LE ATTIVITA’ DI “COMPRO ORO”: UN BUSINESS IN CHIARO SCURO OGGETTO DI UNA PROPOSTA DI LEGGE

11 aprile  –  27 mila punti di cambio con un giro di affari quantificabile fra i 7 e gli 8 miliardi di euro queste sono le cifre del fenomeno “Compro oro” dichiarate nel corso della conferenza stampa organizzata dall’On.Mattessini del Partito democratico, prima firmataria della proposta di legge n. 4281  recante “disposizioni concernenti la tracciabilità della compravendite di oro  e di oggetti preziosi e l’estensione delle disposizioni antiriciclaggio, nonché l’istituzione del borsino dell’oro usato e misure per la promozione del settore orafo nazionale” .

L’On. Mattessini nel corso del suo intervento ha sottolineato come il “compro oro” rappresenta una rilettura in chiave moderna di quello che un tempo erano, e a volte sono ancora oggi, i Monti di Pietà. In molte città, ha proseguito,  li abbiamo visti nascere dalla sera alla mattina, con rapidità e capillarità in risposta ad un settore, che evidentemente, complice la crisi, è sempre in espansione. L’allarme è arrivato a più riprese da enti locali, associazioni ma soprattutto dai cittadini. Oggi il Partito Democratico ha presentato una proposta di Legge per regolamentare questo settore e impedire, fra l’altro, che sia strumento per il riciclaggio di denaro.

Alla conferenza stampa erano presenti Don Luigi Ciotti e Walter Veltroni, «Abbiamo chiesto la calendarizzazione del provvedimento in commissione Attività produttive e speriamo che avvenga in tempi brevi e che la proposta sia approvata al più presto», ha spiegato Donella Mattesini. Una necessità segnalata anche da Walter Veltroni, Pd e membro della Commissione antimafia, che ha aggiunto: «C’e’ una cogenza effettiva e l’esigenza di fronteggiare uno degli aspetti del dilagare della mafia». Un rischio già tangibile, e anche Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele ha affermato: «Mi stupisco che questa legge che prevede misure attente e puntuali non sia stata gia’ approvata. E’ dimostrato che nel settore del ‘compro oro’, fra i circa 25 mila operatori ci sono quelli che ne fanno uno strumento di riciclaggio. E c’e’ anche un aspetto sociale: le code davanti a questi negozi e ai monti di pegno mostrano un diffuso impoverimento delle famiglie. Mi aspetto che il parlamento passi dalle parole ai fatti».

La proposta prevede una estensione della legge 7/2000, che disciplina proprio il mercato dell’oro, in modo da creare deterrenti al rischio di infiltrazione criminale. In particolare, nella proposta di legge, si dispone all’art.1 di istituire un apposito registro delle attività di compravendita di oro tenuto dalle Camere di commercio. All’art.2, invece, l’obbligatorietà della tracciabilità’ degli oggetti e metalli preziosi mentre si estendono ai ‘compro-oro’ le disposizioni in materia di riciclaggio. Viene, altresì, proposto l’obbligo per questi negozi di inviare, entro 24 ore dall’acquisto, alla questura competente per territorio ogni informazione sugli oggetti acquistati. Una particolare attenzione, negli articoli successivi anche al corretto smaltimento di materiali tossici e nocivi per la salute eventualmente ancora in possesso dei potenziali clienti e anche la riqualificazione dei negozi di “Compro – Oro” delle strutture e del personale che vi opera. Per quest’ultimo obiettivo si prevede anche la promozione di un fondo per la promozione del settore orafo che possa sostenerla. Infine, a tutela del consumatore e dei cittadini, la totale trasparenza e pubblicità delle attività connesse al settore orafo e in particolare a questo tipo di commercio.