Roma, 3 Settembre 2026 – Settembre è un mese particolare. Segna la piena ripresa dopo la pausa estiva, chiude il terzo trimestre e apre la strada agli ultimi mesi dell’anno. Può essere quindi il momento giusto non tanto per fare bilanci, quanto per guardare i segnali che abbiamo davanti. Gli ultimi dati Istat disponibili indicano a giugno una crescita delle vendite al dettaglio del 3,1% in valore e dell’1,9% in volume rispetto a un anno prima; per i beni non alimentari l’incremento raggiunge il 4% in valore e il 3,1% in volume. Segnali di tenuta, dunque, in attesa dei dati sul commercio al dettaglio di luglio che Istat diffonderà proprio domani.
Ma per il nostro settore i numeri raccontano soltanto una parte della storia. Il consumatore continua a comprare, ma cambia il come cerca, come confronta e come decide. E contemporaneamente le quotazioni dell’oro stanno incidendo su listini, assortimenti, fasce di prezzo e, inevitabilmente, sulla psicologia dell’acquisto. Una considerazione sembra emergere con sempre maggiore chiarezza: più cresce il prezzo, più deve crescere la capacità di raccontare il valore.
Ed è in questo scenario che domani apre Vicenzaoro.
Ne abbiamo parlato nei giorni scorsi e non avrebbe senso ripeterci.
Ma questa volta c’è un’immagine che merita attenzione. Vicenzaoro si presenta con un abito nuovo. Il nuovo Padiglione 2, con i suoi 23 mila metri quadrati, non è soltanto un ampliamento del quartiere fieristico. È un investimento che arriva in una fase complessa del mercato e può essere letto anche come un segnale forte di fiducia nel futuro del settore. Mentre discutiamo di incertezze, qualcuno investe, costruisce, amplia e guarda avanti. Non è poco!
Forse c’è anche una metafora utile per il dettaglio: rinnovarsi non significa rinunciare alla propria identità, ma creare spazio per ciò che sta arrivando.
E qualcosa sta già arrivando.
Per anni abbiamo discusso di negozio fisico ed e-commerce. Oggi tra il cliente e il prodotto sta entrando un nuovo interlocutore: l’intelligenza artificiale. Gli assistenti AI vengono già utilizzati per cercare informazioni, confrontare alternative, scegliere prodotti, marchi e punti vendita. Non significa che un algoritmo sostituirà il gioielliere. Significa qualcosa di molto più concreto: potrebbe contribuire a decidere da quale gioielliere far entrare il cliente. Pensiamo al turismo. Un visitatore straniero, prima ancora di arrivare in Italia, può già chiedere dove acquistare un gioiello autenticamente italiano, quale lavorazione caratterizzi un territorio, dove trovare un cammeo o una creazione artigianale. Può confrontare negozi, reputazione e recensioni e farlo direttamente nella propria lingua. La vendita può cominciare migliaia di chilometri prima della porta della gioielleria.
Ed è anche da questa considerazione che prenderà spunto il nostro Retail Talk di domenica 6 settembre alle 15.45 a Vicenzaoro, dedicato a “Turismo e settore orafo: il contributo delle gioiellerie italiane alla valorizzazione del Made in Italy”.
Partiremo dalla ricerca sul rapporto tra turismo internazionale e dettaglio orafo per provare ad andare oltre i numeri: non soltanto quanto spendano i turisti nel nostro Paese, ma quanto le gioiellerie riescano a intercettare quella presenza e trasformarla in un incontro con il Made in Italy. Ne parleremo con Stefano Andreis, presidente Federpreziosi Confcommercio Pierluigi Ascani di Format Research , Maurizio Forte, di ICE Agenzia, e con chi vive quotidianamente l’esperienza dell’impresa e del punto vendita: Gianluca Versace, Rossella Aquilino e Vincenzo Aucella. A moderare il confronto sarà Steven Tranquilli, direttore Federpreziosi Confcommercio. Prospettive differenti intorno a una domanda comune. Un gioiello acquistato da un visitatore straniero e portato oltreconfine è, in fondo, una piccola esportazione che nasce dentro una gioielleria italiana. Ma oggi quella vendita potrebbe essere iniziata molto prima. E allora dovremmo forse cominciare a domandarci non soltanto “come mi trova il cliente?”, ma anche “che cosa trova di me l’intelligenza artificiale quando quel cliente le chiede dove acquistare un gioiello in Italia?” Qui emerge un apparente paradosso. Più la tecnologia entra nel percorso che precede l’acquisto, più possono acquistare valore reputazione, competenza, autenticità, relazione e capacità di ascolto. L’AI può suggerire una porta. Poi qualcuno quella porta deve varcarla. E dall’altra parte deve trovare qualcosa che giustifichi la scelta.
Da domani Vicenza ci offrirà qualche giorno per osservare prodotti, mercati, tecnologie, idee e persone. Non cerchiamo soltanto ciò che potremo mettere nella prossima vetrina. Cerchiamo qualche indicazione in più su chi avremo davanti a quella vetrina. Settembre, ultimo mese del terzo trimestre, può essere il momento giusto per farlo.
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