NEL 2024: 39,2 MILIARDI DI EURO E 276MILA POSTI DI LAVORO A RISCHIO
Roma, 14 Maggio 2025 – Nel 2024 in Italia l’illegalità ha generato un costo di 39,2 miliardi di euro per le imprese del commercio e per i pubblici esercizi, mettendo a rischio 276mila posti di lavoro regolari, un dato in leggero aumento rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dall’indagine di Confcommercio sull’illegalità, presentata oggi in occasione della 12ª edizione della Giornata Nazionale “Legalità, ci piace!”. Inoltre, circa il 30% delle imprese del terziario di mercato percepisce un peggioramento dei livelli di sicurezza, confermando la necessità di interventi urgenti per proteggere l’economia legale.
Le sfide per il settore orafo e gioielliero
Anche nel settore orafo e gioielliero, l’illegalità rappresenta una minaccia significativa. Furti, rapine, contraffazione e commercio abusivo sono fenomeni che colpiscono duramente questo comparto, dove il valore delle merci è particolarmente elevato e la tutela della qualità e dell’autenticità dei prodotti è essenziale per proteggere il Made in Italy.
Durante l’incontro, è stata trasmessa un’intervista a Giuliano Gori, operatore romano del settore, che nei mesi scorsi ha subìto un furto con scasso nel suo negozio. Gori ha raccontato l’impatto devastante di questi crimini sulle attività, sottolineando come episodi di questo tipo non solo danneggino l’economia locale, ma minaccino anche la sicurezza personale dei lavoratori e dei clienti.
Le richieste di Confcommercio per una maggiore sicurezza
Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha sottolineato l’importanza di contrastare l’illegalità con determinazione. “I reati sono un costo irragionevole per la nostra economia e una zavorra alla sua potenzialità di crescita. Tuttavia, rispetto al passato, c’è una maggiore propensione a denunciare. Denunciare si può, si deve e conviene” ha affermato, ribadendo la parola d’ordine scelta per questa edizione della giornata della legalità.
Il presidente Sangalli ha anche distinto tra legalità e sicurezza, sottolineando che la prima rappresenta il rispetto delle regole condivise che garantiscono diritti, doveri e libertà, mentre la seconda è la condizione che consente a persone e imprese di operare senza timori. Ha poi aggiunto che per migliorare la sicurezza è necessario agire su due fronti.
A livello locale, contrastando i reati predatori, come furti e rapine e sostenendo le imprese nei loro investimenti in sicurezza, quali i sistemi di videosorveglianza.
A livello nazionale, rafforzando il controllo del territorio e intensificando la lotta contro l’abusivismo e la contraffazione, fenomeni che danneggiano gravemente anche il settore orafo, dove la protezione dei marchi e delle tecniche tradizionali è cruciale.
Il commento di Federpreziosi
Stefano Andreis, presidente di Federpreziosi, ha ribadito: “Per le nostre imprese la sicurezza non è solo una questione di tutela del patrimonio, ma anche di protezione del valore culturale e artigianale che i nostri prodotti rappresentano. La contraffazione e l’abusivismo, in particolare, minano la reputazione del settore e riducono le opportunità di crescita per le aziende oneste che investono nella qualità e nell’innovazione”.
L’importanza della cooperazione tra imprese e istituzioni
Anche Patrizia Di Dio, vicepresidente di Confcommercio con delega alla legalità e alla sicurezza, ha chiesto maggiore collaborazione tra istituzioni e associazioni di categoria. Tra le sue proposte, figurano maggiore presenza della polizia di prossimità nelle aree più critiche, coinvolgimento delle associazioni di categoria nei comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica, completamento della diffusione del numero unico di soccorso 112 a livello nazionale.
La sicurezza come patto sociale
Infine, il sottosegretario al Ministero dell’Interno, Nicola Molteni, ha definito la sicurezza come un “patto sociale” tra istituzioni, enti locali e associazioni, ribadendo che la parte principale deve essere garantita dallo Stato. Ha sottolineato, inoltre, come attualmente, oltre ai rischi tradizionali le imprese debbano confrontarsi anche con la crescente minaccia della cybersicurezza, aggiungendo un ulteriore livello di complessità alle sfide quotidiane delle aziende.
In conclusione: un appello all’unità e alla responsabilità
Stefano Andreis ha concluso ricordando che per il settore orafo e gioielliero la legalità è un prerequisito indispensabile per la crescita: “Solo unendo le forze e sostenendo chi opera nella legalità possiamo difendere il valore autentico delle nostre creazioni e proteggere il futuro di questo settore, simbolo del Made in Italy nel mondo”.



