METTERSI NELLA LUCE GIUSTA

di Luca Fiaccadori

La luce più adatta per ogni esigenza all’interno del punto vendita è quella ottenuta con una sorgente luminosa regolabile.
Illuminare “al meglio” ogni cosa nel nostro negozio è un compito particolarmente complesso.
L’esigenza primaria è quella di tutelare ed esaltare gli oggetti esposti, oltre che creare un ambiente gradevole e accogliente ai nostri clienti.
La prima è soddisfatta esponendo il meno possibile ai raggi UV, ai raggi infrarossi irradiati, quindi al calore e alla luce i nostri oggetti.
Non di seconda importanza, quella di accogliere i nostri clienti con un’illuminazione che renda il negozio accogliente e in cui la sosta si riveli gradevole.
Il negozio deve essere progettato per mettere in risalto gli oggetti esposti e per presentarli nel modo più naturale possibile; una necessità che richiede un’illuminazione efficace e di qualità elevata.
E’ necessario ridurre il potenziale di danneggiamento dei preziosi.
Ciò che noi vediamo è la «luce riflessa».
Ciò che rovina gli oggetti più sensibili è la «luce assorbita».
Il danneggiamento è causato da diversi fattori, quali per esempio l’energia contenuta nelle sorgenti luminose e la durata dell’esposizione alla luce.
I raggi ultravioletti e infrarossi possono causare danni notevoli, eppure la luce visibile è «conditio sine qua non» per vedere.
Le fonti luminose tradizionali, tra le quali la luce diurna, contengono raggi ultravioletti e/o infrarossi che i filtri protettivi non eliminano completamente.
La luce diurna è il parametro di confronto che ogni sorgente luminosa tende a eguagliare.
Per raggiungere questo, spesso, si causa un dispendio energetico supplementare e un’inutile produzione di calore all’interno del negozio.
Stesso concetto per l’illuminazione ambientale che veniva assicurata, nella maggior parte dei casi, tramite sorgenti luminose tradizionali e poste a plafone o incasso nei soffitti.
Queste rendono di difficile lettura gli oggetti che si mostrano ai clienti, creando ombre su di essi e rendono fastidiosa la sosta in quanto aggrediscono dall’alto e con tagli di luce netta le teste degli avventori.
Le nuove sorgenti luminose non emettono né raggi ultravioletti, né raggi infrarossi.
Lo spettro di questi nuovi sistemi (che non sono semplici “lampade”, ma “sistemi”) è calibrato esattamente sulle facoltà visive umane.
Il vantaggio è una notevole riduzione del potenziale di danneggiamento e del costo per la dissipazione termica.
In altre parole, un negozio calibrato che mette in risalto gli oggetti senza danneggiarli e rende il più gradevole possibile la sosta ai nostri clienti.
La sorgente luminosa con la resa cromatica (RA o CRI in lingua inglese) più elevata è, ovviamente, la luce diurna.
Le sorgenti luminose LED tradizionali con uno spettro di emissione incompleto (RGB) non emettono raggi ultravioletti né infrarossi, ma non sono in condizione di generare una luce veramente bianca.
L’RGB utilizza una combinazione di tre LED con uno spettro quasi monocromatico.
Lo spettro cromatico da esso derivante si caratterizza per la mancanza di molti colori, oltre all’emissione di colori impercettibili per l’occhio umano.
Il risultato sono esposizioni miseramente illuminate che appaiono piatte e inespressive.
Questi nuovi sistemi sono sorgenti luminose ad alta efficienza con LED a luce bianca di precisione e con temperature del colore modificabili secondo le specifiche esigenze.
Con essi è possibile combinare i vantaggi della tecnologia LED, priva di raggi ultravioletti e infrarossi, con un’emissione di luce «autentica», che garantisce una percezione fedele dei colori.
La luce emessa risulta «veritiera e reale» che non si basa sul principio RGB o sul concetto tradizionale dei LED bianchi, bensì su una sorgente luminosa che simula la qualità della luce diurna.
L’indice di resa cromatica di PAL (Ra) è sempre >90 sull’intero spettro dei colori da 2700K a 6500K.
La resa cromatica e la temperatura del colore rimangono costanti nell’intero ambito della regolazione dell’intensità luminosa (dimmerabilità da 1% a 100%) e per l’intera durata di vita degli apparecchi emissivi.
fiaccadori_luceQuesti sistemi garantiscono un ridotto consumo energetico grazie ad un’efficienza superiore (fino a 70 lm/W) e una durata di vita elevata (50.000 ore) ad un consumo energetico molto ridotto.
Anche l’illuminazione ambientale viene risolta con l’utilizzo di tali sistemi, i quali, grazie all’elettronica, tengono conto dell’illuminazione naturale che entra nel negozio.
In tal modo si ottiene sempre una luce calibrata, non aggressiva e attenta al risparmio energetico.
La luce ambientale riflessa su superfici chiare e prive di colori accesi risulta essere la migliore per accoglienza, specie ora che possiamo regolarne l’intensità e la cromaticità.
La luce gioca un ruolo decisivo nella valorizzazione e armonizzazione degli spazi.

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