IL GIOIELLO OLTRE L’OGGETTO: FEDERPREZIOSI GENOVA PORTA IL SAPER FARE ORAFO NEL LINGUAGGIO DEL DESIGN

Roma, 16 Giugno 2026 – Il gioiello non solo come oggetto da indossare, ma come storia da raccontare, esperienza da costruire e patrimonio culturale da rendere accessibile attraverso linguaggi contemporanei. Si è concluso al Dipartimento di Architettura e Design dell’Università di Genova il percorso di “Narrazioni Preziose”, progetto promosso da Federpreziosi Confcommercio Genova in collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Design, con il supporto di Confcommercio Genova, il patrocinio della Camera di Commercio e la collaborazione di Genova Gourmet. Giunta al secondo anno, la collaborazione tra Università e Federpreziosi Confcommercio Genova si conferma un’esperienza sempre più stimolante nell’analisi del mondo del gioiello contemporaneo. Dopo “Dialoghi Preziosi”, il workshop ha coinvolto 18 studenti dei corsi di Design e nove gioiellerie del territorio in una nuova sfida: non limitarsi a progettare un gioiello, ma interpretarlo, trasformandolo in racconto, emozione e linguaggio contemporaneo. Per cinque giorni, durante la Genova Design Week, studenti, designer, imprenditori e maestri orafi hanno lavorato insieme mettendo in dialogo creatività, esperienza e sensibilità differenti. Gli orafi hanno messo a disposizione le proprie creazioni, gli studenti la loro capacità di analisi e i docenti la loro esperienza. Ne è nata una preziosa chiave di lettura del gioiello fuori dall’ordinario, capace di raccontare percezioni ed emozioni, di trasmettere sensazioni profonde a chi lo indossa. Ai ragazzi non è stato chiesto semplicemente di descrivere un oggetto, ma di ascoltarlo, interpretarlo e restituirne il valore culturale, simbolico e umano. Il gioiello è diventato così il punto di partenza per immaginare eventi, installazioni, packaging e nuove forme di comunicazione. Ma soprattutto è diventato relazione, memoria, identità. I giovani lo hanno raccontato ciascuno con il proprio stile — chi con maggiore disinvoltura, chi con più timidezza — ma tutti riuscendo a offrire una visione autentica e personale dell’opera orafa. È stato come sfogliare finalmente un libro che da tempo ci eravamo ripromessi di leggere, ma che per pigrizia avevamo sempre rimandato. Da chi ha confessato “Io tutte queste cose non le avevo percepite”, fino a chi ha sottolineato “Che bello uscire dal proprio laboratorio ed esplorare strade nuove”, è emersa tutta l’energia e la positività racchiuse in un piccolo oggetto. A chiusura del percorso, i nove gruppi di lavoro hanno presentato i propri elaborati davanti a una giuria composta da professionisti, rappresentanti delle istituzioni e del settore orafo. Premiati “Emilia” per l’Interpretazione, “Luxora” per la Narrazione, “Alia” per l’Originalità e “Architettura libera” con la menzione speciale per la Fattibilità. “Con “Narrazioni Preziose” abbiamo compiuto un passo ulteriore rispetto allo scorso anno», ha dichiarato Agostino Gazzo, presidente di Federpreziosi Confcommercio Genova. “I ragazzi non si sono limitati a osservare un oggetto, ma hanno provato a renderlo accessibile attraverso linguaggi contemporanei. È la dimostrazione di quanto il gioiello possa essere ancora oggi uno straordinario veicolo di cultura, creatività e relazione”. Particolarmente significativo anche l’intervento del direttore di Federpreziosi, Steven Tranquilli, che ha evidenziato come iniziative di questo tipo rappresentino un passaggio fondamentale per il futuro del comparto orafo. “Il coinvolgimento dei giovani non è più un’opzione, ma una necessità inderogabile per il nostro settore”, ha sottolineato. “Progetti come “Narrazioni Preziose” permettono di creare un ponte concreto tra formazione e impresa, offrendo ai ragazzi la possibilità di confrontarsi con il valore autentico del saper fare artigiano e, al tempo stesso, aiutando le aziende a dialogare con nuove sensibilità, nuovi linguaggi e nuove visioni”. Tranquilli ha inoltre evidenziato come il gioiello contemporaneo abbia bisogno di essere raccontato non soltanto attraverso il prodotto, ma anche tramite le emozioni, le storie e le relazioni che porta con sé. “Quando i giovani riescono a leggere un gioiello in chiave culturale, simbolica ed emotiva — ha aggiunto — significa che il nostro patrimonio artigianale continua a essere vivo, attuale e capace di parlare alle nuove generazioni”. Un ringraziamento particolare è stato rivolto alle docenti Enrica Bistagnino e Chiara Olivastri, vero cuore pulsante del progetto, capaci di accompagnare studenti e imprese in un percorso di confronto, ascolto e crescita reciproca. Con sensibilità, metodo ed entusiasmo hanno saputo trasformare il workshop in un autentico laboratorio di idee, dando voce ai valori più profondi del gioiello contemporaneo. “Narrazioni Preziose” si conferma così un laboratorio di contaminazione tra università e impresa, tradizione e innovazione, artigianato e comunicazione. Al centro resta il gioiello: non solo prodotto finito, ma racconto da interpretare, esperienza da condividere e segno capace di parlare anche alle nuove generazioni. E negli occhi degli orafi, che hanno accompagnato il racconto di questi giovani futuri designer e architetti, si coglie la gioia, la luce e l’emozione di vedere le proprie opere osservate con uno sguardo nuovo.