Per il 2013 notizie positive per l’economia italiana sembrano arrivare dall’estero.
I dati Istat rivelano infatti che negli scorsi 12 mesi il valore dell’export italiano è cresciuto del 5% e a fronte della contrazione delle importazioni, il saldo commerciale della bilancia dei pagamenti si aggira tra gli 8 e i 10 miliardi di euro; per la prima volta dal 2002 vi un segno positivio.
In totale, nel 2012 le esportazioni di merci e servizi hanno generato un ricavo pari a 473 miliardi di euro, di cui oltre il 50% proveniente dai mercati europei e circa il 10% da quelli extra-Ue quali il Brasile, l’India, la Cina e la Russia; Paesi verso cui oggi è puntata l’attenzione.
Le parole del Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, sottolineano l’andamento positivo dei flussi commerciali diretti oltre confine: “Anche in un periodo di crisi la propensione internazionale del nostro sistema produttivo, misurata dalla quota di export sul Pil, è cresciuta in modo significativo, passando dal 22 al 30%. Le nostre quote di mercato tengono meglio rispetto a quelle dei competitors.”
Per sostenere questo risultato, l’Agenzia per l’internazionalizzazione delle imprese, l’ ICE ha messo a punto il Piano nazionale dell’Export 2013-2015. Nel prossimo triennio l’obiettivo è quello di superare i 620 miliardi di euro, attraverso una serie di azioni prioritarie, quali:
- aumento delle risorse per la promozione delle imprese italiane all’estero (fiere di settore, missioni e workshop);
- promozione di accordi di collaborazione tra gli operatori economici;
- potenziamento delle attività di formazione all’interno delle aziende esportatrici;
- diffusione della Grande distribuzione organizzata e del commercio elettronico;
- attrazione di investimenti diretti esteri;
- contrasto alla contraffazione e consolidamento della tutela dei marchi;
- rafforzamento degli strumenti finanziari a sostegno delle imprese esportatrici, con il supporto della Cassa Depositi e Prestiti, Simest e Sace.
Nel contesto attuale 150 miliardi aggiuntivi possono apparire una meta lontana, è doveroso allora ricordare che il Made in Italy gode ancora di una fortissima connotazione positiva a livello globale. L’Italian life style piace…….e vende. Lo dimostrano anche i numeri dell’export del settore orafo lombardo, partenopeo e siculo.
Le esportazioni del gioiello “Made in Lombardy”, che da solo genera circa un terzo del giro d’affari nazionale, sono aumentate del 26% negli scorsi dodici mesi, superando di oltre dieci punti il dato nazionale, 7,76%. Le strategie di internazionalizzazione risultano vincenti anche in Campania, dove l’export di gioielli e pietre preziose raggiunge quota 38%, per un valore di 9 milioni e 786 mila euro. In Trinacria altro dato positivo: le aziende orafe dell’isola sono infatti riuscite a triplicare il valore dei flussi commerciali verso l’estero, per un valore vicino ai 16 milioni, sorpassando la regione partenopea, storica leader del Sud Italia.
Il messaggio ancora una volta è chiaro: in tempo di crisi l’unica cosa da fare è…. non stare fermi, collaborare, guardare oltre confine e cogliere le opportunità che le nuove tecnologie offrono accorciando le distanze; Del resto il futuro è di chi innova, il futuro è di chi si globalizza mantendo una forte personalità. E noi con il made in ne abbiamo da vendere!
di Elisa Gava
