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n. 150/2022 |APPUNTI DEL GIORNO|

Oro, stamane, sui mercati delle materie prime, sostanzialmente al pari delle quotazioni di ieri: il metallo prezioso è scambiato a 1.673,145 dollari l’oncia, pari a 53,67 euro al g.

Mentre l’arcivescovo di Napoli, monsignor Domenico Battaglia, annunciava ieri mattina ai fedeli riuniti nel Duomo di Napoli che il sangue del Santo Patrono San Gennaro si era sciolto – infiammando gli animi non solo degli amici napoletani e alimentando la fiaccola della speranza nelle forti difficoltà del quotidiano rincorrersi di aumenti, inflazione e chi più ne ha ne metta – nella provincia di Pesaro-Urbino e Ancona si contavano i danni della piena del Nisa. Oltre tre miliardi di euro di danni, molti paesi in ginocchio che non sanno quando potranno ripartire, grandi aziende e piccoli negozi con le spalle al muro. Ecco cosa resta, oltre al dolore per le vittime, del nubifragio e dell’alluvione di giovedì. La nostra solidarietà va a tutti.

La moda è sempre di moda – Difficile ricordare una vigilia di settimana della moda donna più effervescente di questa. Complice forse il clima ancora estivo, a un giorno dall’inizio ufficiale dell’autunno, dopo le fashion week di New York e Londra Milano torna a essere capitale mondiale del prét-à-porter e dei settori in stretta sinergia, tra cui quello del gioiello. Secondo alcune Cassandre, la rivoluzione digitale avrebbe travolto, anzi ucciso, l’industria della moda come la conoscevamo all’inizio del nuovo secolo. Lo streaming avrebbe reso inutili le passerelle fisiche, gli showroom e persino le fiere (il Covid e lo smart working non c’entravano); l’e-commerce avrebbe drasticamente ridotto i negozi fisici, piccoli e grandi; i social network avrebbero reso inutile ogni altra modalità di marketing e comunicazione e gli eventi in presenza. Le previsioni non si sono avverate e si potrebbe addirittura dire che la rivoluzione digitale ha salvato l’industria della moda e ha favorito cambiamenti che l’hanno rafforzata e proiettata nel futuro. La settimana della moda che si apre oggi (210 appuntamenti in sei giorni) conferma questo ritrovato equilibrio tra mondo fisico, piacere degli eventi in presenza e digitalizzazione e contributi che arrivano dalla tecnologia, in termini di strumenti e di contenuti (da Il ritrovato equilibrio tra fisico e digitale di Giulia Crivelli – Speciale Moda Il Sole 24 Ore -20 settembre 2022)

Confortante l’indagine Intesa Sanpaolo per il Club degli Orafi – Presentata a VicenzaOro, la seconda edizione dell’inchiesta congiunturale realizzata presso i propri soci dal Club degli Orafi in collaborazione con la Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. Le statistiche e le rilevazioni attestano che dopo aver già ampiamente recuperato nel 2021 gli effetti della crisi da Covid-19 in termini di fatturato, il settore dell’oreficeria conferma risultati molto positivi anche nel 2022: nel primo semestre dell’anno ha mostrato una crescita sia in termini di fatturato (+32%), sia di produzione (+23%) migliore del sistema moda e della media del manifatturiero italiano. Nonostante l’evoluzione del contesto competitivo, condizionato dal protrarsi del conflitto e l’aumentata incertezza, la visione degli operatori per il 2022 rimane positiva con oltre la metà del campione coinvolta nell’inchiesta che ipotizza una crescita del fatturato; rispetto alle precedenti edizioni si è rilevata una fisiologica revisione al ribasso delle attese che risulta però concentrata solo tra le imprese più piccole sottolinea Giorgio Villa, Presidente del Club degli Orafi Italia: “I dati 2021 confermano quanto abbiamo percepito come imprenditori: quello orafo è un comparto che ha saputo reagire bene alle difficoltà, continuando a investire, innovare e puntando fortemente sul capitale umano. Questo ha consentito alle aziende italiane di arrivare strutturate ad affrontare questa nuova crisi. Sicuramente le incertezze e le criticità, legate principalmente ai costi e alla disponibilità delle materie prime, generano preoccupazioni, ma, come emerge dalla lettura dell’indagine qualitativa, permane nel settore un cauto ottimismo. Il momento è difficile per tutti ma c’è alla base un tessuto imprenditoriale sano e solido con prospettivi reali e un sentimento positivo”. Stefania Trenti, Responsabile Industry Research, Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, evidenzia: “Il settore orafo italiano ha evidenziato nel 2021 una straordinaria capacità di reazione: dopo il crollo del mercato subito nel 2020, il settore ha conosciuto un boom di vendite che ha portato, unico tra i comparti del Sistema Moda, a recuperare interamente quanto perso durante la pandemia, raggiungendo livelli record delle esportazioni. Tali risultati sono il frutto dell’ottima competitività degli operatori italiani e degli investimenti fatti negli scorsi anni per valorizzare l’elevato livello di know-how e di creatività che da sempre caratterizza il settore in Italia. Il conflitto in corso crea nuove incertezze nello scenario: al di là del peso sul nostro export di Russia e Ucraina, peraltro limitato a 36 milioni di euro (lo 0,5% dell’export del settore, di cui 25 milioni di Russia), sicuramente le imprese dovranno fare i conti con un incremento del prezzo dei preziosi, tradizionale bene rifugio, e con consumatori più prudenti, in particolare sui mercati europei. Le opportunità su altri mercati, in primis Stati Uniti e Cina, sembrano, al momento, meno compromesse, seppure in un quadro che resterà incerto”.

n. 150/2022 |APPUNTI DEL GIORNO| Martedì 20 Settembre 2022 — S. Candida

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