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n. 147/2022 |APPUNTI DEL GIORNO|

Scenario internazionale – Mentre il mondo iniziava a piangere la scomparsa dell’ultima regina, che con la forza della sua immagine di donna e con il suo british aplomb ha accompagnato la terra di Albione a cavallo di due secoli, si era appena consumato un pomeriggio frenetico per le Borse europee, che hanno più volte cambiato direzione dopo l’aumento record dei tassi di interesse (0,75%) da parte della BCE che ha inoltre rivisto “significativamente al rialzo” le stime sull’inflazione ora attesa alli 8,1% nel 2022, 5,5% nel 2023 e 2,3% nel 2024. I listini apparsi, inizialmente preoccupati dallo scenario di stagflazione evocato dalla presidente Christine Lagarde, hanno poi recuperato quota. Sostanzialmente stabile il metallo giallo con un picco a 1726,84 per poi stabilizzarsi a 1720 dollari l’oncia. Il nostro sguardo di operatori è in ogni caso inevitabilmente puntato sull’apertura di Vicenzaoro che oggi apre i battenti con la cerimonia inaugurale che avrà luogo a partire dalle ore 11.30. Un primo momento di confronto sull’andamento e sulle prospettive a breve termine del settore. Sono oltre mille gli espositori presenti sino al 13 settembre prossimo al salone internazionale dell’oreficeria e gioielleria di Italian Exhibition Group (IEG) nel quartiere fieristico di Vicenza assieme a VO Vintage (9-11 settembre). Nutrito il calendario degli appuntamenti informativi e formativi. Tra gli speaker saranno presenti figure chiave del settore, voci autorevoli di imprenditori, istituzioni, thought leaders e key influencers globali della gioielleria. Appuntamenti di Federpreziosi: lunedi 12 settembre a partire dalle 11.30 sul Main Stage Hall 7.

Oggi ultimi tre incontri Confcommercio/Politica – “Confcommercio sta incontrando i leader politici, ascolta le loro proposte e presenta le richieste delle imprese del terziario di mercato, imprese determinanti per l’economia italiana che da tre anni si confrontano con crisi globali gravissime. Queste imprese chiedono risposte immediate all’emergenza energia in raccordo con l’Europa, stabilendo in primis un tetto al prezzo del gas, una migliore spesa pubblica e un riordino del sistema fiscale, politiche a sostegno dell’innovazione, del lavoro e della transizione energetica e chiedono di concentrare le risorse su queste priorità per superare le emergenze che minacciano la ripresa economica e la stabilità del nostro Paese”. Così il Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli all’avvio della due giorni di incontri della Confederazione con i leader delle principali forze politiche. Oggi, alle ore 10.00 Matteo Salvini, segretario federale della Lega, alle ore 14.00 Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia e alle ore 16.00 Emma Bonino di +Europa. Le ragioni delle imprese, la responsabilità della politica. Le proposte del terziario per la prossima legislatura – Sintesi papei

Energia: maggiori aiuti anche ai “piccoli” – Il Consiglio dei ministri ha approvato la relazione al Parlamento che aggiorna gli obiettivi programmatici di finanza pubblica sulla base di maggiori entrate pari a 6,2 miliardi di euro. Il Governo presenterà la relazione alle Camere per l’autorizzazione necessaria affinché l’esecutivo possa utilizzare le risorse previste. Le maggiori entrate rappresenteranno la componente principale del nuovo DI aiuti che il Governo approverà, dopo il passaggio parlamentare, con l’obiettivo di contrastare gli effetti del caro energia su famiglie e imprese. La misura non dovrebbe riguardare più soltanto le aziende cosiddette “energivore”, quelle che cioè impiegano grandi quantità di energia nei loro processi produttivi, e le imprese con consumi superiori ai 16,5 chilowattora. Il credito di imposta dovrebbe essere allargato anche ai piccoli esercizi commerciali. Tutti quei negozi che hanno contratti a partire dai 4,5 chilowattora di potenza. Attualmente lo sconto fiscale è del 25 per cento per gli “energivori” e del 15 per cento per le imprese con consumi superiori a 16,5 chilowattora. L’intenzione sarebbe quella di stabilire un’aliquota comune per tutti ad un livello più alto del 25 per cento. La misura resterà in vigore per gli ultimi tre mesi dell’anno: ottobre, novembre e dicembre.

Pagherò – Oggi quasi un italiano su due vive a rate. Gli indebitati tricolore sono 22,5 milioni: in aumento di circa 1,6 milioni sul 2021. E pagano una tassa media di 305 euro al mese. Un tempo solo auto, cellulari e grandi elettrodomestici erano oggetto di questa pratica: adesso i pagamenti dilazionati si usano anche per acquistare soggiorni in hotel, pacchetti vacanza, vestiti, libri di scuola. Ma con le bollette alle stelle e i nuovi piani di rateizzazione per l’energia a cui sta lavorando il Governo, il debito domestico rischia di andare fuori controllo. L’aggiornamento della Mappa del credito di Mister Credit, l’area dell’agenzia Crif-Real Estate Services che si occupa dei consumatori, evidenzia che il 46% degli italiani ha un finanziamento in corso (+7,6% sul 2021). Il tasso di default è stabile all’1,1%, sui livelli più bassi degli ultimi quattro anni. In calo l’importo della rata mensile. L’incidenza dei mutui, in costante calo, oggi rappresenta circa il 20% del totale dei finanziamenti attivi, mentre sono i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi a risultare la forma di finanziamento più diffusa, rileva Crif, con una quota superiore al 50% del totale. Nel complesso, la regione con la quota più elevata di popolazione con almeno un rapporto di credito attivo è la Valle d’Aosta, dove l’asticella arriva al 56%. Seguono Toscana (51,2%) e Lazio (50,4%). All’estremo opposto del ranking si colloca il Trentino-Alto Adige, dove solo il 26,4% della popolazione risulta avere almeno un prestito in corso. Pochi i finanziamenti in Basilicata (36,8%) e Campania (39,8%). Fonte Il Messaggero.

n. 147/2022 |APPUNTI DEL GIORNO| Venerdì 9 Settembre 2022 — S. Sergio

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