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n. 88/2022 |APPUNTI DEL GIORNO|

A breve il Decreto Ucraina bis – Dal taglio delle accise sul carburante all’estensione dei termini per la rateizzazione delle bollette. Sono alcune delle misure a favore di famiglie e imprese contenute nel Decreto Ucraina bis approvato dal Senato. Il provvedimento deve essere convertito in legge entro il 20 maggio e passa ora all’esame della Camera.

Rivoluzione nel mondo delle lancette – Come più volte evidenziato in questi “Appunti”, la nostra attività ci porta a leggere più quotidiani e ieri nello sfogliare Il Messaggero ci siamo soffermati su un articolo di Paolo Gobbi, giornalista esperto del mondo dell’orologeria, dal titolo “Passano le ore, gli orologi no” di cui riportiamo alcuni passaggi rimandando alla lettura del ‘pezzo’ nella sua versione completa. “Anche i meno addetti ai lavori si saranno accorti che è in corso una rivoluzione nel mondo delle lancette: prezzi schizzati alle stelle, modelli iconici introvabili, negozi senza più merce da vendere. Come si è visto anche all’ultimo Salone di Ginevra, sta cambiando la maniera di pensare e commercializzare gli orologi. Si tratta di una questione di immagine oltre che economica: l’alta orologeria assieme alla gioielleria (con un fatturato mondiale annuo di circa 330 miliardi di dollari), rappresenta un settore di innegabile vitalità. Sia i segnatempo che i preziosi sono però a un punto di svolta, non tanto per le prospettive di sviluppo, dal momento che si prevede una crescita media del 3-4% entro il 2025, con una forte spinta in Asia, quanto piuttosto a causa di un nuovo comportamento di acquisto.” “La cosa più sorprendente è che qualche anno fa chi acquistava un orologio cercava prima di tutto un design di suo gusto, poi guardava ai movimenti e alle loro complicazioni” spiega Alexander Thiel, partner di McKinsey a Zurigo e coautore dello studio McKinsey ‘State of Fashion: Watches and Jewellery’, il nome del marchio arrivava solo dopo. Oggi tutto è cambiato: i consumatori cercano innanzitutto un marchio con cui identificarsi, da mostrare in pubblico come parte della loro personalità. Questo è anche uno dei motivi per cui la durata nel tempo di un orologio e quindi la sostenibilità ecologica è così importante. Un singolo orologio può benissimo essere sostenibile, ma questo è difficile da spiegare. Per un marchio, invece, è molto più facile evidenziare cosa fa quando si tratta di sostenibilità. Di conseguenza, coloro che al contrario non fanno nulla saranno più facilmente identificabili”. “Tre le tendenze attuali del mercato, la prima riguarda le relazioni con i clienti, la tradizionale vendita al dettaglio che è stata per decenni la linfa vitale dell’industria dell’orologeria, con i rivenditori multimarca maestri di questi rapporti. Ma oggi i consumatori sono sempre più desiderosi di interagire direttamente con i marchi.”

La sostenibilità va documentata – In un certo senso è ormai riduttivo definire la sostenibilità un trend. Una produzione e un consumo più consapevole iniziano a fare parte del Dna delle aziende e dei clienti. In linea con le tre “P” Profit, Planet, People, nasce il modello della sustainable corporation, che pone la sostenibilità ambientale e sociale alla base della mission. Dei valori, delle strategie, dei processi e dei prodotti. Quello su cui si deve lavorare, afferma UNA-Aziende della Comunicazione Unite in un report pubblicato su Business People, è fare in modo che le aspettative di chi fruisce di un determinato prodotto non vengano disattese. E questo significa lavorare sulla comunicazione dell’impegno a favore dell’ambiente, magari anche fornendo dati concreti. E soprattutto proponendo con tutte le informazioni del caso anche un’ampia gamma di prodotti che rientrino tra quelli che si possono definire sostenibili. Lo studio di UNA sottolinea che un terzo dei consumatori a livello globale non trova sufficienti opzioni per fare acquisti rispettando l’ambiente. Si tratta di un aspetto da tenere in gran conto, soprattutto sul lungo termine. I giovani sono sempre più coinvolti e ricettivi per tutto quello che riguarda la tutela del pianeta, tanto che il 46% ha ammesso di soffrire di eco-ansia. A nostro giudizio una domanda nasce spontanea: sfida o presupposto? La sostenibilità rappresenta un’indicazione generale di comportamento, un percorso virtuoso da intraprendere in relazione ai contesti e agli interessi di volta in volta individuabili. Dunque, per le nostre imprese la sostenibilità è una sfida nuova, che però tanto nuova non dovrebbe essere, posto che trova fondamento su un principio costituzionale. L’art. 41 prevede, infatti, che “l’iniziativa economica privata è libera, non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.

Quando non solo la nebbia ci salva — Altri assalti. La Capitale al centro delle attenzioni, nostro malgrado, della banda della spaccata, che agisce nel cuore della notte. Il primo tra mercoledì e giovedì scorso. Ma la banda – che ha tentato di utilizzare un veicolo come ariete per sfondare l’ingresso della gioielleria in Via della Cappelletta, in zona Giustiniana, così come mostrano le immagini delle telecamere di videosorveglianza del negozio – è stata disturbata dal nebbiogeno, l’antifurto con fumogeno, attivato in pochi secondi dalla violazione. L’ultimo stanotte ai danni di altra attività in Via Gallia, ove dopo aver letteralmente divelto la saracinesca, anche in questo caso ampiamente documentato dalle telecamere di videosorveglianza, hanno tentato la spaccata. Ma fortunatamente una gazzella dei Carabinieri li ha messi in fuga senza riuscire a raggiungerli. Agli operatori colpiti, ai quali oltre ai danni al loro esercizio è stata sottratta anche della merce, va tutta la nostra solidarietà.

n. 88/2022 |APPUNTI DEL GIORNO| Sabato 14 Maggio 2022 — S. Mattia apostolo

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