NEL RAPPORTO CONFCOMMERCIO- CENSIS LE CONTRADDIZIONI ITALIANE

CONSUMI IN AUMENTO, FIDUCIA IN CALO

Roma, 10 Luglio 2025 – In un contesto globale segnato da incertezze, l’economia italiana mostra segnali di stabilità. Tuttavia, le famiglie italiane si muovono in un equilibrio fragile tra desiderio di normalità e prudenza: da un lato cresce la propensione alla spesa, dall’altro persistono timori legati al futuro economico e al potere d’acquisto. È quanto emerge dal rapporto Confcommercio‑Censis “Clima di fiducia e aspettative delle famiglie italiane 2025”. –  Secondo i dati dell’indagine, un quarto delle famiglie teme un calo dei redditi nei prossimi mesi. Nonostante ciò, si osserva un aumento delle intenzioni di spesa in alcuni settori, come gli elettrodomestici (+10,9% rispetto al 2024) e i prodotti tecnologici (+9,1%). Anche il turismo mostra segnali di ripresa: il 37,7% degli italiani ha già pianificato le vacanze estive, il dato più alto dal 2019. In generale, il 46,5% degli intervistati si dichiara “ottimista nonostante tutto”, confermando un cauto ma diffuso desiderio di ritorno alla normalità. In questo scenario, il settore orafo al dettaglio si trova ad affrontare un contesto di maggiore incertezza. Se da un lato permane un interesse verso il gioiello come bene di valore, dall’altro la dinamica dei consumi appare meno stabile rispetto ad altri comparti, con andamenti disomogenei nei diversi territori e una domanda ancora condizionata dalla prudenza delle famiglie. Il 2025 si apre quindi con luci e ombre: il clima di fiducia generale può sostenere la ripresa, ma il settore resta esposto a variabili che vanno dalla pressione inflazionistica alla crescente competizione dei canali digitali, fino alla necessità di innovare l’esperienza d’acquisto nei negozi fisici. Secondo Confcommercio, in assenza di shock esogeni, è possibile raggiungere una crescita dell’1% nei consumi reali nel 2025 e nel 2026. Tuttavia, per settori come la gioielleria al dettaglio, afferma il presidente di Federpreziosi, Stefano Andreis, il vero motore resta la ricostruzione di un rapporto solido con il consumatore, basato su fiducia, qualità percepita e valore simbolico del prodotto