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n. 132/2022 |APPUNTI DEL GIORNO|

L’oro è stabile questa mattina dopo il breve tuffo sotto i 1.700 dollari l’oncia registrato ieri. 11 metallo prezioso è quotato a 1.704,09 dollari pari a 54,66 euro al g.

A questo punto possiamo solo sperare – La Borsa di Milano affonda con la crisi politica che ha portato il premier Mario Draghi a salire al Quirinale. L’oro scende del 1,6% a 1700 dollari all’oncia, il platino scende di oltre il 3% sui listini telematici internazionali, con l’argento in ribasso dell’1,8%. L’euro appare nervoso con i listini in tensione per i timori sempre più vivi di una recessione globale. Le persistenti tensioni geopolitiche e le forti preoccupazioni per gli effetti che avranno sulla crescita dell’eurozona, i timori di recessione globale e l’avversione al rischio nei mercati globali stanno tenendo sotto pressione le Borse e, alimentando la forza del dollaro, spingendo alla parità il cambio con la moneta unica. Intanto, in Italia è parere comune degli analisti, e non solo, “non è tempo di crisi” con il PNRR da portare a buon fine. “Una recessione nell’eurozona porterebbe la BCE ad annullare i suoi piani di normalizzazione”. Con l’inflazione che continua a correre e lo spettro della recessione alimentato dallo stop delle forniture di gas russe, la fine dell’esecutivo Draghi potrebbe aprire la porta a un’estate caldissima, non solo per motivi climatici. Mario Draghi lo aveva già detto a fine maggio che le condizioni per andare avanti con l’attuale esecutivo stavano venendo meno. C’era sul tavolo il nodo del DI Concorrenza. Anche allora la pazienza di Draghi sembrava al capolinea ma aveva in qualche modo funzionato il richiamo alla responsabilità di fronte al rischio di perdere i 200 miliardi del PNRR oltre alla credibilità in Europa. Ma per chiudere la questione era bastata una convocazione del Consiglio dei Ministri. Pochi minuti per poi andare avanti. Cosa rischia ora l’Italia se si consuma davvero la crisi di governo? Messo in sicurezza il decreto Aiuti in attesa di pubblicazione in Gazzetta, in primis la mancata proroga oltre il 2 agosto del taglio delle accise della benzina nonché il terzo trimestre degli sconti in bolletta alle famiglie più disagiate. Soltanto un paio di giorni fa, dopo l’incontro con i sindacati, Draghi aveva promesso il varo entro fine mese di un nuovo importante provvedimento a sostegno di famiglie e imprese. Tra le ipotesi in campo ci sono – speriamo di non dover usare il passato – anche il taglio dell’Iva su alcuni beni di largo consumo e l’introduzione di un salario minimo agganciato ai contratti nazionali di categoria. In buona sostanza i nodi sono due e sono strettamente legati: il primo è quello dei fondi e l’altro è quello delle riforme che potrebbero rimanere ferme in Parlamento mettendo a rischio le risorse del prossimo semestre. Due motivi per mettere in allarme anche la Commissione UE. A fine giugno il Governo aveva inviato una lettera ufficiale alla Commissione per annunciare di aver raggiunto nel semestre appena concluso tutti i 45 obiettivi del PNRR. Quindi, dopo una risposta informale positiva, la seconda tranche di fondi da 24,1 miliardi non è di fatto in discussione. La preoccupazione è però per il prossimo semestre. Perché gli obiettivi da raggiungere tra luglio e dicembre non sono riforme o procedimenti legislativi. Si tratta di mettere in atto i progetti, i cantieri, le opere: la parte più difficile della missione del NextGenerationEU. Una buona dose di lavoro è sotto la responsabilità degli enti locali: per lo più Comuni e Regioni. Un bell’affare sul quale il Governo dovrà — anche in questo caso ci auguriamo di non dover utilizzare il passato – fare un attento monitoraggio. Certo molto dipenderà dalla durata dell’impasse, ma se si dovesse andare al voto – Costituzione alla mano -le urne non potrebbero essere aperte prima della fine di settembre. I giornali di stamane parlano già del 2 ottobre. E un nuovo governo difficilmente vedrebbe la luce prima dell’autunno inoltrato. Con il Paese che nel frattempo rimarrebbe fermo e in balia della crisi internazionale. Difficile, se non impossibile, affrontare con serenità la tabella di marcia imposta dal PNRR durante una campagna elettorale che si preannuncia non certo quieta.

Christie’s e la sua “brillante estate” on line – Appuntamento on line, dall’8 al 18 agosto con il “Summer Sparkle” di Christie’s, dedicato ai gioielli, che nel 2021 ha totalizzato 5,1 milioni di dollari. Quest’anno all’evento seguirà dal 30 agosto al 13 settembre a Ginevra l’asta di un’importante collezione privata di gemme.

n. 132/2022 |APPUNTI DEL GIORNO| Venerdì 15 Luglio 2022 — S. Bonaventura

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