lungo tutta la filiera, capace di parlare la stessa lingua dalla miniera al banco vendita. In questo percorso emerge con evidenza il ruolo fondamentale del laboratorio gemmologico, chiamato ad attestare in modo autorevole le caratteristiche del rubino. Un ausilio imprescindibile per il trade, non solo dal punto di vista tecnico, ma come vero punto di partenza del racconto. L’attestazione diventa così il primo atto della narrazione, lo strumento attraverso cui costruire credibilità, trasparenza e fiducia. È da questo dialogo tra competenza scientifica e capacità comunicativa che nasce l’empatia con il mercato, trasformando la gemma non solo in un oggetto prezioso, ma in una storia autentica da condividere.





