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IL MIO OROLOGIO NON E’ PRECISO!

considerazioni di Mario Didone

“Il mio orologio non è preciso!”. Ecco uno dei problemi quotidiani  con cui ci misuriamo da decenni. È uno dei più complessi da risolvere, davanti al quale serve tutta la pazienza e la competenza a nostra disposizione, unite a una spiccata capacità nel confortare il cliente con le giuste argomentazioni, che la padronanza della materia ci porta ad elencare.

La cosa più difficile da trasmettere è il concetto che un orologio meccanico, seppur dotato di un ottimo movimento, e di una robusta cassa che lo protegge dai più comuni elementi disturbatori della sua marcia, non è immune a fenomeni fisici che più o meno influiscono sulla precisione.

Nel caso in cui il meccanismo sia di alta orologeria, con un bel certificato COSC (Controllo Ufficiale Svizzero dei Cronometri) allegato, allora il nostro compito si fa ancor più arduo. Spesso a nulla vale la conoscenza e la competenza dei clienti i quali,  pur sapendo che una certificazione COSC ammette tolleranze che vanno da – 4 a + 6 secondi al giorno (evitiamo la descrizione sul metodo seguito per ottenere tale certificazione) chiedono con fermezza e insistenza di affidare l’orologio ai tecnici per sperare nel miracolo della precisione quasi assoluta.

Per inciso, va anche detto che alcune Case di primaria importanza indicano come buono, sui libretti d’istruzioni per gli orologi non certificati COSC, alla pagina “tolleranza di precisione”, uno scarto di – 1 + 11 secondi al giorno.

Molti appassionati particolarmente meticolosi arrivano in negozio con specifica e minuziosa documentazione al seguito, composta da test eseguiti da loro personalmente, con valori positivi e negativi registrati nell’arco ogni 24 aro nell’arco di giorni (a tale scopo molto utile si rivela la scheda del “Precisometro”, pubblicata ogni anno da L’OROLOGIO). Ma quando si cerca di far capire loro che le tolleranze registrate soddisfano appieno i parametri giusti per il loro orologio, con sguardo penetrante ti chiedono di fare ancora meglio.

C’è da dire che l’argomento “precisione” andrebbe affrontato in  modo esaustivo al momento della vendita, così da fugare ogni dubbio in seguito, ma a volte anche questo non basta. E allora, fatta questa doverosa introduzione al problema, intendo comuncare ai lettori (come se non fosse già stato fatto migliaia di volte su queste pagine ma, come l’esperienza insegna, repetita iuvant) che la precisione al 100% non esiste in un orologio meccanico, sia esso a carica manuale o automatico, cronografo o calendario perpetuo. L’orologio è esposto quotidianamente a una serie di fattori  determinanti per quel che concerne la precisione, quali ad esempio variazioni della temperatura esterna, fonti di umidità, campi elettromagnetici, lunghi tragitti in moto sulle disastrate strade cittadine, e poi le posizioni abituali che il polso di ognuno di noi assume in seno ad una giornata… Insomma, tutto un insieme di cose che fanno sì che uno stesso tipo di orologio meccanico indossato da me non offra le stesse performance di quello indossato da uno speleologo!

Credete, non è questione di materiali o componenti, che seppur abbiano raggiunto incredibili livelli qualitativi, con innumerevoli novità coperte da brevetti, non consentiranno mai l’assoluto “spaccare il secondo”, per la natura stessa dei fenomeni fisici che governano e influiscono sul funzionamento dell’orologio meccanico. Per l’alta precisione, la tecnologia ha inventato l’orologio al quarzo e, come per tutto al mondo, è questione di scelte.

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