Roma, 6 Novembre 2025 – Il grido di allarme arriva dall’Associazione Orafa Lombarda, in una nota a firma del presidente Giorgio Villa. Gli Operatori Professionali in Oro attivi lungo la penisola segnalano una crescente criticità competitiva nel mercato dell’oro da investimento all’interno dell’Unione Europea. La normativa italiana, infatti, prevede obblighi particolarmente stringenti in materia di antiriciclaggio e identificazione della clientela, soprattutto per le operazioni effettuate a distanza. Procedure fondamentali per garantire trasparenza e legalità, ma che comportano adempimenti operativi ed economici significativi, incidendo sulla continuità dell’attività e sulla fruibilità del servizio per i clienti, in particolare per quelli meno digitalizzati. Parallelamente, numerosi operatori stabiliti in altri Paesi dell’UE – in particolare in Germania – vendono oro da investimento a clienti italiani tramite piattaforme online adottando procedure di identificazione meno rigorose rispetto a quelle previste dalla normativa italiana. Ciò determina uno svantaggio competitivo per le imprese italiane e un crescente rischio di perdita di quote di mercato a favore di operatori esteri. La situazione attuale configura quindi una concorrenza non equilibrata all’interno del mercato unico europeo, con impatti diretti sull’operatività e sulla sostenibilità delle imprese italiane del settore. In un contesto che dovrebbe essere governato dai principi della libera concorrenza e delle pari condizioni, si riscontra di fatto una condizione di concorrenza sleale. Per superare tale distorsione, Federpreziosi ha l’intenzione di farsi portavoce, coinvolgendo sul tema i colleghi delle associazioni più rappresentative del settore, a partire da Federorafi Confindustria della richiesta di costituire un tavolo istituzionale con MEF, UIF, Guardia di Finanza e rappresentanze di categoria. L’obiettivo è promuovere l’adozione di uno standard europeo uniforme per l’identificazione della clientela nelle transazioni di oro da investimento, basato sulle identità digitali riconosciute a livello europeo, e favorire al contempo una semplificazione delle procedure nazionali di identificazione a distanza, attraverso strumenti certificati e accessibili anche ai clienti meno digitalizzati, garantendo comunque piena conformità alle norme antiriciclaggio. “L’obiettivo non è diminuire i livelli di controllo e sicurezza – sottolinea il direttore di Federpreziosi Steven Tranquilli – ma garantire che le imprese italiane possano operare in condizioni concorrenziali eque rispetto agli operatori degli altri Paesi europei, a tutela dell’intera filiera e del consumatore finale.”
