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NON E’ TUTTO ORO QUEL CHE LUCE:

è il caso di scriverlo per quanto riguarda le nuove sorgenti luminose solide, cioè i Led.

Oggi il mercato dei Led manifesta due problemi:

il primo riguarda la mancanza di informazioni tecniche precise e di conseguenza di normative altrettanto precise e rassicuranti: fotometria, resa cromatica, effetto  foto-biologico, sicurezza elettrica, affidabilità e tempi di vita. Tutte le norme e gli standard precedenti vanno completamente rivisti.

Ci si preoccupa di fornire dati sul risparmio energetico, che costituisce il cavallo di battaglia sull’uso delle sorgenti led, ma in pochi casi abbiamo visto pubblicate le analisi relative alle reali efficienze degli apparecchi che hanno invaso il mercato. Per ora i test vengono praticati su emissioni che hanno la durata di un secondo, a “temperatura di giunzione” pari a 25° C.

Il secondo problema è di carattere commerciale: i clienti interessati all’acquisto degli apparecchi che utilizzano sorgente Led, non riescono a capire come mai un elemento prodotto da un’azienda blasonata e che rilascia garanzie adeguate a quanto promette, possa costare anche 50 volte un apparecchio di costruzione e caratteristiche simili. La gran parte degli apparecchi venduti è di scarsa qualità. Spesso i clienti rimangono delusi, in quanto i diodi presentano anomalie che vanno dalla scarsa durata nel tempo, al cambiamento della temperatura di colore.

I LED non solo sono una nuova sorgente di illuminazione, ma rappresentano un cambiamento tecnologico epocale, una radicale trasformazione nell’intero settore, una vera e propria rivoluzione.

E’ riduttivo parlare sempre e solo di efficienza energetica, che rappresenta solo uno degli aspetti peculiari di questa nuova sorgente.

Qualità della luce, flessibilità, possibilità di gestione: questi ed altri ancora, uniti alle nuove tecnologie elettroniche, rappresentano le nuove caratteristiche che ci permettono di sfruttare le potenzialità dei Led.

Quelle potenzialità che potranno essere invece sfruttate da un approccio “trasformazionale” e veramente innovativo, che porterà alla completa ridefinizione degli apparecchi di illuminazione.

Un approccio basato su una profonda conoscenza della tecnologia Led, insieme ad una attenta progettazione ottica e fotometrica che prende le distanze dalla mera “novità” introdotta dal mercato e che serve solo ad alimentare se stessa in una spirale auto distruttiva.

Quando ci sono le rivoluzioni spesso le regole vengono stravolte e senza basi certe è difficile capire la direzione giusta da intraprendere.

Oggi la costruzione di un impianto luci su base DALI rappresenta un’ottima interpretazione delle nuove tecnologie luminose ed elettroniche.

DALI è l’acronimo di Digital Addressable Lighting Interface. È uno protocollo standard internazionale sviluppato negli anni ’80, che permette di avere una comunicazione digitale tra i singoli componenti di un sistema di illuminazione e la programmazione ed il controllo di ogni singolo indirizzo.

Questo sistema risponde alla sempre maggiore richiesta di regia luminosa in differenti ambienti ed in differenti utilizzi.

Nella gioielleria bisogna valutare il carattere specifico dell’illuminazione.

L’illuminazione deve dare una buona visibilità su tutti gli articoli esposti. I dettagli di colore, taglio e disegno devono essere visibili al primo colpo d’occhio, il che significa che questo è cruciale per stabilire il giusto equilibrio tra i parametri di base per l’illuminazione.

L’illuminazione generale dell’insieme del negozio deve avere un’intensità moderata. Vanno utilizzate lampade che creino un’impressione di colore calda e che diano una buona resa dei colori.

L’illuminazione aggiuntiva deve creare effetti vistosi (messa in valore) sui gioielli. Un gran numero di effetti speciali in una luce calda danno all’ambiente un aspetto esclusivo e particolare.

Il sistema DALI permette la ricerca ed il riconoscimento automatico dei dispositivi collegati:

– Indirizzamento e controllo: il protocollo individua singolarmente i corpi illuminanti collegati e assegna un indirizzo logico, consentendo cosi la gestione individuale o di gruppo di ogni indirizzo.

– Creazione e memorizzazione di scene di luce

– Dissolvenza: possibilità di gestire il tempo di passaggio da uno scena ad un’altra.

– Feedback relativo allo stato dei corpi illuminanti e sistema: l’interfaccia DALI riconosce lo stato dei corpi e del sistema inviando un messaggio all’unita di controllo.

– Sistema aperto che consente il dialogo tra interfacce DALI di costruttori diversi.

Tutto questo rappresenta un aspetto del giusto e corretto utilizzo delle nuove tecnologie.

Per comprenderne le potenzialità è indispensabile una progettazione a monte, che tenga in considerazione le esigenze e le possibilità di ogni singolo cliente.

Per anni si è creduto che la semplice (e poco costosa) operazione di “relamping”, cioè la sola sostituzione delle lampade tradizionali con le nuove a Led, potesse risolvere i problemi di illuminazione, risparmio energetico e produzione di calore.

Purtroppo abbiamo visto (e pagato caro) il fallimento di questa semplice operazione, che andava sì a soddisfare, nell’immediato, la ricerca di minor impiego energetico, ma che dava origine ad una serie di problematiche (impianto elettrico inadeguato, trasformatori che non leggevano le nuove lampade, drammatiche virate di colore dei diodi, mancanza di dissipazione giusta del calore, durata minima degli elementi) che hanno portato a disprezzare gli stessi Led, facendo crescere una sorta di diffidenza di carattere generale e rendendo complicata la proposta di pacchetti che vanno ben oltre alla semplice lampada.

 

Luca Fiaccadori – www.lalineasrl.it

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