Home » Notizie » Interviste » IL SETTORE DEI PREZIOSI· NON BRILLA:E CI SONO TANTI PERCHE’

IL SETTORE DEI PREZIOSI· NON BRILLA:E CI SONO TANTI PERCHE’

Roma, 21 Novembre 2011 – Alcuni segnali lasciavano presagire un’uscita dalla situazione di stallo che aveva caratterizzato il primo quadrimestre dell’anno· e qualche indicatore addirittura portava sperare in un’evoluzione in senso positivo. Ma l’elaborazione dei dati rilevati dai 258 questionari, ritenuti validi sulla base della loro completezza, sul totale di 283 trasmessi dagli operatori al dettaglio del settore oreficeria, argenteria, gioielleria, orologeria, associati a Federdettaglianti Orafi-Confcommercio relativamente all’andamento delle vendite nel secondo quadrimestre non lascia margini di interpretazione.

“Il calo di interesse” dichiara il presidente Giuseppe Aquilino “è generalizzato per tutte le tipologie di prodotto oggetto d’indagine e, se pur con differenti percentuali, il segno negativo è predominante, fatte salve alcune eccezioni in cui i livelli si sono mantenuti invariati, eccezioni che riguardano la gioielleria firmata e l’argento da indosso. Ovviamente, bisogna tener conto della molteplicità di fattori esterni ed interni al settore che hanno contribuito a contrarre l’operatività sia in termini assoluti che in percentuale”.

·Molte sono le variabili intervenute in un periodo tradizionalmente effervescente per i prodotti preziosi. Matrimoni, cresime e comunioni, hanno influenzato in passato le scelte del mercato, ma oggi il periodo si è chiuso a favore di altri comparti del commercio che forse utilizzano leve di marketing più convincenti o semplicemente – come rilevato dai commenti posti a margine del questionario da più addetti – attirano i consumatori con iniziative interessanti e stimolanti.

Secondo alcuni operatori, influenza negativamente le vendite anche· il sistema di tracciabilità dei pagamenti e così pure l’introduzione dello “spesometro”, entrato in vigore ·il 1° Luglio scorso: questo nuovo sistema di rilevamento dei redditi dei cittadini è una normativa così discussa nel comparto da far presagire la volontà di un’azione forte nei confronti delle Istituzioni.

Da non trascurare, poi, l’aumento esponenziale del prezzo dell’oro che ha raggiunto cifre record, incidendo in maniera determinante sul costo del prodotto finito.

L’indagine evidenzia in maniera rilevante anche l’esigenza di regolamentare in modo incisivo le attività dei cosiddetti “compro oro”, che oramai invadono le città creando – dicono molti operatori – non poche turbative di mercato.

“Queste indicazioni, peraltro già emerse nella precedente indagine e che vengono ora ribadite con chiarezza· nei questionari· esaminati dai nostri analisti,”· rileva il presidente Aquilino “si riferiscono proprio a quei temi che definirei ‘scottanti’· e che, insieme a tutte le Associazioni di settore, stiamo affrontando con forza e, finalmente, con voce unanime”.

In generale il 39% degli intervistati ha dichiarato che le vendite sono diminuite fra il 5 e il 10% rispetto al primo quadrimestre, mentre il 13% ha denunciato una flessione fra l’11 e il 20%. Un altro 14% ha indicato un’ulteriore flessione tra l’21 ed il 30%. Basti pensare che nel 1° quadrimestre il 14% dei questionari indicava stabilità nelle vendite mentre nell’ultimo rilevamento questa percentuale è scesa al 4%.

Gli oggetti di oreficeria a peso continuano a perdere altri punti percentuali. Solo per il 12% la domanda è considerata stabile ma il 44%· denuncia forti cali tra il 5 e il 30%.

Analoga situazione per l’oreficeria fine: oltre un terzo degli intervistati denuncia contrazioni· tra il 5 ed il 20% e addirittura il 38% (una percentuale superiore del 10% rispetto al 1° quadrimestre) indica un calo inferiore al 5%. Solo per il 10%, tuttavia, la domanda è invariata.· Poche unità – ed è proprio il caso di dire che una rondine non fa primavera – hanno visto salire le richieste e le vendite.

Continua la parabola discendente dell’oreficeria firmata. Se nel primo quadrimestre il 40% degli operatori coinvolti nell’indagine aveva dichiarato di aver lavorato agli stessi livelli dell’anno precedente, ora· si evidenzia decisamente un segno negativo: nel 34% dei casi le vendite sono diminuite tra l’11 ed il 20%.

Vendita stazionaria· di gioielleria no brand per il 28% dei dettaglianti, ma la cifra è fronteggiata dal 44% che ha lasciato per strada tra il 5 e il 20% del fatturato. Quanto alla gioielleria firmata, per il 42% (38% nel 1° quadrimestre) non vi sono state flessioni. Qualche sobbalzo solo per l’11%.

Continua la corsa verso il ribasso delle vendite di argenteria per la casa: solo per il 19% le vendite sono rimaste sui livelli del 2010. Riduzioni delle vendite fino al 10% per oltre il 45% degli interessati.· Stazionaria per il 32% la domanda di argento da indosso, mentre per il 20% si è registrato un aumento tra il 5% ed il 20% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. Un mercato sicuramente meno effervescente se paragonato al primo quadrimestre.

Per gli oggetti in acciaio si registrano poche variazioni rispetto al 1° quadrimestre di quest’anno. Paragonate al medesimo periodo del 2010, per il 38%· le vendite sono stazionarie mentre per il 22% sono diminuite meno del 5%.

Per quanto riguarda infine l’orologeria – che l’indagine prende in considerazione in maniera generica senza ripartizione per fasce di prodotto – si rileva una staticità delle vendite rispetto al periodo Maggio-Settembre 2010. Alcuni riscontrano piccole percentuali di aumento ma per il 21% è diminuita meno del 5%, mentre· per il 10% il calo va dal 5 al 10%.

Per quanto riguarda il profilo degli operatori che hanno partecipato all’indagine, l’88% ha negozi di tipo tradizionale, il 60% opera in zone centrali e il 40% in zone di prossimità o periferiche.

Secondo il sistema adottato per la precedente rilevazione, al fine di rendere il lavoro più dettagliato e minuzioso, non si ci è voluti soffermare su una generica richiesta circa l’andamento delle vendite rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, ma sono state previste suddivisioni in più classi di prodotto, al fine di ottenere dati attendibili su varie merceologie. I cluster di riferimento sono:

  1. Oreficeria a peso non firmata
  2. Oreficeria fine non firmata
  3. Oreficeria firmata
  4. Gioielleria non firmata
  5. Gioielleria firmata
  6. Argenteria per la casa
  7. Argento da indosso
  8. Oggettistica in· acciaio
  9. Orologeria

leggi anche

TORRE DEL GRECO – ASSOCORAL E ISTITUTO DEGNI “COVID-19: LA MEMORIA INCISA“

Roma, 25 Marzo 2020 – Un avvenimento epocale quello che stiamo vivendo, un avvenimento che …

Powered by Rodolfo Bartucca