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n. 149/2022 |APPUNTI DEL GIORNO|

E’ ancora in calo questa mattina il prezzo dell’oro, in vista della riunione della Fed di questa settimana, da cui è atteso un maxi rialzo dei tassi di interesse statunitensi. Il metallo con consegna immediata perde lo 0,75% portandosi a 1.661,51 dollari l’oncia. pari a 53,55 euro al g. Dall’inizio dell’anno le quotazioni sono scese dello 0,8%.

Scenari economici – Mentre piangiamo i morti di una ennesima tragedia che forse si poteva evitare con la dovuta cura del territorio e il mondo si prepara a celebrare, ultima tappa di un percorso durato dodici giorni, le esequie solenni della Regina Elisabetta II, tra una settimana ci ritroveremo a commentare i risultati che usciranno dalle urne. Inevitabile. Dovrà essere l’ora dell’azione, non più dei progetti e degli impegni lontani dal fare. Raramente, come adesso, il fattore tempo e la ricerca di certezze sono cruciali per l’economia e la società, mentre si profila l’arrivo di un inverno che tutti i principali osservatori pronosticano tra i più difficili. Tutti noi richiediamo una pronta risposta immediata e decisa, che affronti con senso di responsabilità la complessa, o forse possiamo definirla aggrovigliata, situazione politico-istituzionale. Abbiamo davanti a noi un Governo che non è più, ma che potrebbe fare leva sui poteri propri di uno stato di eccezione, e un Governo che non è ancora: situazione, quest’ultima, che richiederà un’accelerazione straordinaria delle procedure per la sua formazione o, comunque, un esteso concorso dei partiti perché, nelle difficoltà, si agisca con determinazione soprattutto con senso di responsabilità. Le misure di contrasto contenute nell’ultimo dei tre Decreti Aiuti, approvato venerdì scorso all’unanimità dal Consiglio dei ministri, che prevedono il 70% dello sforzo finanziario per il rinnovo degli sconti fiscali sull’acquisto di gas ed energia elettrica da parte delle imprese, sono necessarie e utili, ma per il loro stesso carattere risultano finalizzate a tamponare la gravità della situazione, davvero non sufficienti. Tutto deve essere parametrato alle famiglie e alle imprese in forte sofferenza. Il decreto in questione riserva un nuovo credito di imposta del 30%, che va a sostenere le piccole attività economiche: si tratta soprattutto di bar, ristoranti ed esercizi commerciali. Entrambi i meccanismi coprono i mesi di ottobre e novembre. Misure utili, ma da potenziare nei contenuti del Decreto Aiuti Ter con misure riferite ai consumi per il prossimo bimestre ottobre-novembre. Secondo Confcommercio occorrono interventi per il rafforzamento, in particolare del credito d’imposta per i non energivori già operante per il trimestre luglio-settembre, oltre che per una copertura anche per il prossimo mese di dicembre. Andrebbe poi previsto un maggior ristoro per bollette con incrementi dei costi dei consumi elettrici per kWh superiori al 100%. Intanto, a mero titolo di cronaca, l’Agenzia delle Entrate certifica che in due anni di pandemia sono stati erogati quasi 25 miliardi di euro di ristori a fondo perduto. La quota più consistente è andata alla Regione più colpita, la Lombardia.

A proposito di inflazione – Il quadro internazionale resta caratterizzato da elevati livelli di inflazione e di incertezza legati alla crisi geopolitica e al conseguente aumento dei prezzi dei prodotti energetici. In Italia nel secondo trimestre il Pil ha segnato un deciso incremento, superiore a quello dell’area euro, sostenuto dalla domanda interna al netto delle scorte. La domanda estera netta ha fornito un contributo negativo e la bilancia commerciale è peggiorata ulteriormente. I dati definitivi dell’Istat confermano che, ad agosto, l’inflazione in Italia ha raggiunto un tasso record dalla fine del 1985. L’indice nazionale dei prezzi al consumo NIC, al lordo dei tabacchi, registra un aumento dell’8,4% su base annua (dal 7,9% del mese precedente) e un incremento dello 0,8% su base mensile. I prezzi del cosiddetto «carrello della spesa» segnano un balzo ancora maggiore (9,6%), un aumento che non si osservava da giugno 1984.

Caro diamante… – Il 2021 è stato un anno di nuovi record per l’industria dei diamanti, con un incremento della domanda e una crescita dei ricavi, mentre, di contro, l’offerta è rimasta limitata. Stando ai dati di Grand View diffusi da Bloomberg, nel 2019 il valore del mercato globale dei gioielli con diamanti sfiorava i 90 miliardi di dollari (circa 90,5 miliardi di euro). La sola produzione di diamanti grezzi si è aggirata sui 14 miliardi di dollari. A fotografare in modo chiaro il boom del 2021 è l’undicesimo Global Diamond Report di Bain&Company in collaborazione con Antwerp World Diamond Centre (AWDC), dal quale emerge che lo scorso anno l’industria ha recuperato i livelli pre-pandemici. Il rimbalzo ha riguardato tutte le aree di settore: l’estrazione è cresciuta del 62%, il taglio e la lucidatura del 55% e la vendita al dettaglio di gioielli con diamanti del 29%. Aumentati anche i prezzi delle pietre preziose: nel complesso, nel 2021 i prezzi dei diamanti grezzi sono cresciuti del 21 per cento. Quelli dei diamanti tagliati — scesi del 3% e del 5% rispettivamente nel 2019 e nel 2020 — sono incrementati del 9% su base annua. “I forti aumenti — ha spiegato a Pambianconews, Raffaele Maino, presidente dell’Istituto Gemmologico Italiano e commerciante di diamanti — hanno caratterizzato la fine del 2021 e l’inizio del 2022. Il post-Covid è stato un momento favorevole, spinto dalla domanda dei grandi gruppi e del settore artigiano. Ad essere rivisti al rialzo sono stati soprattutto i prezzi della merce per fabbricanti, dunque i diamanti di piccole dimensioni. Il mercato ha recepito e assorbito questi cambiamenti. Negli ultimi mesi ad incidere sul costo dei diamanti e delle pietre preziose è stato anche il rafforzamento del dollaro. Oltre alle dinamiche della domanda e dell’offerta, gli aumenti rispondono, ovviamente, alle maggiorazioni del materiale grezzo”.

n. 149/2022 |APPUNTI DEL GIORNO| Lunedì 19 Settembre 2022 — S. Gennaro

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