ORO ALLE STELLE, CONSUMI IN FRENATA: IL GIOIELLO DEVE CAMBIARE RACCONTO

Roma, 24 Settembre 2025 – L’Ocse ha rivisto al ribasso le prospettive di crescita dell’Italia: il Pil è atteso in aumento dello 0,6% sia nel 2025 che nel 2026, leggermente al di sotto delle stime precedenti. Nel 2024 la crescita si era attestata allo 0,7%. Il capo economista Alvaro Santos Pereira sottolinea come il Paese si trovi oggi in una posizione migliore rispetto a qualche anno fa, ma restino prioritarie la riduzione del debito, il consolidamento dei conti pubblici e gli investimenti in competenze. Intanto l’oro prosegue la sua ascesa, toccando il traguardo dei 3.785 dollari e fissando nuovi massimi storici. Questa mattina il metallo prezioso si mantiene a quota 3.767,12 dollari, corrispondenti a 102,99 euro al grammo. Un trend che riflette la ricerca di beni rifugio in un contesto di incertezza, ma che inevitabilmente si ripercuote anche sul settore orafo al dettaglio.
Qui la combinazione tra l’aumento del costo della materia prima e la scarsa fiducia delle famiglie frena i consumi, rallentando in particolare gli acquisti di gioielli, spesso percepiti come beni voluttuari. Il comparto si trova così stretto tra due pressioni: da un lato l’incremento dei costi di produzione, dall’altro la prudenza dei consumatori. In questo scenario diventa fondamentale restituire fiducia e appeal al gioiello: non soltanto bene di lusso, ma patrimonio che conserva valore nel tempo e che continua a rappresentare emozioni, ricordi e identità personale. È necessario proporne una nuova chiave di lettura, che sappia avvicinarlo alle famiglie e intercettare le esigenze contemporanee: il gioiello come segno di appartenenza, come espressione individuale e come bene dall’alto valore intrinseco. Trovare linguaggi e modalità capaci di trasmettere questi valori sarà decisivo per riaccendere l’interesse e riportarlo al centro delle scelte dei consumatori.