MENO GIOIELLERIE, PIÙ SOLIDITÀ: IL NUOVO EQUILIBRIO DEL DETTAGLIO ORAFO ITALIANO

Roma, 28 Gennaio 2026 – Nel 2025 il settore orafo al dettaglio italiano si configura come un comparto che ha ormai superato la fase iniziale di ristrutturazione ed è entrato in una trasformazione strutturale matura, caratterizzata da un progressivo ridimensionamento numerico degli operatori accompagnato, tuttavia, da una crescente concentrazione del valore economico generato. I dati elaborati da Format Research per conto dell’Osservatorio Federpreziosi delineano un sistema che, pur attraversando da anni un processo di selezione competitivo, continua a dimostrare solidità, resilienza e capacità di adattamento in un contesto di mercato reso più complesso dall’instabilità macroeconomica e dall’aumento significativo delle materie prime. Alla fine del 2025 risultano attive in Italia 11.842 gioiellerie, in ulteriore diminuzione rispetto all’anno precedente. Tale dinamica non appare riconducibile a una contrazione della domanda di beni orafi, che si mantiene sostanzialmente stabile, quanto piuttosto a un percorso di razionalizzazione del tessuto imprenditoriale avviato da oltre un decennio. A incidere sul dato complessivo contribuisce anche la riqualificazione dei codici Ateco, entrata in vigore dal mese di aprile, che ha introdotto nuovi codici specifici – in particolare per le attività di compro oro – precedentemente ricomprese nel novero del commercio al dettaglio di articoli di gioielleria (codice Ateco 47.77.00). Tale aggiornamento statistico ha consentito una rappresentazione più aderente alla reale configurazione del settore, separando attività con modelli di business profondamente differenti. Dal 2013 a oggi il comparto ha registrato una perdita complessiva di oltre 5.400 imprese, con una flessione particolarmente marcata nelle regioni del Mezzogiorno, dove il processo di selezione è stato più intenso a causa di una minore patrimonializzazione e di una maggiore esposizione alle oscillazioni della domanda. Parallelamente, le imprese rimaste operative mostrano profili mediamente più strutturati, una maggiore attenzione alla qualità dell’offerta, alla specializzazione dei prodotti e alla valorizzazione del servizio al cliente, elementi che rappresentano oggi leve competitive fondamentali. Sul fronte occupazionale, nel 2025 gli addetti del settore sono stimati in circa 30.600 unità. Anche in questo ambito si registra una riduzione, sebbene meno accentuata rispetto alla contrazione del numero delle imprese. Tale andamento evidenzia una progressiva concentrazione del lavoro e una maggiore stabilità organizzativa delle aziende attive, che tendono a mantenere o rafforzare gli organici in funzione di modelli distributivi più complessi e di una crescente professionalizzazione delle competenze. 

Immagine: IA