IL FUTURO DELLA GIOIELLERIA PASSA DAI GIOVANI E OCCORRE “FARE SISTEMA”

Roma, 25 Maggio 2026 – Il Festival dell’Economia di Trento, che ieri ha chiuso la sua 21ª edizione, difficilmente poteva offrire a Federpreziosi una cornice migliore per affrontare uno dei temi più urgenti per il mondo delle imprese: il passaggio generazionale. Non solo perché il Festival rappresenta uno dei principali luoghi di confronto sulle trasformazioni economiche e sociali del Paese, ma soprattutto perché parlare di giovani oggi significa parlare del futuro delle imprese, dei territori e del Made in Italy. 
Con questo spirito Federpreziosi ha scelto di “fare sistema”. E non è soltanto un’espressione di circostanza. In un comparto dove costruire una visione comune tra realtà diverse non è mai scontato, il confronto organizzato alla Fondazione Caritro insieme a Federorafi Confindustria ha rappresentato un concreto esempio di collaborazione tra associazioni, imprese e territorio. 
La domanda al centro dell’incontro è stata tanto semplice quanto decisiva: il settore orafo-gioielliero è davvero pronto a costruire un ponte tra esperienza e nuove competenze? Un interrogativo che ha portato al centro del dibattito le difficoltà di un ricambio spesso complesso, rallentato da incomprensioni, timori e da un dialogo tra generazioni non sempre efficace. Eppure il messaggio emerso dagli interventi è apparso chiaro: il cambiamento non è più rinviabile. Esperienze imprenditoriali, iniziative territoriali, progetti formativi e testimonianze concrete hanno trasformato l’incontro in un’occasione autentica di confronto. Perché oggi guardare oltre il presente non è più soltanto una scelta strategica, ma una necessità. Il comparto orafo, nelle sue molteplici declinazioni, rappresenta infatti uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy: un universo fatto di artigianalità, cultura del bello, creatività e competenze costruite nel tempo. Un patrimonio che rischia però di disperdersi se non sarà capace di coinvolgere realmente le nuove generazioni. In questo scenario il rapporto tra scuola e impresa non può più essere considerato secondario. È il punto di partenza. Nessun mestiere sopravvive senza qualcuno disposto a impararlo e nessuna azienda può costruire il proprio futuro senza giovani pronti a raccoglierne competenze, sacrifici e visione. Avvicinare studenti e nuove generazioni al mondo orafo significa quindi non soltanto formare professionalità, ma trasmettere identità, cultura del lavoro e senso di appartenenza. Investire sui giovani significa molto più che garantire una successione familiare. Vuol dire custodire saperi artigianali, ma anche aprire le aziende all’innovazione, al digitale e a nuovi modelli di mercato. È qui che si gioca la vera sfida del settore: coniugare tradizione e modernità senza perdere il valore umano che rende unico questo comparto.
Nel corso dell’incontro il presidente di Federpreziosi Confcommercio Stefano Andreis, la presidente di Federorafi Confindustria Maria Cristina Squarcialupi, il presidente di Confindustria Toscana Sud, Giordana Giordini e il presidente di Assocoral e vice presidente Vicario di Federpreziosi Confcommercio, Vincenzo Aucella — imprenditori prima ancora che rappresentanti istituzionali e soprattutto protagonisti del cambio generazionale nelle proprie realtà imprenditoriali –   — hanno portato idee, esperienze e proposte concrete. 
Da tutti gli interventi è emersa una convinzione condivisa: ascoltare i giovani, valorizzarne creatività ed entusiasmo e coinvolgerli realmente nei processi aziendali rappresenta oggi la risposta più efficace al rischio di desertificazione commerciale e alla crescente carenza di personale qualificato che interessa l’intera filiera produttiva. Troppo spesso, infatti, quando una gioielleria o un laboratorio abbassano la serranda, quella chiusura diventa definitiva. E non sempre per effetto della crisi del mercato. A pesare è soprattutto l’assenza di un ricambio generazionale strutturato e la difficoltà di costruire continuità tra imprenditori esperti e nuove leve che, forse, per troppo tempo non sono state realmente coinvolte. Le analisi dell’Osservatorio Federpreziosi confermano, sulla base di 370 aziende coinvolte nell’indagine sul tema del cambio generazionale, un comparto attraversato da trasformazioni profonde ma ancora fragile sotto il profilo organizzativo. Molte imprese affrontano il passaggio generazionale senza una pianificazione strutturata e faticano ad aprirsi a competenze esterne. Allo stesso tempo, però, emerge un elemento incoraggiante: nelle aziende resta forte il valore delle relazioni umane e della collaborazione tra generazioni. È da qui che il settore può ripartire. Perché la vera sfida non sarà soltanto capire chi erediterà un’azienda, ma creare le condizioni affinché i giovani scelgano di entrarvi, riconoscendovi un’opportunità di crescita professionale e personale. Trasformare il passaggio generazionale in una concreta strategia di futuro significa oggi custodire e rinnovare un patrimonio di competenze, creatività e passione che rende unica la gioielleria italiana nel mondo.