IL TEMPO CHE FA IN ITALIA E NEL MONDO

Roma, 21 Marzo 2025 – Le esportazioni di orologi svizzeri hanno subito una battuta d’arresto a febbraio, registrando un calo dell’8,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Lo evidenzia la Federazione dell’Industria Orologiera Svizzera (Federation of the Swiss Watch Industry) nel suo consueto report mensile. Il settore orologiero elvetico rappresenta oltre il 50% del fatturato globale e destina all’estero più del 90% della propria produzione. I dati mensili sull’export costituiscono quindi un indicatore chiave per comprendere l’andamento del comparto. Nonostante una base di confronto favorevole, il trend negativo ha portato a una contrazione complessiva del 2,4% nei primi due mesi del 2024. Il calo è stato trainato in particolare dalla flessione delle vendite di orologi in acciaio (-8%), mentre i modelli in metalli preziosi hanno tenuto meglio, con una diminuzione più contenuta del 4,4%. Ancora più marcata la discesa per gli orologi bimetallici (-12%) e per quelli realizzati in altri metalli, che hanno subito un vero e proprio crollo del 24,5%. In totale, a febbraio sono stati esportati circa 102.000 orologi in meno rispetto all’anno precedente. Il calo più rilevante si è registrato nella categoria “Altri metalli”, con un tonfo vicino al 29%. Dal punto di vista del prezzo, solo gli orologi con un valore di esportazione inferiore ai 200 franchi svizzeri hanno mostrato un segno positivo (+2,7%). Tutte le altre fasce di prezzo hanno sofferto, in particolare quella compresa tra i 500 e i 3.000 franchi, che ha segnato un -15,4%. Anche il segmento di fascia alta, con modelli sopra i 3.000 franchi, ha registrato una contrazione del 7,3%. A livello geografico, il calo ha coinvolto quasi tutti i principali mercati, ad eccezione dell’Italia, in netta controtendenza. Gli Stati Uniti, primo mercato per l’export di orologi svizzeri, hanno registrato una flessione del 6,7%. Hong Kong ha proseguito nel suo trend discendente, perdendo il 12,5%, mentre la Cina ha segnato un preoccupante -25%, nonostante il confronto favorevole con il 2023. Più contenuta la contrazione nel Regno Unito, che ha limitato le perdite a un -1,9%.
In questo contesto, il mercato italiano ha mostrato una maggiore stabilità, con un incremento del 23% rispetto a gennaio 2025. Il comparto nazionale ha chiuso il 2024 con un fatturato complessivo di poco inferiore ai 2 miliardi di euro, in linea con l’anno precedente. A fornire un quadro dettagliato è Assorologi, l’associazione aderente a Confcommercio che rappresenta produttori e importatori del settore. L’analisi si basa sui dati NielsenIQ & GfK relativi alle vendite nei punti vendita fisici, oltre che sulla consueta indagine annuale sui comportamenti di acquisto degli italiani. Secondo lo studio Consumer 2024, gli italiani hanno acquistato circa 5,3 milioni di orologi, in lieve calo (-0,7%) rispetto all’anno precedente. Anche il valore complessivo è sceso dell’1,5%, attestandosi a 1,28 miliardi di euro. L’analisi Retail, focalizzata sulle vendite nelle orologerie senza distinzione di nazionalità degli acquirenti, conferma un mercato sostanzialmente stabile: 3,9 milioni di pezzi venduti, per un valore di 1,1 miliardi di euro, in calo del 2,2%. Nonostante un contesto economico e sociale incerto, il mercato italiano ha mostrato resilienza negli ultimi due anni. Tra le tendenze emergenti spicca una lieve ripresa del canale online, che dopo tre anni di calo ha raggiunto il 35,4% delle vendite in quantità e il 25,6% in valore. Tuttavia, questi numeri restano lontani dai picchi raggiunti durante la pandemia, quando si sfioravano il 40% in quantità e il 30% in valore. Parallelamente, il canale delle gioiellerie, pur restando il più rilevante, ha perso terreno: dal 47% al 43% delle vendite in quantità, e dal 64% al 56% in valore. L’analisi delle preferenze di acquisto evidenzia un cambiamento nelle priorità dei consumatori. Il design è diventato il principale criterio di scelta per il 34% degli acquirenti, superando il brand, che si ferma al 27%. Il prezzo resta un parametro stabile, indicato dal 25% degli intervistati. In sintesi, il settore dell’orologeria è in una fase di trasformazione. Mentre l’export svizzero mostra segnali di difficoltà in mercati strategici come Cina e Hong Kong, l’Italia si conferma più stabile. Il consumatore italiano si orienta sempre più verso l’estetica e meno verso la notorietà del marchio. Il canale online torna a crescere, pur senza raggiungere i livelli pandemici, e le gioiellerie, sebbene in calo, restano il punto di riferimento per l’acquisto di orologi tradizionali.