ASSOROLOGI interviene sulla Direttiva RoHS – La Direttiva 2011/65/UE che detta la nuova disciplina in materia di divieto o restrizione di utilizzo di alcune sostanze pericolose all’interno di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RoHS)[1], deve essere attuata sul territorio comunitario a partire dal 2 gennaio 2013 e prevede l’obbligo di apporre la marcatura CE di conformità anche sugli orologi al quarzo.
In attesa che anche l’Italia dia attuazione alla Direttiva, sembra prevalere l’orientamento interpretativo secondo cui gli orologi non dovranno essere marcati direttamente: sarà sufficiente apporre la marcatura sulla confezione e sulla documentazione di accompagnamento (libretto di istruzioni e garanzia) a norma dell’art. 15 della Direttiva stessa.
In realtà, anche questa facoltà alternativa pone qualche problema. Infatti è prassi normale nell’orologeria che l’orologio venga importato e poi consegnato al rivenditore privo di confezione: è solo al momento della vendita al consumatore finale che il rivenditore inserisce nell’apposita confezione (cofanetto o altro) l’orologio munito di garanzia e istruzioni.
Gli operatori hanno dunque queste aree di incertezza che Assorologi, l’Associazione italiana produttori e distributori di orologeria di Confcommercio www.assorologi.it sta cercando di chiarire prima della entrata in vigore della normativa:
1. Avere anzitutto conferma che la marcatura CE non deve essere apposta necessariamente sul prodotto, ma bensì su istruzioni e confezione.
2. Sapere come comportarsi nell’ipotesi in cui l’azienda importi separatamente orologio e confezione: l’orologio può viaggiare senza marcatura diretta? La confezione vuota deve/può essere comunque marcata CE in previsione del fatto che sarà utilizzata per contenere un orologio soggetto a marcatura?
di Andrea Arnaldi
Segretario Assorologi
